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Attualità

"Lascio alle mie Donne" conclude "Autunno Cavese 2010 ed oltre"

Scritto da Antonio Di Giovanni (admin), martedì 12 aprile 2011 00:00:00

Ultimo aggiornamento martedì 12 aprile 2011 00:00:00

Sabato 16 aprile, alle ore 19.30, e domenica 17, alle ore 20.30, presso la Sala-Teatro del Comune di Cava de’Tirreni, sita in Corso Umberto I, nei pressi della piazzetta del Purgatorio, va in scena “Lascio alle mie Donne”, di Diego Fabbri, decimo ed ultimo spettacolo della rassegna teatrale “Autunno Cavese 2010 ed Oltre” e quarto di questa ripresa primaverile.

La rassegna, organizzata e portata in scena dal Teatro Studio del Laboratorio Arte Tempra di Clara Santacroce, con la direzione artistica dell’attrice e cantante Renata Fusco, è cominciata infatti nel lontano 18 settembre dello scorso anno e, in occasione del suo decimo anniversario, si è prolungata fino al 2011, con un secondo ciclo primaverile.

10 gli spettacoli portati in scena quest’anno, dal musical fiabesco di suggestioni disneyane “Il Tappeto Volante” alla sottile ironia di O. Wilde del “Marito Ideale”, dal dramma di coppia di Ibsen in “Casa di Bambola” al giallo grottesco ed inquietante di “Otto Donne e un Mistero”, dalla drammatica commedia degli equivoci di “Lo Strano Caso del Cappello del Prete”, tratto da un romanzo di E. De Marchi, al paradossale gioco delle parti di Pirandello in “Liolà”, ed ancora, in questa ripresa primaverile, dal suggestivo intreccio di brani classici sull’amore di “Smanie d’Amor Perdute” alla commedia classica di Goldoni con “Le Smanie della Villeggiatura” ed infine, in questa conclusione dedicata alla commedia brillante di Fabbri, dalle bugie femminili de “La Bugiarda” ai disvelamenti postumi del marito di “Lascio alle mie Donne”.

Un lungo cammino, che si aggiunge a quello già compiuto nelle precedenti 9 edizioni, portato avanti con due intenti. Il primo è stato quello di completare sulla scena l’attività di formazione teatrale condotta oramai da 20 anni dal Laboratorio Arte Tempra con reali prove d’attore, nelle quali gli allievi ed ex allievi si cimentano in svariati e diversissimi ruoli e generi, spesso a distanza di pochi giorni l’uno dall’altro, integrandoli con le attività, meno suggestive ma pur indispensabili, che dietro le quinte supportano lo spettacolo. Un impegnativo cimento per questi giovani.

È, quindi, doveroso ricordare tutti gli interpreti di Autunno Cavese: Lello Conte, Brunella Piucci, Chiara Bellacosa, Giuseppe Cardamone, Federica Coppola, Fiorita Fiorillo, Ester Tortora, Elena Baldi, Francesca Greco, Gabriele Vincenzo Casale, Giuliana Carbone, Silvia Vigorito, Emma Vitale, Marianna Ambroselli, Luciana Polacco, Valeria Trezza, Antonietta Calvanese, Francesco Donnarumma, Davide De Santis, Luca Senatore, Maurizio Della Rocca, Fernanda Tarallo, Raffaella Zarrella, Riccardo A. Coda, Carla Conti, Rossella Di Mauro, Laura Saracino, Ornella Nasti, Anna Rita Ferraioli, Marco Cicalese, Gerado Senatore, Mario Fusco con la partecipazione di Paolo Fusco e dei musicisti Guido Pagliano, Peppe Palladino, Gabriele Rosco.

Il secondo scopo, che ha ispirato questo decennio di “Autunno Cavese”, è stato quello di trasferire al pubblico cittadino questa reale esperienza di teatro, uscendo dalle ristrette maglie del localismo e dei generi più facili e popolari e confrontandosi invece con il grande teatro, riscoprendo il valore dei classici e l’innovatività dei moderni, con messe in scena che più che copiare la realtà ne trasferissero la suggestione e l’emozione. Una vera e propria opera di formazione di una “coscienza critica” di pubblico, alla quale, finalmente, la platea risponde con entusiasmo. A tale scopo è stato istituito il Premio del Pubblico, il quale raccoglie, attraverso la compilazione di schede, il giudizio sugli interpreti e sugli spettacoli rappresentati. E la soddisfazione e sorpresa è stata che spesso, negli ultimi anni, sono stati richiesti per la replica nella successiva stagione gli spettacoli più impegnativi e meno facili e leggeri. Indice, probabilmente, di un gusto che si è diffuso e di una cultura che, nel tempo, si è raffinata ed educata.

I Premi del Pubblico, attribuiti sulla base degli spettacoli del solo primo ciclo, sono andati per quest’anno a Gabriele Casale come miglior attore, a Francesca Greco come miglior attrice, a Giuliana Carbone ed Emma Vitale come giovani talenti, a Silvia Vigorito e Valeria Trezza come giovani promesse; inoltre Premi per l'interpretazione del personaggio a Elena Baldi, Giuseppe Cardamone, Lello Conte, Federica Coppola, Fiorita Fiorillo, Luciana Polacco, Ester Tortora; premi speciali, attribuiti su segnalazione del pubblico fuori dalle motivazioni indicate, per Marianna Ambroselli, Elena Baldi, Giuliana Carbone, Antonietta Calvanese, Federica Coppola, Francesco Donnarumma, Fiorita Fiorillo, Brunella Piucci. Infine, menzioni d'onore per Luca Senatore e per la giovanissima promessa Mario Fusco.

Anche per l’edizione corrente il Laboratorio Arte Tempra ha scelto che gli spettacoli di Autunno Cavese fossero messi in scena gratuitamente, optando, come gli altri anni, per il sostegno di progetti di solidarietà, attraverso la devoluzione diretta del pubblico alle Associazioni ONLUS supportate. Per quest’anno, le associazioni interessate sono state Mani Amiche e le sezioni cavesi dell’Associazione Sindrome di Down, dell’U.N.I.T.A.L.S.I. e della Caritas. Questa attività di solidarietà sociale è stata condotta dalla referente per la solidarietà, Dott.ssa Autilia Avagliano.

«La produzione, la messa in scena e l’allestimento di 10 spettacoli, con circa 30 giovani attori, in poco più di 6 mesi è stato un grandissimo sforzo, sul piano economico, tecnico, artistico, organizzativo e personale - ha dichiarato la direttrice artistica, Renata Fusco - e vorremmo che la città e le amministrazioni se ne rendessero conto, per l’opera di formazione professionale realizzata su questi ragazzi e per l’attività di diffusione e promozione della cultura teatrale attuata sul territorio».

«Finalmente il pubblico sembra rispondere - aggiunge Clara Santacroce, direttrice organizzativa della rassegna - ma la nostra attività di formazione, cui è inscindibilmente connessa la prova della scena, è legata alla disponibilità di spazi teatrali. Problema notevole in una città dove manca un vero teatro ed è sempre più complesso ottenere la concessione di una sala dove inventare “l’isola che non c’è”. Il primo problema è, quindi, quello dello spazio vitale per “fare” teatro. Problema particolarmente arduo per Arte Tempra, perché ciò che dovrebbe apparire come nota preferenziale, cioè la programmazione di una Rassegna, appare come un punto di svantaggio perché richiede l’uso ripetuto e prolungato di una struttura. Anche quest’anno, come dal 2003, la Provincia ci ha concesso l’uso dell’Auditorium De Filippis, presso l’I.T.C. “Della Corte”, che non è un teatro, ma rimane l’unica struttura in città in grado di ospitare spettacoli di certe dimensioni. Tuttavia, ogni anno la procedura diventa più difficile e l’accoglimento più sofferto. Inoltre, non si è mai certi della definitiva destinazione d’uso che si vuol dare a questa sala e ciò mette ogni edizione sotto una sorta di spada di Damocle. Per la prima volta “Autunno Cavese 2010 ed oltre” ha destinato la rappresentazione di due commedie alla Sala Teatro del Comune. Pochi, economici, rapidi, ma efficienti interventi hanno reso abitabile lo spazio palcoscenico, dimostrandone le potenzialità. Arte Tempra ringrazia il Comune che ha consentito tutto questo, nella speranza che l’odierna Sala-teatro possa diventare nel tempo un vero teatro, che, se pure adatto soltanto a spettacoli di piccole dimensioni, possa soddisfare le esigenze di funzionalità fornendo adeguate attrezzature. Ci auguriamo che ciò avvenga nel più breve tempo, risolvendo tutti i problemi che riguardano principalmente la sistemazione definitiva del palcoscenico, la struttura della platea e la disciplina degli accessi».

Con “Lascio alle mie Donne” si conclude quindi la decima Rassegna “Autunno Cavese 2010 ed oltre”. La chiusura doveva essere affidata a “Le Piume” di Carlo Terron, depennata dal programma per un banale disguido di date nell’uso della Sala-teatro comunale. Si è ritenuto opportuno lasciare in programma “La Bugiarda” e “Lascio alle mie Donne”, entrambe di Diego Fabbri. L’affinità di stile non è la sola ragione di questa scelta. Tra le due commedie, la prima del 1953 e la seconda del 1969, corrono diversi anni, ma sono riscontrabili sottili legami sui quali la regia ha voluto in qualche modo richiamare l’attenzione. Le situazioni sono ribaltate, ma nelle due commedie trionfa ugualmente la bugia. Bugia d’amore, s’intende! Quasi tradimento annunciato, che non raggiunge toni drammatici, ma assume il fascino del gioco. Un gioco malizioso fatto d’intrigo e strane complicità. Se ne “la Bugiarda” il tradimento è al femminile, in “Lascio alle mie Donne” è al maschile e crea una sorta di pungente alleanza tra il coniuge tradito ed il rivale. Mentre nel triangolo marito-moglie-amante s’inserisce un altro personaggio che sembra reggere i fili della matassa.

In “Lascio alle mie Donne” il triangolo è allargato, ma le affinità restano. L’Autore insiste perfino su un nome, Isabella, cui corrispondono linee caratteriali molto somiglianti. La vicenda ha inizio dalle disposizioni testamentarie dell’avv. Severini, scomparso in un incidente stradale, affidate all’amico notaio con il compito di controllare l’osservanza di certe clausole. Di qui tutto il gioco teatrale assurdo, ammiccante, serrato e, a tratti, esilarante. Si è ritenuto di operare qua e là qualche taglio su tematiche non più attuali, che rischierebbero di fare apparire troppo datato il lavoro e di comprometterne la godibilità e la scorrevolezza.

Arte Tempra desidera anche rendere omaggio, nel centenario della nascita, a Diego Fabbri, giornalista, uomo di cultura, drammaturgo, che all’attività teatrale ha unito quella di sceneggiatore televisivo. Basti ricordare il ciclo del teatro popolare, le inchieste del Commissario Maigret, i Fratelli Karamazov. E’ morto nel 1980.

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