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Attualità

"La Città de La Cava nel 1460", magiche emozioni al "Lamberti"

Scritto da Livio Trapanese (admin), mercoledì 5 luglio 2006 00:00:00

Ultimo aggiornamento mercoledì 5 luglio 2006 00:00:00

Sabato 1° luglio, dopo la consegna del cero pasquale che i Trombonieri, gli Sbandieratori ed i Cavalieri hanno reso alla Comunità Monastica di San Francesco, ricevendone la Benedizione degli Armati, al calare delle tenebre, lo Stadio di Cava de'Tirreni è divenuto il "palcoscenico" ove centinaia di figuranti, in rigorosi costumi del ‘400, hanno portato in scena quanto avvenne nel 1460 nel Regno di Napoli, raccontato da un nonno cavoto alla propria nipotina.

Era il 1472 quando quel nonnino, sollecitato dalla nipotina, evocò il soccorso che il popolo de La Cava (si denominerà Cava de'Tirreni il 23 ottobre 1862) rese il 6 luglio 1460 al giovane Re Ferrante I d'Aragona, nella piana di Sarno, quando il cugino Giovanni d'Angiò lo strinse, con una manovra tattica, contro i monti della località Foce. Perdendo la vita, Ferdinando avrebbe perso anche il trono del Regno di Napoli. Il soccorso in favore di Re Ferrante fu deciso dallo stesso popolo cavoto, che, con una selezione spontanea di molti armati, si lasciò condurre alla contesa dai Regi Capitanei Giovannello Grimaldi, Giosuè e Marino Longo, Matteo Stendardo e Bernardo Quaranta. L'avvento dell'"armata cavota" sovvertì le sorti della contesa, poiché i cavesi riuscirono ad aprire una breccia nell'accerchiamento nemico, consentendo a Ferrante di allontanarsi da Sarno e riparare nel Castel Nuovo (il Maschio Angioino) di Napoli.

A Giovanni d'Angiò non piacque l'iniziativa cavota ed il 19 agosto 1460, allontanatosi da Castellammare, sua residenza, mosse contro la nostra valle, ove, per ben dieci giorni, diede "guasti assai". Il nonno ha raccontato pure che gli angioini, stante la palese fedeltà mostrato dal popolo cavajuolo alla causa e Casa Aragonese, senza nulla ottenere, tolsero l'assedio e ritornarono a Sarno; di qui la consegna della Pergamena Bianca che lo stesso Re consegnò il 4 settembre 1460 ad Onofrio Scannapieco, a quel tempo Sindaco della nostra Città.

Il 22 settembre 1460, visto che il popolo de La Cava nulla aveva richiesto, lo stesso Re concesse ai cavesi di non pagar gabelle (tasse, imposte e contributi) sia nel vendere che nell'acquistare ed aggiungere allo stemma della Città (a quel tempo consisteva di sole tre fasce rosse orizzontali su fondo argenteo) i pali d'Aragona (fasce verticali rosse ed oro nella parte destra), con sopra la corona regale. L'esenzione valeva in tutto il Regno, che, com'è noto, si estendeva dalla Rocca Aragonese di San Benedetto del Tronto (sull'Adriatico) al fiume Garigliano (sul Tirreno), fino all'isola di Pantelleria.

La narrazione dei quattro eventi ha incantato il folto pubblico. Gaetano Stella, anche quest'anno, ha saputo portare in scena il sunto storico di Livio Trapanese. Per la XXXIII edizione del 2007, Stella e Trapanese si sono prefissi di stilare il definitivo copione de "La Città de La Cava nel 1460 - Fra Storia e Leggenda", per evocare i reali motivi della ricezione della Pergamena Bianca da parte della comunità cavese; inserendo l'unico falso storico, l'uso del pistone (archibugio), le cui origini, a Cava, risalgono nel 1527. Questa è la storia!

Domenica 2 luglio 2006, invece, gli otto Casali di Pistonieri, Monte Castello, Sant'Anna all'Oliveto, Borgo Scacciaventi-Croce, Senatore, Santa Maria del Rovo, Filangieri, Santissimo Sacramento e Sant'Anna, per oltre mille figuranti, hanno scritto "CAVA CITTÀ FEDELISSIMA", proprio per ricordare i guasti subiti dal 19 al 28 agosto 1460, che diedero origine alla ricezione della Pergamena Bianca. Il trofeo "Città Fedelissima" è stato attribuito al Casale Santa Maria del Rovo, mentre la copia della Pergamena, col Drappo della Vittoria, realizzato dal maestro Alfredo D'Amico, è stato aggiudicato al Casale Sant'Anna, vincitore anche dell'edizione 2005.

Il piccolo Simone Della Rocca, futuro pistoniere del Casale Monte Castello, dai 24.357 biglietti della lotteria distribuiti, ha estratto dall'urna le matrici numero 09844, 10278, 03569, 07441, 24054, 29390 e 13573, cui sono stati aggiudicati distinti buoni acquisto da 200 euro. All'ottavo estratto (matrice n. 09577) è stato abbinato un televisore, al nono estratto è stato abbinato un viaggio vacanza di tre giorni in Umbria, valido per due persone, ed al 10° estratto, matrice n. 10094, l'autovettura Citroen C1, a tre porte, immatricolazione compresa. I premi devono essere ritirati entro il 2 settembre 2006 e sono disponibili presso la sede dell'Associazione Trombonieri, Sbandieratori e Cavalieri di Cava de'Tirreni, sita al Viale degli Aceri, n. 20 (tel. 089 342074).

Arrivederci alla XXXIII edizione dell'anno 2007, auspicando di non vedere mai più automobilisti i quali, sia su Via Vittorio Veneto che su Corso Giuseppe Mazzini, incuranti dell'annuale lavoro dei figuranti, s'insinuano nel corteo dei Casali "profanandolo". Auspichiamo anche di non vedere mai più nello stadio venditori di semi, arachidi, lupini, patatine, bibite e pizze durante l'esecuzione delle rievocazioni storiche. Perpetuando ciò si lede la storia ed il lavoro di tutti.

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