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Cronaca

Ospedale nella bufera, via alle inchieste

Scritto da Il Mattino (admin), venerdì 15 marzo 2002 00:00:00

Ultimo aggiornamento venerdì 15 marzo 2002 00:00:00

Chi doveva controllare il numero di garze utilizzate durante l'intervento? Ed ancora, perché nessuno dei medici si è accorto della vistosa dimenticanza? L'episodio è stato denunciato dai legali di Elena Falcone, la 35enne di Castrovillari operata il 21 febbraio presso il Reparto di Ostetricia e Ginecologia dell'ospedale Santa Maria dell'Olmo (nella foto in alto) per l'asportazione di un fibroma all'utero e ricoverata d'urgenza dopo 18 giorni all'azienda ospedaliera calabrese, a causa di una garza di 60 millimetri lasciatale nell'addome. Sulla vicenda l'assessorato regionale alla Sanità ha avviato un'inchiesta interna, delegando per i controlli due ispettori specializzati. Si sono presentati ieri, a tarda mattinata, alla Direzione generale dell'Asl Sa1 di via Federico Ricco ed hanno sequestrato la cartella clinica della donna, corredata da una ricca relazione.

Il dossier

Il provvedimento, deciso dal neo assessore Rosalba Tufano, mira a verificare, ancor prima di un'eventuale indagine della Magistratura, presunte omissioni da parte dei medici cavesi. Poche ore prima, però, il Direttore sanitario dell'Asl, Domenico Della Porta, aveva richiesto al dirigente del presidio, Cosimo Maiorino (nella foto al centro), una dettagliata documentazione, risalendo così al tipo di operazione eseguita: Elena era stata sottoposta all'asportazione di un mioma. Dal registro dei turni di servizio, invece, è stato possibile ricostruire l'équipe che ha eseguito l'intervento. Ad operare è stata Maria Aolide Tonin, allora primario della Divisione, assistita dal suo aiuto Vincenzo Carotenuto, ginecologo di Nocera, e dall'anestesista cavese Annamaria Pisapia. Ancora qualche controllo per i due infermieri, ferrista ed operatore. Un accavallamento di turni - l'operazione si sarebbe svolta intorno alle 14, a cavallo di due turni - avrebbe provocato qualche problema nell'individuare il personale in servizio. Intanto, da Castrovillari giungono notizie confortanti: Elena sembra essere, ormai, fuori pericolo. Sull'episodio indaga anche la Magistratura: la donna, assistita dall'avvocato Francesco Straticò, ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica. Probabilmente in queste ore potrebbe essere disposto il sequestro delle cartelle cliniche. Le vicissitudini di Elena Falcone sono iniziate circa venti giorni fa, quando le è stato diagnosticato un fibroma all'utero. Lei, di origine calabrese e vissuta per qualche tempo a Cava, ha deciso di rivolgersi all'équipe cavese perché di sua fiducia. Il 21 febbraio è stata operata e, dopo appena un giorno, secondo routine, è stata dimessa. Tornata in Calabria, ha continuato ad avvertire dolori alla pancia. All'ospedale di Castrovillari hanno ipotizzato un'infezione della ferita, ma il referto della radiografia ha chiarito le cose. «È stato senza dubbio un errore. Come regolamento interno - afferma Della Porta - abbiamo adottato una procedura molto dettagliata proprio per evitare questi incidenti. Da due anni, infatti, abbiamo istituito un registro del tavolo operatorio, dove prima e dopo l'intervento deve essere riportato il materiale, garze, batuffoli e quant'altro, utilizzato». Sul registro del 21 febbraio tutto sarebbe in regola ed i conti in pareggio: «Ho controllato: non ci sono errori né correzioni». Ci saranno provvedimenti in vista? Potrebbero essere abbreviati i tempi per l'arrivo del neo primario, il ginecologo Giovanni Guarino, nominato dal manager Raffaele Ferraioli il 1° marzo ed in servizio dal prossimo 2° aprile. Salvo anticipi.

IL PRIMARIO DIFENDE COLLEGHI ED INFERMIERI

Non una parola sull'intervento. Non una difesa, solo una pacata amarezza: «Correttezza? Qui c'è stata una mancanza di rispetto, nei confronti della paziente e del mio gruppo di lavoro». Così, in attesa di chiarimenti, Maria Aolide Tonin, fino al 28 febbraio scorso primario del Reparto di Ostetricia e Ginecologia del "Santa Maria dell'Olmo", ha parole solo per i suoi colleghi di reparto. Gli stessi con i quali aveva diviso tante piccole, grandi battaglie, come l'asportazione delle cellule del cordone ombelicale, da lei avviate all'ospedale di Cava per favorire il trapianto nei soggetti affetti da leucemia. Per non parlare delle missioni in Kossovo, come medico volontario. Salernitana, sposata con Biagio Bianco, anche lui ginecologo primario all'ospedale di Mercato San Severino, la dottoressa Tonin è una specialista di fama, con più di 30 anni di esperienza alle spalle. Ha effettuato molte operazioni di questo tipo. Uno dei suoi ultimi interventi è stato proprio quello alla donna di Castrovillari. Ad appena una settimana di distanza ha lasciato l'incarico di primario, perché ormai collocata in pensione. In ospedale non l'hanno certo dimenticata. Nelle corsie le voci si sono rincorse, ed anche chi non è di turno è arrivato di buon'ora, sconvolto dalla notizia appresa dal Tg Rai regionale. «Ho chiamato in ospedale - spiega Maria Fimiani, caposala della Chirurgia e rappresentante sindacale della Cgil - ma nessuna delle mie colleghe ha saputo dirmi di più di quanto appreso dalla televisione». Le fa eco Angelo Spirito, sindacalista dell'Uil: «Non posso dire di più, aspettiamo l'esito delle verifiche». E la dottoressa Tonin? «Doveva partecipare ad un incontro sulla menopausa, che lei con forza ha voluto, ma ha chiamato, dicendo che sta raggiungendo la Calabria per stare vicina alla sua paziente».

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