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Attualità

Accesa polemica per la sede del distretto sanitario

Scritto da Il Mattino (admin), lunedì 20 agosto 2001 00:00:00

Ultimo aggiornamento lunedì 20 agosto 2001 00:00:00

Rispettare i patti, senza stravolgimenti: la ricetta del consigliere regionale Giuseppe Manzo, ex direttore amministrativo del distretto sanitario, è chiara e mirata a scongiurare i possibili mali che un cambiamento del progetto sul palazzetto della medicina territoriale potrebbe portare con sé. «Abbiamo ottenuto i finanziamenti regionali in conformità ad un progetto. Ed invece di iniziare i lavori si cambia la localizzazione, con il rischio di allungare i tempi di realizzazione e nel peggiore dei casi di perdere i fondi». L'arrivo dei 7 miliardi (ex articolo 20), assegnati nelle settimane scorse dalla Regione, ha contribuito a rendere intricata una questione che, se pur in incubazione, rischiava di esplodere. Dove sorgerà il nuovo distretto sanitario? Il sindaco Alfredo Messina ha proposto al manager dell'Asl Sa1, Raffaele Ferraioli, uno scambio. Piazza Lentini (nella foto in alto), finora di proprietà dell'azienda sanitaria e nuova sede del distretto, verrebbe «ridata ai cavesi» con parcheggi e negozi. Mentre la struttura per la medicina territoriale dovrebbe sorgere nella proprietà Paolillo, previo esproprio. Ma secondo il consigliere Manzo la realtà sarebbe diversa e questa soluzione significherebbe pagare tutto un po' di più. «Chi ha in mente il bene della sanità a Cava non può che essere contrario - spiega - Il vecchio progetto, voluto dall'ex direttore Coscioni, ha avuto il consenso degli operatori e dell'intera classe politica senza distinzione tra destra e sinistra». L'atto è giunto sul tavolo regionale ottenendo l'ok della Regione e dell'Arsan (azienda regionale sanitaria), che ha stanziato i soldi (una prima tranche di 7 miliardi). «Da un mese - continua Manzo - il responsabile delegato, l'ingegnere D'Ambrosio, ha inviato una missiva al sindaco di Cava per ottenere la liberazione dell'area e procedere con i lavori. Ma non ha avuto risposta. Il primo cittadino sta valutando altre soluzioni, che sono una mortificazione per la sanità cavese ed i suoi professionisti». Manzo si dimostra molto dubbioso sul trasferimento del nascente distretto lontano da piazza Lentini. Il progetto iniziale avrebbe, infatti, individuato oltre alla struttura madre anche la possibilità di creare la medicina associativa con la sistemazione di tutti i medici di base. Ed in più la realizzazione di parcheggi seminterrati, da cui ottenere nuovi fondi da investire per il miglioramento dei servizi sanitari. «Non accetto altri tentennamenti - sbotta - Sono disposto a intraprendere una dura battaglia, portando la questione in Consiglio regionale. Dall'altra parte ognuno deve assumersi le proprie responsabilità».

Più secca è stata la replica del sindaco Messina (nella foto al centro): «Forse non tutti sanno che esiste la revoca. Ciascun provvedimento può essere rivisto per apportare delle giuste modifiche, senza per questo perdere i finanziamenti. Sempre che non ci ostacolino alla Regione». Ed anche sui tempi di realizzazione appare molto sereno: «Mi sembra assurdo, si parla di 6 o 8 mesi di ritardo quando hanno atteso 10 anni, perpetuando un vero e proprio scempio. Basti vedere le strutture sanitarie». Messina, dunque, dice di mantenere fede ai patti, quelli che però ha stabilito con i cavesi una volta che ha presentato il suo programma elettorale. E tra i punti in neretto appare proprio piazza Lentini, da lui definita come l'unica piazza da poter ridare ai cavesi. «Cava si stava trasformando in un grande paesone, senza alcuna attenzione e cura degli spazi - spiega - Tutto questo è stato frutto di una politica del pressappochismo. Già come membro dell'opposizione in Consiglio comunale avevo bocciato il progetto di distretto a piazza Lentini e lo ribadisco da sindaco». Il primo cittadino ha così formulato al direttore Ferraioli una nuova proposta, offrendo la proprietà Paollilo: «Per i servizi sanitari si addice un'area più decentrata, mentre piazza Lentini deve essere abbellita e diventare la prima piazza dove realizzare parcheggi e svolgere tutte le manifestazione, le fiere ed altri spettacoli».

I nodi da sciogliere rispetto all'eventuale soluzione dello «scambio» con piazza Lentini riguardano la proprietà del suolo e le procedure per renderla libera. L'area, infatti, di proprietà della famiglia Paollilo, avrebbe un cospicuo numeri di eredi. Sui quali peserebbe una causa nei confronti di un costruttore dell'Agro, che negli anni passati avrebbe versato dei soldi per il suo utilizzo, ma che con il piano regolatore e l'inclusione nelle aree non edificabili avrebbe trovato un ostacolo. Ora si dovrebbe avviare la procedura di esproprio, ma i dubbi sono tanti. A sbrogliare le carte è l'avvocato Alfonso Senatore (foto in basso), capo gruppo di An alla Provincia, che intravede in un'azione giudiziaria un evidente ostacolo al progetto ideato dal sindaco Alfredo Messina: «Sulla proprietà - spiega Senatore - c'è un legato testamentario che rappresenta un forte vincolo. Messina rasenta la follia se pensa di poter innescare un'azione giuridica, cui possono opporsi non solo gli eredi, il vicinato, ma qualunque cittadino. Così si rischia di perdere i 7 miliardi stanziati dalla Regione, come i 40 per il Trincerone. Che Messina non sia un politico lo si sapeva, ma se continua ad accusare colpi a ripetizione (vedi Coreco) anche sull'aspetto amministrativo bisogna intervenire. Propongo l'istituzione di un comitato salute, un osservatorio allargato a tutti per aiutare un'amministrazione di centro-destra-sinistra che ha il fiato corto ed i giorni contati».

Ma in questa battaglia si affaccia anche una terza strada, quella delineata dal coordinamento cittadino di Alleanza Nazionale: né Lentini né Paollilo. «Come abbiamo più volte ribadito - scrivono l'onorevole Edmondo Cirielli ed il consigliere comunale Luigi Napoli - siamo contrari a piazza Lentini, perché il polo congestionerebbe il traffico, distruggendo l'unica piazza centrale da poter attrezzare anche nell'interesse del commercio». Un secco no alla proprietà Paolillo: «Si tratta di servizi da decentrare per migliorare la viabilità. L'ipotesi migliore è Pregiato, presso il Centro di Fisiopatologia Respiratoria, creando una seria premessa per il II polo ospedaliero».

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