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Politica

Del Vecchio lascia il PdL, ecco i perché

Scritto da (admin), venerdì 1 luglio 2011 00:00:00

Ultimo aggiornamento venerdì 1 luglio 2011 00:00:00

“Il perché di una scelta”: perché è una scelta di libertà quella di lasciare il Popolo della Libertà ed il gruppo consiliare del PDL. Ieri mattina, in una nota indirizzata al Presidente del Consiglio Comunale ed al Capogruppo del PDL, ho comunicato la mia decisione di uscire dal gruppo consiliare e di dichiararmi consigliere comunale indipendente.

Per ora non aderirò a nessuna formazione politica, continuando il mio percorso all’insegna dell’autonomia e dell’indipendenza di pensiero e di scelta, come, peraltro, ho sempre fatto. Sono sempre stato coerente nelle mie scelte, per cui non tradirò mai il patto con gli elettori, resterò organico alla maggioranza e soprattutto vicino al Sindaco, a cui continuo ad essere legato da un profondo sentimento di rispetto, stima ed amicizia, condividendo, se giuste, tutte quelle scelte che saranno finalizzate all’attuazione del programma elettorale a cui rimango fedele. E questo perché le motivazioni di questa scelta sofferta sono essenzialmente politiche.

Non è stato semplice perché ho sempre creduto in questo partito e nei valori nei quali esso si riconosce. Ho sempre creduto e pensato che la politica debba essere sempre al servizio dei cittadini e non i cittadini al servizio della politica e che essa debba essere fondata sui valori e non sugli interessi. E sono queste nobili finalità che mi hanno spinto ad entrare in politica e ad intraprendere un percorso prima in Alleanza Nazionale, di cui sono stato coordinatore cittadino fino al suo scioglimento, e dopo sposando il progetto politico del Popolo della Libertà, dove, attraverso la mia candidatura di servizio alle elezioni politiche, allo stato sono il primo dei non eletti nella lista del PDL al Senato della Repubblica in Campania, ed ho dato il mio modesto contributo alla vittoria delle elezioni del 2008. In quella occasione ho dato tutto me stesso al partito, nonostante la mia era una candidatura al servizio del partito, ben consapevole che il sistema di legge elettorale mi dava poche possibilità di essere eletto. Se oggi sono il primo dei non eletti è perché il caso ha voluto che alcune ore prima della chiusura delle liste il candidato di AN che mi precedeva rinunciò alla sua candidatura ed io mi trovai in una posizione diversa (21° posto) da quella che l’On. Cirielli mi aveva garantito, che era il 24°.

Paradossalmente, dopo il brillante risultato elettorale conseguito a Cava de’Tirreni, dove il PDL ha raggiunto da solo il 54%, risultato storico mai conseguito prima da nessuna singola formazione politica, sono nate le prime incomprensioni con i vertici provinciali del partito ed in modo particolare con il Presidente Edmondo Cirielli. La mia candidatura doveva essere un punto di partenza per un percorso di crescita politica mia e del partito. Invece, ho dovuto prendere atto nel tempo di non essere mai stato parte integrante del progetto politico del PDL in provincia. Evidentemente all’on. Cirielli non era gradita la mia crescita politica sul territorio ed in particolare a Cava de’Tirreni. Una presa di posizione da parte del Presidente che non ha nessuna giustificazione politica.

Nonostante ciò, ho continuato a lavorare per il partito e per la mia città, mettendo a disposizione le mie competenze, la mia onestà intellettuale e la mia coerenza. Ho rinunciato a traguardi ambiziosi come la candidatura alle provinciali, mettendomi ancora una volta al servizio del partito, in nome di quel progetto in cui volevo fortemente continuare a credere; poi, ho accettato di mettermi in discussione candidandomi al Consiglio comunale. Anche in questa occasione ho fatto delle rinunce e dei sacrifici, ma in campagna elettorale sono stato lasciato solo ed abbandonato dal mio partito in tutti i sensi. Il consenso che mi ha consentito di sedere in Consiglio comunale è quello degli amici e di tanti elettori che hanno espresso un voto di opinione e non un voto politico. Che senso ha rimanere in un partito che non senti vicino?

Oggi, devo constatare il fallimento di quel progetto politico dove mi illudevo di poter continuare a dare il mio contributo. Ho appreso di un documento che i vertici provinciali del Partito hanno inviato a Roma al Coordinamento Nazionale, nel quale il presidente Cirielli lamenta un’impostazione verticistica del partito, dove i coordinamenti locali non possono far sentire la loro voce, chiedendo maggiore partecipazione della base; tutto questo è paradossale, perché a Salerno e provincia, la base non è stata mai partecipata, né coinvolta nei processi decisionali della vita del partito; le cause del fallimento del PDL in provincia vanno ricercate proprio in questa politica provinciale sul territorio assolutamente verticistica, di cui sono responsabili i vertici provinciali e non quelli nazionali, per niente partecipata e poco attenta alle istanze provenienti dai rispettivi partiti locali.

Questa impostazione verticistica, voluta dai vertici provinciali del partito, ha fatto in modo che ogni scelta importante che interessasse le rispettive realtà comunali non fosse mai il risultato di un confronto democratico e di una dialettica all’interno del partito locale, così come dovrebbe essere, ma sempre il frutto di un’imposizione dall’alto; nel PDL esiste un principe che detta le regole e le direttive, dei vassalli che le attuano e dei sudditi che subiscono; questa non è politica, non è la politica in cui credo, e tutto ciò ha prodotto uno scollamento tra la base del partito ed il vertice e ha allontanato il nostro elettorato, che alla prima occasione ci ha punito; i sudditi si sono ribellati a questa gestione monocratica e verticistica del partito. I numeri dello tsunami elettorale delle ultime amministrative nei Comuni della provincia risentono di queste scelte e parlano da soli: Salerno, Nocera Inferiore, Angri, Roccadaspide, dove i candidati sindaci, tutti assessori provinciali del PDL, persone di grande spessore e qualità, hanno pagato in prima persona, soffocati da questo clima crescente di disaffezione dei cittadini verso il nostro partito. Quello che è accaduto a Nocera Inferiore ha dell’incredibile ed è il risultato di questo clima di assoluta sfiducia, la città ha votato a stragrande maggioranza il suo Sindaco ed il nostro partito cosa fa? Lo sfiducia il giorno dopo, facendo piombare nuovamente la città nella fase del commissariamento da dove era appena uscita.

Scelte irresponsabili, quelle del nostro partito, perché si è sovvertita in un colpo solo la volontà popolare. Io non avrei mai firmato, se fossi stato uno dei 15 consiglieri comunali del PDL, davanti ad un notaio, per un senso di responsabilità nei confronti della città. Ho sentito il Sindaco di Nocera, Manlio Torquato, il quale mi ha espresso tutta la sua vicinanza e la sua solidarietà per la scelta che andavo ad effettuare.

Il dato delle amministrative avrebbe dovuto aprire una fase di riflessione e di analisi, con l’individuazione di responsabilità, che io ho pubblicamente sollecitato, attraverso un comunicato stampa, ma la risposta del partito che ho avuto è una stata una lettera dei due coordinatori provinciali che mi invitavano ad astenermi dall’effettuare valutazioni pubbliche sugli esiti delle amministrative a Salerno e Nocera, cosa che non avevo fatto, come, invece, sto facendo adesso. Che senso ha rimanere in un partito dove non puoi far sentire la tua voce? Se in un partito non si è liberi di esprimere le proprie opinioni, di fare autocritica, allora che senso ha rimanervi? Delle ragioni della mia scelta doverosamente informerò per iscritto i vertici nazionali del partito, con una relazione dettagliata della mia esperienza, della politica sbagliata del partito in provincia e con un’analisi personale delle responsabilità.

A Cava de’Tirreni, abbiamo pagato il dazio maggiore, dovuto al completo vuoto di politica sul territorio per la totale assenza del partito (si attende ancora l’inaugurazione della sede del partito), che nella nostra città non ha mai dato risposte serie e soddisfacenti ai nostri cittadini, né tantomeno posto in essere iniziative che andassero in questa direzione. Quando si è trattato di difendere scelte importanti per la nostra città operate dall’Amministrazione, come la Mediateca, dove era il partito? Siamo stati massacrati mediaticamente, non una parola del partito a difesa di una scelta importante per Cava e per tutta la provincia. Un partito che non ha mai interloquito con autorevolezza con il Sindaco sulle problematiche cittadine più sentite, è stato completamente assente allorquando sono state assunte decisioni circa le nomine nelle società partecipate dal Comune, non è riuscito mai a dialogare con i consiglieri comunali del PDL (sistematicamente tutte le riunioni convocate dal coordinatore cittadino non hanno mai visto, se non di rado, la partecipazione di consiglieri ed assessori del PDL), per cui inevitabilmente la linea politica del partito che doveva essere espressa dal gruppo consiliare del PDL non è mai entrata in Consiglio. Sicuramente da rivedere il partito locale, che ha bisogno di una guida autorevole e di un direttivo che, tranne qualcuno, non annovera persone con la giusta dose di esperienza e di qualità.

Ma di tutto questo è responsabile anche il nostro gruppo, che forse non è mai riuscito ad essere veramente gruppo, in grado di interagire ed incidere con autorevolezza nelle dinamiche politiche del nostro partito. Si è parlato tante volte e la maggioranza dei consiglieri concordava del disagio esistente verso il partito, della mancanza di partecipazione e di dialogo, ma nessuno ha mai manifestato questo disagio nelle sedi opportune. Non vi nascondo il mio disagio più volte manifestato all’interno del gruppo, dove purtroppo è mancata una guida autorevole che riuscisse a dare coesione ed equilibrio alla nostra azione politica, in Consiglio comunale e fuori.

Queste in sintesi sono le ragioni per le quali ho deciso di chiudere questo ciclo nel PDL e dichiararmi indipendente, e sono sicuro che tale scelta mi consentirà di espletare in maniera migliore e sicuramente più serena il mio mandato elettorale. E poi, dietro un triste tramonto c’è sempre una nuova stimolante alba che ti aspetta.

Il consigliere comunale, Avv. Giovanni Del Vecchio

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