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Politica

"Le Primarie delle idee", i primi 6 punti programmatici di Enrico Bastolla

Scritto da (admin), venerdì 10 ottobre 2014 00:00:00

Ultimo aggiornamento venerdì 10 ottobre 2014 00:00:00

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa del Dott. Enrico Bastolla, candidato alle primarie di coalizione del centrosinistra di Cava de’ Tirreni, in programma domenica 26 ottobre. Attenzione puntata sui primi 6 punti programmatici dei complessivi 18 elaborati da Bastolla, che si appresta ad affrontare l’agone elettorale con lo slogan “Le Primarie delle idee - Cava può davvero cambiare verso”. Leggiamo insieme:

1) Ambiente, mobilità, qualità urbana della vita - Green Economy
I principi ispiratori sono la salvaguardia dell’ambiente ed il mantenimento di un alto livello di vivibilità su tutto il nostro territorio. Il contenuto di questa sezione è esaltante ed è impossibile non essere d’accordo. Da anni le principali città europee impostano le loro politiche di sviluppo sul rispetto dell’ambiente, sulla vivibilità, sulla mobilità alternativa, sulla progettazione del verde pubblico e sulle energie rinnovabili. Queste sono le parole chiave per il futuro della nostra città, che dovranno guidare le nostre scelte in materia urbanistica, nella progettazione di opere pubbliche, nella redazione di un Piano di mobilità, nelle scelte energetiche e nel cercare di creare un benessere diffuso. Primo obiettivo: reperire risorse per bonificare dall’amianto l’area dell’ex cinema Capitol. Una bomba a cielo aperto nel cuore della città.

Sul tema delle “energie rinnovabili” è innegabile che non è stato fatto nulla, né da Marco Galdi né dai suoi predecessori. Nessun edificio pubblico ha installato dei sistemi di produzione di energia elettrica tramite fotovoltaici, con zero impatto paesaggistico. Penso al Comune, alle scuole di ogni ordine e grado, agli edifici pubblici.

Progetto di mobilità sostenibile: disincentivare l’ingresso in città con le vetture e rendere l’ambiente urbano più vivibile. Cresce anche l’allarme di polveri sottili (che deve essere inferiore ai 10 micron) in tutta la provincia di Salerno, e per questo verrà proposto per i prossimi 4 o 5 anni un piano che preveda meno auto private e più mobilità sostenibile, avente come principale obiettivo l’abbattimento del 20% delle emissioni di CO2 entro il 2020. Una progressiva riduzione dei consumi di energia ha come effetto un minor inquinamento ambientale e una migliore qualità della vita.

Come? Attraverso l’offerta per esempio di “car sharing” (dall’inglese auto condivisa), che è un servizio che permette di utilizzare un’automobile su prenotazione, prelevandola e riportandola in un parcheggio, e pagando in ragione dell’utilizzo fatto, presente soprattutto a Roma e Milano, città invase da flotte di 500 rosse, con zero impatto ambientale, con tariffe competitive, con prenotazione completamente on-line, nessun costo d’iscrizione. Autovetture che potranno essere lasciate ovunque, strisce gialle e blu. Oppure attraverso il “bike sharing”, incominciando ad individuare e disporre di km di piste ciclabili. A Cava sotto questo aspetto siamo ancora all’anno zero. Più domeniche con strade chiuse al traffico, insomma aria più respirabile.

Rinnovare l’illuminazione pubblica anche con lampade a led a basso risparmio energetico, un investimento che prima o poi si ripaga da solo, che avrà ricadute positive nel medio- lungo periodo. Sarà anche creato un apposito ufficio, eco-sportello gestito da persone competenti con lo scopo di informare i cittadini sulle tecniche per abbattere i consumi e sulla produzione di energia elettrica autonoma.

Valorizzazione delle risorse naturali e bonifica dei territori: il parco Diecimare non può più attendere, come il risanamento della località Cannatiello (progetto Regione e non progetto Comune), di Monte Castello e valloni vari, oltre tutta una serie di interventi che mirino a mantenere e gestire l’ordinario (es., manutenzione delle ville, manutenzione delle strade, adottare un vero e proprio piano viario). Gravagnuolo aveva iniziato in questo processo di riqualificazione delle strade, asfaltando alcuni km di strada. Con Galdi questo processo si è interrotto, è sotto gli occhi di tutti il logoramento della città. Bisogna continuare nel sistemare e ordinare anche punti oscuri della nostra città, completare il progetto di asfaltatura dei manti ammalorati. E su questo punto verrà data ampia importanza alle segnalazioni provenienti dai cittadini. Tutto questo soprattutto per evitare che si faccia causa al Comune per danni. Non si conosce il dato effettivo delle cause intentate contro l’ente e l’esborso di denaro per questo tipo di fattispecie, ma di sicuro è un fenomeno in forte aumento.

2) Imposte locali
Obiettivo primario è quello di abbassare la tassazione locale. È la Svimez (Ass. per lo sviluppo dell’Industria nel Mezzogiorno) a certificare che la spinta maggiore per le entrate tributarie dei Comuni Italiani dal 2007 al 2012 arriva soprattutto dai Comuni, ma soprattutto dai Comuni del Sud. Al Nord, dove la diffusione della ricchezza resta ampia nonostante le ripercussioni della recessione, le tasse comunali si tagliano. Al Sud, dove il PIL pro-capite è abbondantemente inferiore, le imposte aumentano. Nel 2007 la sola ICI ha dato alle casse statali un introito pari a 11,9 miliardi. Da quest’anno, il suo gettito sarà più che triplicato, oltre 30 miliardi. Le aliquote al massimo servono a compensare i mancati trasferimenti delle risorse dallo Stato, con pesanti riflessi soprattutto per gli enti con i conti in rosso (ed al Sud c’è l’81% dei Comuni in pre-dissesto o in dissesto vero e proprio, più di 370).

Dunque la responsabilità di tale salasso non è solo ed unicamente addebitabile al governo centrale, ma soprattutto a quello locale, perché le determinazioni delle aliquote locali e regolamenti restano di loro esclusiva decisione con delibere di consiglio ad hoc. Si è creata una situazione paradossale: più sei povero, insomma, più tasse devi pagare, e poco importa se ad esse corrisponde un livello decisamente basso e inadeguato nella qualità dei servizi e dei livelli di assistenza pubblica. In definitiva si guadagna di meno mediamente pro-capite e si versa di più nelle casse comunali. Bisogna invertire questa tendenza. Può sembrare difficile, ma dobbiamo cercare di invertire la rotta.

La mia proposta è a costo zero. Soprattutto è una proposta studiata per le aziende. La IUC, che raccoglie l’ex Imu e l’ex Tasi, rivestendo i connotati di autentico tributo comunale, entra a pieno titolo nel bilancio dell’ente di riferimento nel capitolo I, rappresentati dalle entrate tributarie, che comprende anche l’addizionale comunale all’Irpef. La riduzione della IUC alle imprese ricadenti nel perimetro territoriale di competenza, potrebbe essere accordata, condizionandola però all’effettuazione, da parte delle medesime imprese, di un’assunzione agevolata di potenziali lavoratori locali. Sono numerosi i provvedimenti normativi e decreti attuativi succedutisi nelle ultime settimane delle agevolazioni Fornero (donne di qualsiasi età, disoccupati over 50 e giovani under 29), che hanno quale obiettivo l’inserimento al lavoro per categorie di lavoratori svantaggiati e/o inoccupati con incentivi alle imprese che vi provvedono. Il Comune potrebbe subentrare e integrare i loro aiuti a tali imprese, invogliando ai sensi e per effetto dell’art. 52 del D. Lgs. 446/97 proprio l’applicazione delle sopracitate agevolazioni concedendo un abbuono sulla IUC alle imprese che provvedono a nuove assunzioni. In che misura? Per un importo proprio pari alle addizionali comunali sulle retribuzioni delle nuove assunzioni locali.

In altri termini, una potenziale e regolare nuova forza lavoro contribuisce in termini di pagamento di tasse (Irpef, Add. Reg. e comunale) a far entrare nelle casse comunali risorse finanziarie fresche. Per tutte le assunzioni agevolate, il Comune potrebbe promuovere da subito sconti sul pagamento della IUC. Così agendo, nessuna delle parti coinvolte ci perde in termini di incasso-pagamento: il minor gettito del Comune per la IUC abbonata sarà coperto dall’add. comunale versata dalle imprese per l’impiego della nuova e fresca forza lavoro. Anche proceduralmente non sembra vi siano particolari adempimenti ulteriori se non quello di dimostrare, attraverso anche una dedicata rete telematica per le imprese, all’ente le formalità riferite alle assunzioni agevolate effettuate. Sarà per noi, una volta tanto, mostrare agli imprenditori una propensione concreta del fare, consentendo per giunta di rendere ancora più ghiotte e appetibili per le imprese le assunzioni agevolate di cittadini della propria comunità. Altra proposta: sgravi delle imposte locali per le famiglie veramente, veramente disagiate, effettuando verifiche con i dovuti incroci.

3) Rifiuti
Ambiente è anche il rilancio e rafforzamento del progetto di raccolta differenziata, valutando e promuovendo una volta per tutte il sistema porta a porta, farlo decollare attraverso il coinvolgimento delle scuole di ogni ordine e grado. L’impegno, con un’azione di Governo regionale e centrale, sarà quello di uscire definitivamente dal Consorzio di Bacino 1, una vera e propria vergogna, un vero e proprio carrozzone politico escogitato da Bassolino e Fiorillo. Una fase commissariale lunga ed estenuante, oltre che inutile, dove la liquidazione del Consorzio doveva comportare la fine dello stesso Consorzio, che non esercitava più l’attività propria dell’impresa, ma doveva svolgere solo ed esclusivamente un’attività straordinaria. Nulla di tutto questo. L’obiettivo è quello di accelerare e garantire la gestione del nuovo ciclo dei rifiuti attraverso l’ATO (Ambito Territoriale Ottimale), che si farà carico nei prossimi anni delle politiche del ciclo integrato dei rifiuti e della realizzazione delle opere relative al servizio. Si è trasferito ai Comuni la competenza esclusiva gestionale di tutte le parti del sistema, dal prelievo al trasporto dei rifiuti al loro smaltimento finale, che rappresenta anche un passaggio fondamentale verso la tutela dei livelli occupazionali dei lavoratori dei Consorzi.

I 7 ATO coincidono con i confini amministrativi delle Province. All’interno di ogni ATO sarà poi operata un’ulteriore suddivisione in base alle peculiarità territoriali e sono stati individuati 35 STO (Sistemi Territoriali Ottimali) delle aree geografiche omogenee per quantitativi di rifiuti prodotti, densità abitativa, caratteristiche morfologiche e possibilità di utilizzo degli impianti. Il Comune, dunque, svolgerà le funzioni di organizzazione del servizio loro attribuite dalla legge, in forma obbligatoriamente associata, toccherà alle Conferenze d’Ambito (enti di governo degli ATO) pianificare il servizio, attuarlo e determinare la tariffa. Dobbiamo essere parte attiva, vigilare su questo nuovo processo, per adottare una soluzione organizzativa ritenuta più idonea ed efficace, vantaggiosa per i cittadini in termini economici, anche attraverso l’ausilio di consulenti tecnici. Sotto questo punto di vista la normativa lascia ai Comuni la massima libertà di organizzazione del ciclo, senza imporre modelli calati dall’alto e rispettando la forte diversità territoriale della Regione.

Gli obiettivi sono: 1) Riduzione dei rifiuti; 2) Riutilizzo e miglioramento della qualità delle raccolte per ridurre le quantità da smaltire; 3) Riduzione della tassa. A questo punto la mia proposta per esenzione totale e/o parziale della tassa. Ad es., proporre un progetto per le aziende come quello del Centro Riciclo di Vedelago: dove non si parla di rifiuti, ma di materiale. Questo centro si occupa di separazione e riciclaggio di rifiuti, ma la peculiarità consiste nella percentuale di rifiuti che riesce a riciclare, ovvero il 99%. Sembra impensabile in quest’epoca, eppure è realtà. Bisogna che ci sia un’accurata separazione dei rifiuti, ma soprattutto una raccolta differenziata che sia mirata al riciclo. Si deve raccogliere l’umido attraverso gli impianti di compostaggio, i vari materiali in modo separato, ma soprattutto si deve raccogliere in modo sensato gli imballaggi. Questi soggiacciono all’accordo nazionale ANCI-CONAI. Ma molti non sanno neppure cos’è. Questo accordo prevede che quando una persona va al supermercato e compra le bottiglie d’acqua, paga l’acqua, paga l’imballaggio e paga anche il costo per portare gli imballaggi all’impianto di riciclo. Lo paga già. Se poi nessuno si occupa della raccolta di quegli imballaggi, il cittadino paga due volte perché l’imballaggio finisce in discarica o altrove. In località Ponte nelle Alpi si è riusciti a raggiungere un riciclo pari al 99%.

Partire dalla sensibilizzazione delle persone è quindi fondamentale. Tenere in mente le 4R: Riduco, Riuso, Riciclo e Recupero. Più ricicli meno paghi. Introdurre un moderno e accessibile sistema per la tracciabilità dei rifiuti. In questa direzione istituire all’interno dell’organico della Polizia Municipale figure specifiche di ispettori ambientali, con poteri di accertamento e sanzione delle violazioni amministrative in materia di rifiuti per raggiungere un’ottimizzazione dei rifiuti ed una migliore attività di pulizia delle strade e caditoie.

4) Ospedale, senza uomini e mezzi
Appare inutile parlarne: è scontata la difesa dell’ospedale e quindi la tutela del bene comune per tutti i cittadini, attraverso però una verifica approfondita e indipendente della qualità delle prestazioni offerte dai vari reparti della struttura, con conseguente predisposizione di un piano di miglioramento per tutti i reparti maggiormente sofferenti, avente come fine quello di mantenere funzionanti tutti i reparti a pieno regime. La nuova bozza dell’atto aziendale vede un ridimensionamento del reparto di Ortopedia, uno dei reparti di eccellenza, eseguendo interventi d’ogni specie, declassandolo a semplice ambulatorio, e nello stesso tempo anche un ridimensionamento del reparto di Cardiologia.

Noi cercheremo di opporci a tali chiusure. Laddove non fosse possibile, nello stesso tempo cercare di raggiungere per la maggior parte di essi un livello di altissima specializzazione e di eccellenza. Potenziare il primo soccorso. E soprattutto cercare di eliminare l’ingerenza politica nell’assegnazione degli incarichi di vertice dell’azienda sanitaria provinciale. Attivarsi sin da subito per incontrare insieme ai tutti i futuri consiglieri e ad una delegazione di cittadini il nuovo Direttore Generale amministrativo per ottenere quanto dovutamente ci spetta, per una consultazione seria e non strumentale, fino ad arrivare anche ad azioni di protesta eclatanti con me in prima linea, per la tutela della salute del cittadino cavese.

5) Movida
La mia proposta: sì alla movida, ma con regole certe e decoro. Sin da subito attivare un tavolo di concertazione e democrazia partecipata con i comitati cittadini e gestori dei locali per aprire un confronto per arginare la deregulation estiva e gli eccessi della movida fracassona. Invocando sin da subito un cambio di rotta. Rispetto della città e delle regole. Tutto questo per riconsegnare “vivibilità e decoro” alla città, attraverso intendimenti condivisi, focalizzando l’attenzione sul nodo della maleducazione dei giovani da regolamentare. Perché il concetto di base non è mandare via i giovani e la movida, ma navigare in regole certe e attuate con controlli specifici per contenere gli eccessi e garantire alla città di non essere oltraggiata e abusata senza inibizioni.

Non sono più tollerabili i bivacchi di ogni tipo, schiamazzi, eccessi di alcol e droghe e occupazioni selvagge. Ci deve essere da parte di tutti gli attori un cambio di rotta, un richiamo alla dignità e al senso civico. Le varie soluzioni devono essere concordate e partecipate da tutti, l’Amministrazione comunale ha solo il dovere di vigilare e restituire tranquillità ad una zona che per anni sotto la guida di Marco Galdi è stata messa in evidenza dalle cronache più per i suoi disordini che per la sua bellezza naturale. In sintesi, la movida deve diventare centro attrattivo per i giovani, ma con regole certe.

6) Trasporti
Difesa del trasporto pubblico, ovvero del CSTP, della SITA e potenziamento delle linee ferroviarie per Salerno e Napoli. Potenziare tutte le linee possibili che portano centinaia e centinaia di studenti cavesi all’Università di Fisciano. Attivarsi subito per un accordo con le Ferrovie dello Stato per cercare di far toccare dalla metropolitana anche il Comune di Cava de’ Tirreni. Dobbiamo dare risposte concrete ai bisogni ed alle lamentele dei pendolari (ricordate le continue lamentele dei mesi precedenti), per rendere quanto più tranquillo, possibile e comodo il loro viaggio per il raggiungimento della sede di lavoro. In questo contesto rendere più sicura la stazione ferroviaria con la presenza di telecamere e/o delle Forze dell’ordine. Inoltre, potenziare anche i collegamenti con le frazioni.

Ufficio Stampa Dott. Enrico Bastolla

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