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Politica

Il programma di "Città Unita"

Scritto da (admin), venerdì 9 settembre 2005 00:00:00

Ultimo aggiornamento venerdì 9 settembre 2005 00:00:00

LA CAVA CHE VORREMMO E PER LA QUALE CI ADOPEREREMO
Introduzione - Parte Generale
Ci domandiamo spesso quale Cava vorremmo. Vorremmo una Cava politicamente più seria, che non significa seriosa, ma meno cialtrona, marpiona e affarista. Una Cava rispettosa delle Istituzioni e più rispettabile dentro e fuori i propri confini. Una Cava dove ogni politico facesse il proprio dovere, quantomeno al minimo, e lo facesse fino in fondo, pensando più al dare che all'avere (Kennedy). Una Cava con meno lacciuoli politici, burocratici e legali, (troppi) e meno legislatori da strapazzo in cerca di fortuna e prebende politiche. Una Cava meno capziosa, faziosa, sospettosa, meno tuttologa e dietrologa, meno buonista (di facciata) e più generosa (nei fatti concreti). Meno chiacchiere a vuoto e più azioni positive, perché i problemi irrisolti sono tantissimi e molti cavesi non ce la fanno più ad arrivare neppure a fine mese e purtuttavia con fierezza d'animo non chiedono elemosine. La Cava che vorremmo, ricca, bella e prosperosa per tutti, la vorrebbero tanti cavesi, ma noi abbiamo la fortuna, grazie alla libertà dal bisogno politico che abbiamo, di dire fuori dai denti ciò che, con umiltà, pensiamo. Questa nostra adorata Città non cambia perché alcuni suoi governanti troppo legati a piccoli "traffichini" - arricchitisi a discapito di tutti, in fondo la vogliono così e fanno del tutto perché così rimanga. Cava si arrangia, anche se indietreggia sempre più; si vive alla giornata senza prospettive e ambizioni future di progresso e di vivibilità; si bada solo al proprio "particulare" e degli altri, della collettività, di Cava e della sua nobile fierezza passata e ormai tramontata, se ne "fottono" (scusate il termine - ma manteniamo fede alla nostra libertà"), nonostante i figli dei cavesi vadano emigranti - servi al Nord. L'ultima politica cavese, una delle cause di tanta inquietudine e malessere cittadino, è stata un brutto e vergognoso spettacolo per il centro-destra - affaristico, fallimentare e bancarottiero. Qualcuno si salva e va recuperato: galantuomini, professionisti capaci e responsabili ci sono in ogni partito. Non vogliamo fare di ogni erba un fascio, ma sfidiamo chiunque a dimostrare che non sono mosche bianche. Quando la Prima Repubblica naufragò nella fogna di Tangentopoli, che essa stessa per decenni aveva alimentato con i liquami di un'inetta, fraudolenta gestione del potere e due grandi partiti e tre partitelli finirono nel tritacarne delle Procure, c'illudemmo, o almeno che qualcosa sarebbe cambiato. E cambiato in meglio. Salutammo la seconda Repubblica come Penelope il ritorno di Ulisse a Itaca. Pensammo con sollievo: "Stavolta ci siamo". E invece. Ai politici di razza, quantomeno intelligenti e capaci, si sostituirono le terze-quarte linee (che all'epoca non entravano neppure nei " c...." delle segreterie politiche) ed illustri sconosciuti, incolti non solo politicamente, e, per ovvi motivi, affamati. Una "guagliunera" famelica all'assalto del Palazzo. Gli annunzi di palingenesi si sprecarono: Cava avrebbe vissuto la "pax Augustea"; finalmente conosciuto la nuova età di Saturno; sarebbe infine diventata il regno di Bengodi del nuovo millennio. Nessuno, però, aveva fatto i conti con la classe politica che ci siamo poi ritrovati, guidata da un incapace che, con pessimi esempi, ne ha scatenato, amplificandoli a dismisura, i difetti. Si è passati dall'educazione al tradimento della prima ora, alla guerriglia fratricida interna; dalla incoerenza, alla politica mana...geriale del proprio affare spicciolo personale. E la fine ingloriosa per Cava, che ha conosciuto il secondo commissariamento politico, è sotto gli occhi increduli di tutti. Ma meno male che ciò sia avvenuto. Altrimenti non sappiamo la fine che avrebbero fatto i finanziamenti ottenuti, non certo per meriti loro, ma di chi li ha preceduti. Per fortuna, però, i cicli storici, di Vichiana memoria, ci hanno insegnato che dopo il basso impero, sempre sopraggiungerà l'era nuova della rinascita e del risorgimento. La Cava, quindi, che vorremmo e con noi tanti cavesi che chiamiamo ad essere protagonisti, (a prescindere dalle ideologie e dai vari credi politici o religiosi) nel nostro movimento di liberazione ieri dai "m........ politici", e di costruzione oggi di una nuova e forte Cava, orgogliosa del suo passato e fiera del suo avvenire, è l'antitesi di quella vissuta con sofferenza fino all'altro ieri, per quattro lunghissimi ed interminabili anni. Noi la vediamo, e ce la metteremo tutta, sia nella veste di primi attori, sia in quella di forte, determinante e determinata spalla, per il bene supremo di Cava de' Tirreni. Non è un miracolo. Cava ai primi posti (come un tempo), in Provincia con le raggiunte limitrofe città di Salerno, Mercato San Severino e Giffoni Valle Piana.

PARTE SPECIALE
Prima parte - L'immediato
Turismo - Economia del Paese - Volano motore

La verità cruda ed amara è che Cava, purtroppo, è diventata povera e la povertà, così come la ricchezza, (che non è un male assoluto) riproduce per moltiplicazione se stessa e solo se stessa. Bisogna, quindi, invertire subito questa pericolosa tendenza negativa che non consente progresso, governabilità, vivibilità, e soprattutto solidarietà tra simili. L'uomo al centro dell'Universo e la ricchezza frutto di lavoro e produttività, muovono il mondo, garantendo civiltà, giustizia e pace sociale. Con lavoro certosino, utilizzando al meglio tutte le risorse esistenti, si può uscire dal tunnel della povertà e risalire la china verso il benessere, il quale, se ben riutilizzato e investito, anche a scopi sociali, e per tutti, innalza, il livello sociale-culturale e civico di un Paese. Come fare in concreto. Tutti parlano, da Soloni, come panacea, di ogni male di turismo-commercio, industria-artigianato e agricoltura, senza dire però, come si fa, e senza avere la benché minima preparazione a riguardo e il coraggio, (ben sapendo di perdere consensi elettorali), di indurre, convincendo e coinvolgendo, anche coloro che sono "monoculi in terra caecorum", a scelte ormai non più rinviabili. Pena il declino irreversibile. Cava ha tutte le potenzialità necessarie per tornare ad essere il centro motore di un cerchio di percorsi e attrattive turistiche, offrendo strutture già esistenti e altre da prevedere e realizzare, a chi come la costiera amalfitana, geologicamente e territorialmente non potrà mai averne. Partiamo, come amiamo fare, con forza e determinante convinzione, dalle piccole-grandi cose di immediata esecuzione, pronte a fornire ossigeno e ricchezza alla nostra economia asfittica e moribonda, per prepararla, poi, ad un grande rilancio. Diffidiamo di coloro che propongono opere megagalattiche e stratosferiche e non sanno neppure far funzionare quel poco che hanno a casa loro. Vorremmo operare come coloro che dal niente hanno costruito imperi economici, grazie al lavoro e ai sacrifici che non si possono non fare. Cava si trova a pochi chilometri da ricchezze inestimabili ed ineguagliabili, (Paestum-Velia-Costiera Cilentana-Amalfitana-Pompei-Sorrento etc. etc.), ricca di per sé di ampi territori ancora vasti e vergini, tali da poter essere utilizzati a fini turistici, nel rispetto dell'ambiente, che va sempre salvaguardato, e delle leggi vigenti, alcune anacronistiche e da far modificare. Solo così si potranno prevedere ed inventare nuovi posti di lavoro, salvaguardando sempre e prima gli esistenti. Le nostre realtà meridionali devono poter vivere, senza assistenzialismo, di grande turismo altamente qualificato e specializzato e tale da fare concorrenza al mondo intero. Il piccolo commercio ormai non può più competere con i grandi super-mercati, che non sono da demonizzare, anzi, e sarebbe da ipocriti, falsi e menzogneri, promettere ai primi una tutela che, pur volendo, non sarebbe possibile. Come può uno scoglio arginare il mare, recita una bellissima canzone di Lucio Battisti. E' bene, quindi, parlare chiaro e dire sempre e tutta intera la verità. Cava ha la fortuna di avere il più bello ed il più grande supermercato- centro storico (parte da prima dell'Ospedale, altro tassello importante per il turismo- si circonda di tutti i vicoli- e finisce alla fine di c. Mazzini e v. Veneto), che esista, forse non solo in Europa, ma nel Mondo intero. Basta, ed è qui l'uovo di Colombo, organizzarlo con le stesse regole che vigono in tutti i supermercati del mondo ed attrezzarlo per la comodità ed i bisogni dell'utenza, così come avviene in questi grandi centri commerciali, aprendolo notte e giorno, a seconda dei flussi e del ritorno economico, ma senza pregiudicare la pace notturna dei residenti. Non si riesce, infatti, a capire perché i cosiddetti piccoli commercianti si fanno in quattro per accaparrarsi posti di vendita a prezzi stratosferici in quei capannoni, costruiti a centinaia, se non migliaia sul nostro territorio nazionale freddi, clonati, senza storia e nè anima, ma grandi produttori e volani di ricchezze e posti di lavori, e non ringraziano invece, il Padreterno prima e i loro Padri dopo, per aver già ricevuto, a costo zero, all'interno di uno dei più bei centri storici d'Italia, quasi unico per il suo lunghissimo porticato, una realtà commerciale dal valore inestimabile. E all'interno dello stesso vi è tutto quello, e forse anche più, necessario ad un centro commerciale, (ospedale-chiese-teatri-cinema-bar-albergo-ostello-negozi di ogni genere-discoteche-hair- shop etc.etc.). Così come avviene, poi, in Toscana caratterizzare i negozi esistenti nelle frazioni a seconda della configurazione storica data alle stesse e alle richieste del mercato. L'afflusso mensile e giornaliero dell'Avvocatella, con le tante occasioni di richiamo turistico operate dal Monastero dei Francescani, (turismo religioso), da agevolare sempre più, vanno collegate, con il centro-storico commerciale; con l'agriturismo, allo stato snaturalizzato e poco e mal sfruttato; con più mini-zootnecnia e agricoltura biologica; con i vari bread and breakfast; con le strutture alberghiere esistenti, e da trasformare anche in multiproprietà; con l'ostello per i giovani, con il centro-congressi da realizzare subito; con la Chiesa di Mamma Lucia, molto cara a noi, ma anche ai tedeschi; con i tanti percorsi a cavallo e a piedi, già esistenti e tracciati; con il Parco Diecimare; con la Badia (che per non morire definitivamente deve essere aperta a pagamento al pubblico di massa e di studiosi, giovani e meno giovani, provenienti dal mondo intero), piena di opere d'arte inestimabili e di locali inutilizzati o poco utilizzati, come il teatro, la cucina, i tanti posti letto, gli immensi spazi retrostanti alla Basilica; con Monte Castello - aperto al pubblico e allestito come l'Arechi; con i tanti campi da tennis, di minicalcio e calcio, di minigolf da realizzare per gli inglesi-americani, australiani e canadesi; con i parchi giochi per bambini già esistenti e altri molteplici ancora da far costruire ai privati (uno dei più grandi business americani ed internazionali). Per noi Cava dovrà subito diventare la "Città del Bel Canto, della Poesia e del Festival del Teatro Comico per Ragazzi", intitolato a ..........., collegata con Giffoni (cinema dei ragazzi) e Paestum (premio Charlot). Abbiamo già diverse strutture teatrali "Badia-Liceo Classico- Liceo Scientifico - Piccolo teatro al Borgo - Club Universitario- Tennis Club. Nel frattempo ultimare subito i lavori presso il Teatro (ex Pretura). Cava Città e Culla della Cultura, della Musica, dell'Arte e dei Divertimenti. Faro dell'intera provincia di Salerno. Invece di tante piccole feste, alcune insignificanti dal punto di vista dell'attrattiva turistica, concentrare, per il momento, tutte le risorse possibili ed immaginabili, e le tante meritorie iniziative dei volontari, per una o al massimo due manifestazioni a livello nazionale, che le raggruppi un po' tutte. La stessa festa di Monte Castello va rivista, rivisionata e inquadrata in un circuito turistico più vasto. Così come per Siena che in tre minuti (Palio) attrae milioni di turisti, occorre studiare una attrattiva altrettanto entusiasmante e forte da ottenere lo stesso risultato. E come diceva Totò: "da cosa nasce cosa". Da tutto questo nascerebbero come funghi tante piccole e grandi cooperative o società di servizi, gestite da giovani preparati e con esperienza maturata anche all'estero in tutti i vari campi del turismo. Questo grande movimento economico, inevitabilmente per induzione e a cascata diretta, non solo produrrebbe ricchezza e posti di lavoro (autisti-maestri-d'arti e di sport-commesse-guide-camerieri, cuochi, pony-express, etc.etc.,), ma automaticamente, così come avviene in tutte le realtà dove entra molto denaro da reinvestire in parte anche in opere sociali e strutturali - (socialcapitalismo reale- terza via tra i due fallimentari sistemi economici: il marxismo e il capitalismo), l'abbellimento, la manutenzione e il culto per tutto quello che essendo bello, pulito e curato, attrae, (come le mosche il miele), diventa quasi una religione, un culto, una fobia non patologica, con risvolti positivi anche in termini di maggior sicurezza e vigilanza del territorio. Tutto ciò sarà affiancato e diretto da una sana amministrazione che, senza pesare troppo sulle tasche dei cittadini, operi come fa il buon padre di famiglia, che programma le spese e le entrate senza sperperi e sprechi, pensando, per il momento, ad una gestione attenta ad un ordinario perfetto e inappuntabile. Basterebbe solo questo a rendere splendente e vivibile una Città come Cava, già bella ed amabile per nascita. Un grande calcio, altra grande attrazione economica e turistica, con una tifoseria,( quella un po' scalmanata e troppo esagitata - dannosa per le sorti di una squadra), ben governata, disciplinata,ordinata, ed educata, rappresenterebbe il fiore all'occhiello necessario per una città come Cava che può per popolazione, ambire a traguardi ben più alti e consoni al proprio lignaggio. Sarà previsto, poi, per la guida politica del settore, un Assessorato al Turismo (mai esistito a Cava), Cultura e Sport, coordinato da esperti, a tanto designato con un stazionamento di un modesto fondo e con uno stretto collegamento con il settore urbanistica, lavori pubblici, commercio e finanziamenti nazionali ed europei, con la preziosa ed indispensabile collaborazione di esperti del settore. Solo così si potrà dare fiducia ai privati (legati alle ferree leggi del business is-business- l'affare è affare), inducendoli ad investire in una città come Cava, potenzialmente ricca di opportunità e di occasioni redditizie, ma allo stato poco affidabile politicamente, visto i recenti trascorsi politici burrascosi. E' chiaro che i dettagli saranno meglio studiati, approfonditi e definiti, nel prosieguo e dopo l'esame, da parte dell'intera compagine politica che si accinge a presentarsi al Governo della Città, e l'avallo della Comunità Cavese e di tutte le Categorie Sociali, a cui questo programma sarà, con umiltà, sottoposto.

SECONDA PARTE
La prima parte ha riguardato le cose realizzabili a breve, e comunque propedeutiche alle grandi opere già previste, alcune-altre ancora da prevedere, entrambe, però, da realizzare. Così come ha fatto Salerno, urbanisticamente parlando, Cava dovrà avere per i secoli futuri, un aspetto urbanistico, specie nelle Frazioni, organico bello, funzionale ed efficiente ed interamente compatibile con l'intero assetto storico-territorale. Di qui il ricorso ad un grande urbanista di spessore mondiale, che con l'ausilio dei migliori tecnici cavesi conoscitori del territorio, possa realizzare una immagine di Cava spendibile in tutta Italia e all'estero e degna dei nostri Padri. Con i tre o quattro piani di parcheggi sotterranei a piazza Abbro, che dovrà tornare a chiamarsi piazza Roma, (al Professore sarà dedicato un altro sito pur sempre prestigioso e all'altezza di chi, avendo fatto tanto per Cava, lo ha ampiamente meritato); tre o quattro piani parcheggi sotterranei a piazza San Francesco, con sosta pullman e navette; tre o quattro piani sotterranei a piazza Lentini; con altrettanto parcheggi; parcheggi anche per pullman e mezzi vari in zona autostrada; completamento del sottovia-trincerone, e tanti punti-agganci navette; completamento area mercatale, (allo stato progettualmente errata), da utilizzare per altri scopi, sempre di natura turistici, quando non si terrà il mercato; utilizzare il ponte incompleto di Pregiato; etcc..etcc... Utilizzo per la città di biciclette e mezzi elettrici, e tante altre molteplici idee già viste girando il mondo intero. Quanto, poi, al Traforo per la costiera amalfitana, è questo un tema da noi trattato per primi diversi anni or sono. I copisti lo hanno poi stravisato, ed è bene, invece, precisarlo nei dettagli, senza equivoci e interpretazioni varie. Prevediamo un traforo con corsie ferroviarie (mai accesso alle auto o ai pullman, distruggeremmo la costiera), da agganciarsi al tunnel sempre ferroviario, che partendo da Salerno proveniente dal Cilento, esca su ogni cittadina costierante, Sorrento compreso, (circumcostiera) fino a congiungersi alla circumvesuviana e a Nord con l'aeroporto di Capodichino e a Sud con quello di Pontecagnano. Di modo che, in pochi minuti, si potranno raggiungere le più belle zone turistiche d'Italia e del Mondo, senza caos, smog, traffico ed altro. E' questo un progetto già previsto (senza alcun impatto ambientale, e le opere da realizzare tutte sotterranee e con finanziamenti pubblici e privati), ma impedito, fin ad oggi, da chi, invece, diversamente da noi che propendiamo per un traffico navale, aereo e su rotaie per l'intero territorio-nazionale, aveva interesse a vendere auto e gomme.

Il Coordinatore Cittadino di "Cava Unita"

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