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Politica

Caso Cofima, esposto di Gravagnuolo alla Corte dei Conti

Scritto da (admin), mercoledì 9 marzo 2011 00:00:00

Ultimo aggiornamento mercoledì 9 marzo 2011 00:00:00

Questa mattina il consigliere comunale ed ex sindaco Luigi Gravagnuolo ha depositato presso la Procura Generale della Corte dei Conti - Sezione Giurisdizionale della Campania, un esposto-denuncia relativo alla vicenda dell’acquisto dell’immobile ex CO.FI.MA. da parte del Comune di Cava de’ Tirreni. Leggiamolo insieme:

«Il Sindaco e il Consiglio Comunale di Cava de’ Tirreni, contrari tra i presenti solamente i consiglieri Luigi Gravagnuolo, Nunzio Senatore e Sabato Sorrentino, in data 11.11.2010, atto deliberativo n. 87, con un farneticante e sicuramente fantasioso proclama hanno deliberato di acquisire l’ex Cofima (impianto industriale dismesso) posto nella zona ASI del Comune di Cava de’ Tirreni per la cifra di € 3.500.000 circa, senza che l’investimento fosse stato precedentemente previsto nei piani sia annuale che triennale. Il bene in oggetto rientrava nel fallimento Cofima, Tribunale fallimentare di Salerno n.22/88, e per la sua valutazione diversi consulenti tecnici, sia C.T.U. che C.T.P., negli anni erano intervenuti, dando indicazioni non univoche. Ma il Comune, nonostante le diversità delle stime tecniche, mai ha prodotto una propria stima del valore dell’immobile.

In data 10 novembre 2010 si riuniva il Collegio dei Revisori dei Conti, verbale n. 11, che esprimeva, in previsione del CC dell’11.11.2010, il seguente parere sulla “partecipazione all’asta pubblica per l’acquisto dell’ex Cofima”: <…raccomanda, che ai fini dell’equilibrio di bilancio è necessario prevedere, fin d’ora, che una presunta operazione di massimo 5.000.000,00 di euro, si debba prevedere una riduzione di spesa corrente o un incremento di entrate tali da fronteggiare una spesa corrente annua di euro 400.000,00, per l’operazione in esame. Inoltre, nella relazione si evidenzia che l’operazione stessa possa pregiudicare il rispetto dei limiti del patto di stabilità….>.

Non è stato mai chiarito quale è il fine dell’acquisto dell’area ex Cofima. Da premettere che il fabbricato, individuato dalla p.lla catastale n.1945 del f.16, ricade in zona D4 dell’ASI dove sono ammesse solo piccole industrie, artigianato e attività terziarie (certificato di destinazione urbanistica con foto aeree). Nel verbale della suindicata adunanza consiliare, si formulano le più diverse e disparate ipotesi per l’utilizzazione dell’area che ricade in zona ASI: a) area movida; b) case, anche in vista dell’allora emananda legge regionale cd. Piano Casa, ma senza indicare i fondi né i finanziamenti a cui attingere, né, se mai ce ne fossero stati, gli eventuali progetti esistenti, con l’indicazione degli interessati-proponenti; c) imprese; d) uffici comunali; e) addirittura la localizzazione, sul suolo ex Cofima, di un nuovo ospedale a costruirsi anche con l’istituzione di una Fondazione che comprenda soggetti pubblici e privati (delibera di Giunta del 02.12.2010 n. 360), in netto e totale contrasto col Piano di ristrutturazione e di riqualificazione della rete ospedaliera predisposta dal Sub Commissario ad Acta per la prosecuzione del Piano di Rientro del Settore Sanitario, dott. Giuseppe Zuccatelli, che prevede espressamente l’accorpamento dell’ospedale di Cava de’ Tirreni, S. Maria dell’Olmo, all’Azienda Ospedaliera Universitaria Ruggi d’Aragona e al Presidio ospedaliero Villa Malta di Sarno.

Ma in ogni caso, a detta del Sindaco, come leggesi nel verbale di cui al CC, ogni singola fantasiosa eventuale utilizzazione <…sarà una grande operazione per la città>. Inoltre tutti gli interventi prospettati sono difformi dalle normative urbanistiche vigenti (PRG) e in fieri (PUC).

Il Comune ha dovuto accedere ad un mutuo per poter acquisire l’area ex Cofima e ha “scelto” per tale operazione il Monte dei Paschi di Siena, già suo tesoriere. Il mutuo suddetto è stato contratto in violazione del Dlg 163/06 (codice dei contratti). Il mutuo non poteva essere contratto direttamente e senza gara col MPS perché di € 4.644.000; facente parte, quindi e senza ombra di dubbio, della categoria dei “contratti di rilevanza comunitaria” rientrante tra i servizi di natura finanziaria indicati nella categoria 6 dell’allegato IIA del Codice. Per il contratto in esame, la soglia di rilevanza comunitaria è fissata ai sensi dell’art. 28, comma 1, lett. b) del Dlg. n.163/06, in € 211.000,00. Ancora: l’art. 29, comma 12 del Codice, per i servizi bancari e finanziari, individua, quali elementi da assumere a base del valore stimato dall’appalto, gli onorari, le commissioni, gli interessi e altre forme di remunerazione.

I soli interessi per il mutuo in esame (senza cioè tener conto degli onorari, delle commissioni e delle altre forme di remunerazione) calcolati prendendo a riferimento un prestito ventennale a tasso fisso erogabile dalla Cassa DD.PP, ammonterebbe ad € 2.644.876,00. Solamente la Cassa Depositi e Prestiti, ente finanziario controllato al 70% del capitale sociale dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, e al 30% da diverse fondazioni bancarie, non partecipa alle gare per la concessione dei mutui perché trattasi di organismo di diritto pubblico (art. 19, comma 2 del Codice), che fornisce un servizio di interesse pubblico con criteri di universalità ed uniformità di trattamento e pertanto con condizioni non negoziabili.

Pertanto il Comune non poteva stipulare direttamente e senza gara europea il mutuo con il proprio tesoriere Monte dei Paschi di Siena. D’altronde, l’art 14 della convenzione di tesoreria erroneamente invocata a supporto dell’operazione in palese violazione di legge, prevede che il tesoriere abbia facoltà di concedere mutui alle stesse condizioni offerte dalla Cassa Depositi e Prestiti “nel rispetto della normativa vigente”. E non avrebbe potuto essere altrimenti, in quanto, diversamente, la stessa convenzione di tesoreria sarebbe stata illegittima. Ma la Cassa Depositi e Prestiti, nel rispetto della normativa, a tutela dell’investimento e a garanzia dei cittadini, avrebbe preteso che il Comune comunicasse e fornisse particolareggiata e specifica documentazione in merito alla destinazione dell’area ex Cofima, e alle possibili e legittime realizzazioni. Ma poiché il Sindaco e il Consiglio Comunale vagheggiano ancora le più disparate opzioni, hanno deciso di non rivolgersi alla Cassa Depositi e Prestiti per ottenere la somma di denaro loro occorrente e di stravolgere le norme dell’indebitamento dell’ente, perché allo stato si ha solamente la certezza dell’ammontare dell’indebitamento, ma non quella dei presunti, pretesi benefici attesi.

Con determina dirigenziale 1° settore, Affari Generali-legali-economico finanziario, del Comune di Cava n. 2559 del 17.11.2010 si procedeva alla costituzione del deposito cauzionale mediante assegno circolare n.t. dell’importo di € 324.000,00 intestato a procedura fallimentare n.22/88, per la partecipazione all’asta pubblica. In data 25.11.2010, con verbale n.13, il Collegio dei Revisori dei Conti, in previsione della proposta di deliberazione di CC su “Presa d’atto aggiudicazione lotto unico fallimento COFIMA”, pur ribadendo tutte le deduzioni riportate nel verbale n. 11, visto il verbale di vendita del Tribunale di Salerno, sez. fallimentare, vista la proposta di variazione di bilancio e quant’altro, esprime parere favorevole alla ratifica della stessa variazione. Il CC in data 29.11.2010 con delibera n. 97, ad oggetto “Presa d’atto aggiudicazione lotto unico fallimento COFIMA. Provvedimenti”, con il voto contrario tra i consiglieri presenti di Luigi Gravagnuolo, Pasquale Scarlino, Nunzio Senatore, Vincenzo Servalli e Sabato Sorrentino, <…prendeva atto dell’aggiudicazione, provvisoria, in favore del Comune di Cava de’ Tirreni del lotto unico appartenente al Fallimento n.22/88 della CO.FI.MA…>; e deliberava <….di dare mandato al Sig. Sindaco e al Dirigente del I Settore,…, di procedere, …., alla contrazione del mutuo dell’importo di €4.644.000,00 per la durata di anni 20 a tasso fisso – con decorrenza dell’ammortamento del 1° gennaio 2011- avvalendosi del tesoriere comunale dei Monte dei Paschi di Siena spa, a norma dell’art.14 della Convenzione di tesoreria,…., nel rispetto della normativa vigente ed alle medesime condizioni offerte dalla Cassa Depositi e Prestiti,…>.

In data 29.12.2010 con Determina n. 2922 del Dirigente del 1° Settore, Affari generali-legali-economico finanziario, il Comune di Cava contrae con il Monte dei Paschi di Siena spa mutuo di €4.644.000,00 per l’acquisto dell’immobile ex Cofima, per la durata di 20 anni, con decorrenza 01.01.2011 a tasso fisso e, altresì, impegna la spesa presunta pari a € 2.000.000,00 per la stipula del contratto di mutuo in forma pubblica. Gli atti della procedura di acquisizione del mutuo sono, quindi, viziati da palese violazione di legge e vanno annullati. Pertanto si invoca un intervento di codesto Ufficio perché tutto possa essere incanalato nel rispetto delle leggi».

Luigi Gravagnuolo, Consigliere Comunale Comune di Cava de’ Tirreni

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