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Attualità

L'Abate Rota sul Millennio: «Siamo in ritardo, ma recupereremo»

Scritto da (admin), mercoledì 18 maggio 2011 00:00:00

Ultimo aggiornamento mercoledì 18 maggio 2011 00:00:00

Un punto generale sull’evento Millennio, i prossimi importanti appuntamenti ed i progetti in cantiere: ne abbiamo parlato con Dom Giordano Rota, Amministratore Apostolico dell’Abbazia della SS. Trinità. E’ stata anche l’occasione per valutare con Padre Abate, a distanza ormai di alcuni mesi dal suo insediamento, l’impatto con la città metelliana e le variegate realtà che la animano. Rose e fiori sì, ma anche qualche spina… Parola, dunque, a Dom Giordano Rota.

La notte del 31 dicembre si è aperto ufficialmente l’“anno di grazia” del Millennio. Cosa si aspetta in quest’anno?
L’attesa è quella di riuscire ad allacciare, in maniera sempre più approfondita, il rapporto tra la Badia di Cava ed il territorio circostante, per far sì che rinascano in modo nuovo, con lo slancio che potrebbe dare il Millennio, relazioni sia religiose, che rappresentano l’elemento fondamentale, sia culturali, aspetto questo caratteristico e presente fin quasi dalle origini della Badia.

All’inizio del suo mandato ha espresso la volontà di trovare un “canale” per “aprire” il Millennio ai giovani. Come si sta muovendo in tal senso?
Iniziative specifiche e già pronte al momento non ce ne sono ancora, ma sto incontrando i giovani delle parrocchie della nostra piccola diocesi, nel tentativo e nella speranza di trovare un canale privilegiato, partendo dal nostro piccolo, per cercare di coinvolgere una fascia giovanile sempre più ampia. D’altronde, non è certo facile programmare un’iniziativa capace di attrarre le nuove generazioni, specie in questi tempi.

Finora non ci sono stati tanti eventi dalla forte partecipazione popolare. Per il futuro sono previsti appuntamenti che possano attrarre i grandi flussi del turismo religioso e culturale?
Sì, penso che le celebrazioni centrali di quest’anno, come la solennità della SS. Trinità il 19 giugno, possano avere un’apertura più popolare, com’è già avvenuto in occasione sia della solennità di Sant’Alferio che della festività di San Costabile, che ha visto la Cattedrale della nostra Abbazia gremita di fedeli, con la nutrita partecipazione della città di Castellabate. Si stanno organizzando, poi, una serie di mostre, la più importante delle quali aprirà i battenti in questo mese di maggio, che dovrebbero attrarre un buon flusso di turismo religioso e di appassionati. Inoltre, mi preme ricordare che la nostra Abbazia è stata protagonista della XIII “Settimana della Cultura”, organizzata dal Ministero per i Beni e le Attività culturali dal 9 al 17 aprile. Un evento che ha richiamato un buon numero di visitatori, in virtù dell’ingresso gratuito per le visite guidate e di altre manifestazioni collaterali. Un altro importante risultato raggiunto è l’inserimento della Badia di Cava negli itinerari turistici nazionali, il che dovrebbe aprire ancor più l’Abbazia alle tante persone che vorranno venire a visitare, vedere e respirare la spiritualità benedettina e di Sant’Alferio in particolare.

A proposito di eventi importanti, il 12 aprile ha fatto visita alla Badia il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Gianni Letta. Quali le emozioni e le possibili “ricadute” di quest’incontro?
La presenza del dott. Gianni Letta nella festa di Sant’Alferio ha segnato questa giornata positivamente. E’ una persona veramente squisita, molto delicata e umile. Siamo stati onorati di poterlo accogliere come rappresentante del Governo Italiano a questo Millennio, ma anche come amico della Badia, visto i legami dell’intera famiglia Letta, a partire dallo zio, il Prefetto Guido Letta, che è stato il primo presidente dell’Associazione ex-alunni. Ho visto nel dott. Gianni Letta una persona attenta e molto partecipe nei vari momenti celebrativi, soprattutto la S. Messa Pontificale presieduta dall'Arcivescovo di Salerno, Mons. Moretti.

Ad inizio febbraio è stato a Washington con il sindaco Galdi per promuovere anche oltreoceano il Millennio. Com’è stata quest’esperienza e quali risultati concreti sono stati raggiunti?
E’ stata un’esperienza molto interessante, sia personalmente, perché era la mia prima volta negli Stati Uniti, sia perché abbiamo incontrato a Washington importanti realtà italiane, a cominciare da Casa Italiana, un’istituzione dove si ritrovano molti nostri connazionali. Poi abbiamo incontrato il Nunzio Apostolico e l’Ambasciatore italiano negli Stati Uniti, inoltre siamo stati ospiti alla National Gallery, dove abbiamo avuto modo di parlare del Millennio, così come negli altri appuntamenti statunitensi, e proporre attraverso questi canali comunicativi, divulgati anche attraverso la stampa locale, la nostra “offerta” turistica e religiosa. La seconda parte del viaggio, su proposta del sindaco Galdi, è stata dedicata alla visita di Pittsfield, cittadina gemellata con Cava de’Tirreni, che ci ha accolti con grande entusiasmo, dove abbiamo scoperto con piacere che già avevano in programma un viaggio a Cava nel mese di giugno, appositamente per il Millennio. Quindi non abbiamo fatto altro che rinnovare il nostro invito. E’ stata un’occasione, dunque, per “lanciare” il Millennio anche negli Stati Uniti, soprattutto indirizzando la nostra attenzione verso gli italo-americani, che hanno sicuramente più interesse in tal senso.

Lo scorso 20 febbraio, in occasione della solennità di San Costabile, IV Abate Cavense, è stato ospite alla Badia il sindaco di Castellabate. Ci saranno iniziative sinergiche tra il Comune cilentano, la Città di Cava de’Tirreni e la stessa Abbazia?
Sì. Mentre consumavamo il pranzo successivo al momento religioso, abbiamo parlato con i sindaci Maurano e Galdi di alcune iniziative, ad iniziare da uno scambio di informazioni tra le due città. Porteremo manifesti e brochure del Millennio a Castellabate, attualmente al centro dell’attenzione in seguito al clamore suscitato dal film “Benvenuti al Sud”, che ha portato un innalzamento incredibile del flusso di turisti. Poi abbiamo già progettato una serie di manifestazioni per il periodo estivo, ma preferisco mantenere un po’ di suspense, anche perché si tratta davvero di belle iniziative, che spero vivamente vadano in porto.

Il Comitato Nazionale per la valorizzazione dell’Abbazia ha predisposto una serie di progetti, come il restauro del tracciato viario intorno all’Abbazia, la digitalizzazione di pergamene e manoscritti, la realizzazione di un film-documentario e la costruzione di nuove strutture ricettive. Si è cominciato a realizzare qualcosa in tale ottica?
Con la “calma” che caratterizza queste leggi nazionali, in virtù delle lungaggini burocratiche e non certo per volontà dei soggetti coinvolti, che invece si stanno dando tanto da fare, ognuno per la propria parte e per il proprio ambito di interesse ha presentato già tutti i progetti. Sono arrivati una parte dei fondi stanziati, quindi alcune manifestazioni che già si sono svolte avevano una copertura finanziaria. Per quanto riguarda la ristrutturazione per avere nuovi posti ricettivi in Abbazia, dovrebbe essere imminente l’affidamento ed il conseguente avvio dei lavori. Per il recupero del tracciato viario, invece, ci sono molte difficoltà, visti i numerosi enti coinvolti, mentre già sono partite le prove per la digitalizzazione dell’immenso patrimonio archivistico della Badia, con l’inserimento anche nel sistema SBN (Servizio Bibliotecario Nazionale) di tutta la Biblioteca. Si sta, dunque, procedendo sulla strada già tracciata, ma con un leggero ritardo, nel senso che, se alcune cose fossero iniziate nel secondo semestre dell’anno scorso, sarebbe stato sicuramente meglio. E’ anche vero, però, che la legge nazionale prevede eventi e lavori che proseguiranno nel 2012 e che rimarranno alla città ed alla Badia anche negli anni successivi. Sono già pronti tutti i progetti presentati, mancano solo i relativi passaggi burocratici.

La città riponeva nell’evento Millennio grandi aspettative, ma attualmente regnano un certo scetticismo e la sensazione che le celebrazioni possano rivelarsi un “flop”. Cosa ne pensa?
Siccome si è partiti in ritardo e solo con l’arrivo del 2011, c’è sicuramente questa sensazione di scetticismo. In realtà è più di una sensazione, perché effettivamente è tutto ancora in fase di elaborazione. Spero vivamente che l’Ufficio del Millennio, e tutti coloro che vi stanno collaborando, possa dimostrare tutta la sua efficienza, perché veramente si sta lavorando alacremente. Credo, comunque, che il periodo estivo si rileverà positivo.

Il suo predecessore, l’Abate Chianetta, ha parlato nel momento del commiato di progetti prossimi alla realizzazione, tra cui l’Università telematica e l’orto botanico “Ildebrando”. A che punto sono tali iniziative? Il cambio al vertice del Monastero ha forse determinato un’inversione di rotta?
No, assolutamente. Sto tentando di proseguire sulla scia del mio predecessore, anche se ci sono state difficoltà non dovute a noi. Per l’Università telematica “Pegaso”, che in questo momento è ferma, sto cercando di riallacciare i contatti per capire cosa sia successo da parte loro. Per l’orto botanico, stiamo rivedendo tutto il progetto generale, per condividerlo innanzitutto con tutta la comunità monastica, ma anche per rivedere tutta la zona del Selano, per avere una pulizia ed una messa in sicurezza completa di tutte le zone intorno all’Abbazia. Stiamo lavorando in sinergia con la Forestale, la Comunità Montana, il Parco Regionale dei Monti Lattari e l’Azienda di Soggiorno e Turismo, che si sta già impegnando a sistemare i sentieri.

Dal suo insediamento sono trascorsi ormai alcuni mesi, durante i quali avrà avuto modo di conoscere meglio la città. Quali gli aspetti positivi e quelli negativi che l’hanno maggiormente colpita?
I lati positivi sono sicuramente l’accoglienza ed il desiderio di incontrarmi da parte della comunità. Infatti, i primi due mesi li ho passati praticamente a salutare le persone che sono venute a rendermi omaggio e darmi la loro disponibilità. E ciò è stato bellissimo. La città l’ho trovata più grande di quanto immaginassi, poiché ricordavo una realtà piccola, che invece è molto più ampia e che dimostra sicuramente un’attenzione particolare verso la Badia. Attenzione che avverto nelle persone che incontro, nelle quali sento molto vivo il desiderio che l’Abbazia continui ad essere quel faro di cultura e spiritualità com’è stata da Sant’Alferio in poi. Nello stesso tempo, se proprio devo indicare un lato negativo, questo è rappresentato dalle proposte che non vedono una risposta molto concreta ed attiva da parte della città. Quindi, da un lato spiccano questo desiderio ed amore per l’Abbazia, dall’altro non si riscontra una concretezza nei fatti. Ma è pur vero che per venire all’Abbazia bisogna proprio desiderare di arrivarci, poiché non è certo su una strada di passaggio. Mi dicono, però, che in estate la Badia è un punto di riferimento per rinfrescarsi, quindi aspetto questo periodo per incontrare molti più cavesi.

In questo periodo ha avuto anche l’opportunità di conoscere l’universo folkloristico cavese, soprattutto attraverso i contatti ed i rapporti con l’Associazione “Archibugieri SS. Sacramento”. Che impressione ne ha tratto?
Un’impressione ottima, di tante persone che s’impegnano e lavorano. Ho avuto modo altresì di vedere quanta fascia giovanile c’è all’interno di questo universo, il che è ammirevole, perché coinvolgere i giovani non è sempre facile. Invece in questo tipo di impegno si lasciano coinvolgere e questa è una nota molto positiva, perché vuol dire che la vostra tradizione in prospettiva continuerà, in quanto dove c’è rinnovo generazionale ci sono sempre vitalità e prospettiva di vita futura.

Articolo tratto da “Carpe Diem…”, periodico dell’Associazione Storico-Culturale “Archibugieri SS. Sacramento”

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