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Cronaca

Pacco bomba, convalidati gli arresti

Scritto da (admin), venerdì 1 febbraio 2008 00:00:00

Ultimo aggiornamento venerdì 1 febbraio 2008 00:00:00

Avrebbero potuto agire ancora, come hanno fatto martedì notte all'"Infortunistica Della Brenda". Nel garage dell'abitazione di Gugliemo Mandiello, il 22enne di Nocera Inferiore arrestato insieme ai due complici, il 18enne Vincenzo Carbone e R.M.C. di 17 anni, dopo aver piazzato l'esplosivo davanti allo studio tecnico, c'era la stessa arma: un altro pacco bomba già confezionato e pronto per l'uso. Per gli agenti della Squadra Mobile di Salerno e per gli uomini del Commissariato di Cava, che da mesi stanno lavorando giorno e notte per incastrare gli autori della lunga striscia di attentati in città, il particolare emerso nel corso delle perquisizioni dimostrerebbe il possibile collegamento con gli altri precedenti e la volontà di continuare a colpire. Mercoledì mattina, davanti al magistrato Cassaniello, Vincenzo Carbone, assistito dal suo legale Enrico Bisogno, pur confessando la sua responsabilità per il rogo all'agenzia "Della Brenda", ha smentito qualsiasi legame con gli altri attentati.

Un interrogatorio durato un paio di ore per Carbone, così come per gli altri due giovani. L'incontro col magistrato è avvenuto in carcere. Davanti al suo avvocato il detenuto ha raccontato la sua versione dei fatti. Carbone avrebbe ammesso di aver partecipato all'attentato di martedì notte (circostanza peraltro confermata dalla flagranza di reato), ma di non sapere niente degli altri raid criminali. Carbone avrebbe risposto alle domande del magistrato anche circa lo scopo del rogo e sulla presunta presenza di mandanti. Per ora, vista la fase delle indagini e la delicatezza della vicenda, restano top secret il contenuto delle sue risposte. Ieri, alle 15, al termine dell'udienza, il Gip ha convalidato la misura cautelare in carcere per Carbone e si è riservato di decidere sull'istanza di rimessa in libertà, presentata dall'avv. Bisogno. Mandiello ed il 17enne restano in carcere (per loro procede il Tribunale dei Minori). Con ogni probabilità, in queste ore anche per loro sarà decisa la convalida degli arresti. Secondo gli inquirenti la flagranza di reato - come si ricorderà, i tre giovani a bordo di una Fiat Punto e di un motorino Piaggio sono stati notati dagli agenti mentre posizionavo il pacco bomba davanti allo studio tecnico "Della Brenda" - e la fedina penale non più candida nonostante la giovane età (tutti con precedenti penali contro il patrimonio), basterebbero da soli a motivare la convalida degli arresti.

Intanto, gli agenti della Squadra Mobile, diretta dal dott. Carmine Soriente, con l'ausilio degli uomini del Commissariato di Cava, continuano le loro indagini. L'ipotesi seguita porterebbe a collegare tutti, o comunque, molti degli attentati. Si lavora per scoprire il movente dell'attentato e per smascherare i possibili, al momento ancora presunti, mandanti. I tre giovani di Nocera Inferiore avrebbero potuto agire dietro compenso ed essere stati reclutati per piazzare pacchi bomba. Non si trascura nessun elemento, neppure quelli in apparenza più insignificanti, come alcune coincidenze. La maggior parte degli attentati sono stati messi a segno la notte tra martedì e mercoledì. Ed ancora, dopo i primi roghi (Cinecittà, Takis, Emporio 2004), sono stati colpiti settori commerciali specifici: prima quello del caro estinto, poi quello delle pratiche automobilistiche ed infortunistica.

I commercianti: «Speriamo che l'incubo sia finito»
Per avere qualche elemento in più, ieri gli agenti del Commissariato hanno chiesto al magistrato di nominare un perito che esegua ulteriori analisi all'"Infortunistica Della Brenda srl", luogo dove si sono sviluppate le fiamme. È solo una formalità per avere altri elementi contro i tre presunti attentatori, già inchiodati dal fatto di essere stati beccati in flagrante. Intanto, al rione Epitaffio ed in tutto il centro si tira un sospiro di sollievo dopo la lunga striscia di attentati dinamitardi. La notizia degli arresti viene accolta come una boccata di ossigeno. «Certo, le autorità e gli stessi amministratori continuavano ad invitare alla calma ed a non creare allarmismo - dicono i residenti del rione, colpiti a distanza di mesi da due attentati (il primo all'agenzia "La Metelliana" e l'ultimo all'"Infortunistica Della Brenda") - ma era evidente che i commercianti ed anche i cittadini non potevano essere tranquilli».

La vicenda dei roghi e dei pacchi bomba va avanti da mesi, dal primo attentato alla videoteca Cine&Città. Da quel momento è stato un susseguirsi di intimidazioni ed il cerchio delle vittime si è allargato a macchia d'olio. «La scorsa notte c'era un forte dispiegamento di Forze. La Polizia è stata brava a beccarli la sera stessa - dicono i titolari degli esercizi commerciali della zona - Ma non poteva essere altrimenti, gli attentatori si sono spinti troppo in là». La giornata di ieri è stata anche un momento di riflessione e di bilanci. A tenere banco è stata la conta dei danni. Il pacco bomba ha provocato numerosi danni, non solo al magazzino finito nel mirino degli attentatori. Secondo le prime stime, come attesta lo stesso titolare dell'agenzia, il rogo ha distrutto la serranda, la vetrata ed un cartellone pubblicitario. L'alto potenziale dell'esplosivo utilizzato non avrebbe risparmiato gli interni. Le fiamme, infatti, hanno ridotto in cenere anche parte degli arredi, le attrezzature ed i computer. Salva, invece, la documentazione cartacea, custodita nel retro del locale.

Al danno, però, si aggiunge anche la beffa. Il rogo doloso ha coinvolto pure due auto parcheggiate nei pressi dello studio tecnico ed i vetri delle abitazioni limitrofe. «Chi ci pagherà ora i danni?», continuano a ripetere i proprietari delle vetture danneggiate. Alla sorpresa ed allo sconforto registrati nelle prime ore dopo l'incendio subentra ovviamente la rabbia. «Da due giorni stiamo in giro per cercare di capirci qualcosa - dicono - Vorremmo avere delle risposte, ma al momento, data anche la delicatezza e l'importanza della vicenda, si sta pensando a ben altro». Nella giornata di ieri, intanto, il sindaco Luigi Gravagnuolo e l'assessore alla Sicurezza, Alfonso Senatore, hanno chiamato personalmente il capo della Squadra Mobile, Carmine Soriente, ed il dirigente del Commissariato di Cava, Pietro Caserta, per complimentarsi dell'importante risultato ottenuto, estendendo gli elogi a tutti gli uomini che hanno preso parte all'operazione.

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