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Cronaca

La Città chiude, è emergenza informazione in Provincia di Salerno

Scritto da (Redazione), martedì 12 febbraio 2019 19:01:12

Ultimo aggiornamento martedì 12 febbraio 2019 20:34:53

E' stata sciolta la società che edita il quotidiano La Città di Salerno e sospese le pubblicazioni. La notizia è circolata questo pomeriggio a tutti i redattori che stamattina, al ritorno a lavoro dopo cinque giorni di sciopero, avevano trovato chiusa la porta della redazione.

Le Edizioni Salernitane hanno inviato una lettera al Sugc (Sindacato unitario giornalisti della Campania) nella persona di Claudio Silvestri, al Cdr, alla Fistel Cisl, rappresentata da Antonio Abagnara con oggetto «scioglimento volontario anticipato della società Edizioni Salernitane srl e sospensione delle pubblicazioni della testata giornalistica La Città di Salerno con conseguente interruzione di tutti i rapporti di lavoro ad oggi in essere».

«La proprietà aziendale - si legge nella lettera che porta la data di oggi - ha disposto la sospensione delle pubblicazioni con decorrenza immediata». L'azienda parla di «sofferta decisione». Con tale comunicazione «si ritiene opportuno la necessità di predisporre ed avviare immediatamente le procedure previste dalla legge 223/1991 in tema di riduzione del personale dipendente per licenziamento collettivo. La gravissima situazione economica e finanziaria della società rende auspicabile la convocazione al tavolo sindacale entro al massimo 5 giorni» si legge ancora. Trascorso questo termine «il liquidatore non avrà altra scelta se non quella di avviare immediatamente e senza indugio tutte le procedure di legge previste per l'avvio dei licenziamenti collettivi ex L.223/91».

Parla di «emergenza informazione» il presidente dell'Ordine della Campania, Ottavio Lucarelli, a Levico per il congresso della Fnsi.

Preannunciata, al congresso, una forte protesta per quanto sta accadendo in queste ore all'informazione nel salernitano. Per la delegazione di quindici giornalisti del Sindacato unitario giornalisti della Campania presente a Levico Terme per il XXVIII Congresso della Fnsi, insieme ai vertici della Federazione nazionale della Stampa italiana si tratta di «un comportamento inaccettabile da parte dei vertici aziendali che, dopo aver avviato la procedura per licenziare quattro giornalisti, preparano evidentemente ulteriori blitz. Saremo al fianco dei colleghi in ogni sede e faremo di tutto per impedire operazioni punitive nei confronti della redazione a cui chiediamo di restare unita in un momento drammatico per il giornale».

«Staremo accanto ai colleghi de La Città in tutte le sedi possibili - ha detto il segretario del Sugc, Claudio Silvestri - Cercheremo di trovare una strada percorribile, anche se, al momento, purtroppo, mi sembra già segnata».

«Ci hanno informati di tornare al tavolo delle trattative - ha detto Silvestri riferendosi alla lettera inviata dalla società ai sindacati e al cdr - in tempi strettissimi. Noi siamo tutti impegnati al Congresso Fnsi che si concluderà giovedì. Mi sembra una strana coincidenza. Ma nonostante ciò ci saremo. E seguiremo con attenzione le sorti future della società. Vigileremo affinché questa operazione non sia la premessa per far rinascere con altra società la testata. Quindi solo un modo per abbattere i costi. In questo caso sarà un tribunale a decidere se tutte le operazioni sono state fatte nei limiti della legalità» ha concluso Silvestri.

Intanto, Giuseppe Carriero, già legale rappresentante e amministratore unico della società Edizioni Salernitane, ha fatto sapere di aver rassegnato le dimissioni e di essere stato incaricato liquidatore della società. In una nota spiega di aver «rassegnato le dimissioni, in seguito ai 10 giorni di sciopero e alle ricadute negative con l'aggravarsi delle condizioni finanziarie (aggravio di costi per circa 300mila euro) e d'immagine dell'azienda editrice, nel corso dell'assemblea dei soci svoltosi in data odierna. Pertanto, i soci di Edizioni Salernitane, considerando che sono di fatto impraticabili accordi credibili, perseguibili e duraturi per la riduzione dei costi della società e in particolare la riduzione del costo del lavoro, che rappresenta circa il 70% dei costi totali, a seguito dell'impossibilità di interloquire in modo civile e costruttivo con le rappresentanze sindacali, venute meno le condizioni per un riequilibrio delle passività aziendali e il raggiungimento dello scopo sociale, hanno deliberato lo scioglimento della società nominando come liquidatore Giuseppe Carriero, già direttore amministrativo, dando ampio mandato per una eventuale trattativa per la cessione della società».

Stamattina, al ritorno a lavoro dopo cinque giorni di sciopero programmati dopo le quattro lettere di licenziamento, i redattori avevano trovato chiuse le porte della redazione.
«Stamattina siamo arrivati al giornale e abbiamo trovato le porte chiuse - ha spiegato Piero Delle Cave, componente del Comitato di redazione del quotidiano - Dalla segreteria hanno fatto trapelare che era in corso un consiglio di amministrazione, ma in un altro luogo rispetto alla sede della redazione. Non capiamo, quindi, cosa stia succedendo. È una situazione molto strana. Ho informato la Prefettura di Salerno, che sta seguendo la vicenda, e anche i nostri sindacati. Non ci era arrivata alcuna comunicazione di questa decisione inattesa e inspiegabile».
I componenti del Cdr del giornale hanno chiarito: «Andremo avanti per avere giustizia. Abbiamo allertato il 112 e stiamo attendendo una pattuglia che arriverà sotto la redazione. Tramite il sindacato regionale abbiamo fatto recapitare una comunicazione all'azienda con la richiesta di avere indicazioni sull'odierna giornata lavorativa, in quanto non ci hanno fatto accedere ai luoghi di lavoro».

«Mai come oggi siamo tutti giornalisti de La Città - ha dichiarato il presidente dell'Assogiornalisti Cava-Costa d'Amalfi Emiliano Amato - e per questa ragione ci saremo anche noi al fianco dei colleghi e degli amici nella dura battaglia, comune a tutti i giornalisti salernitani. La Città è patrimonio dell'intera Provincia e l'oscurità non può spegnere la luce della democrazia salvaguardata dalla pluralità dell'informazione. La libertà di stampa non è uno slogan vacuo, ma un valore concreto da difendere tutti i giorni. Fare il giornalista significa assumersi responsabilità nei confronti della società, la stessa che sempre più spesso fatica a riconoscere a chi fa informazione un ruolo prezioso e da tutelare».

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