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Attualità

‘Cava deve diventare un polo turistico-culturale'

Scritto da Lello Pisapia (admin), venerdì 16 aprile 2004 00:00:00

Ultimo aggiornamento venerdì 16 aprile 2004 00:00:00

Cava de'Tirreni polo turistico-culturale in ambito provinciale. La Fondazione Cultura lo strumento per coordinare e promuovere le varie iniziative. L'organizzazione di eventi di qualità la strategia per veicolare flussi turistici ed economici. E' questa la "ricetta" per rilanciare la città metelliana. Un piano proposto dal consigliere provinciale Gianpio De Rosa nel corso del secondo appuntamento sulla chat del Portico, caratterizzato da un dibattito-confronto quanto mai stimolante.

Subito in evidenza una necessità indifferibile per Cava: proporsi quale città della cultura, quella di qualità. «La Provincia di Salerno - ha spiegato De Rosa - è un territorio a vocazione turistica. In questo contesto, Cava, che non è realtà industriale, né più agricola o commerciale in senso stretto, può e deve inserirsi quale polo turistico-culturale. Qui o si prende atto che lo sviluppo economico ed occupazionale cavese è totalmente fermo, per cui occorre inventarsi qualcosa, oppure è finita. Dobbiamo investire nella cultura e su ciò che ci ha dato madre natura: storia, tradizioni e verde! Non abbiamo il mare, non abbiamo le industrie, il commercio subisce ormai la globalizzazione, la manifattura è un ricordo, l'edilizia pure. Quale futuro, allora, per i giovani? Puntare decisamente sul turismo culturale di qualità vuol dire occasioni di lavoro! Se riusciremo a ritargliarci, nell'ambito di una provincia a forte vocazione turistica, il ruolo e la funzione di città della cultura di qualità, ci attenderanno spazi di sviluppo e di occupazione».

Imprescindibile, a questo punto, un organismo ad hoc, che coordini e gestisca il pacchetto "eventi culturali metelliani". Ed ecco, allora, intervenire il progetto "Fondazione Cultura Città di Cava", promosso da Gianpio De Rosa, per cui è stato già previsto uno specifico capitolo di spesa nel Bilancio preventivo comunale del 2004. «Tra collaborazioni comunali, provinciali e regionali, ogni anno - ha sottolineato De Rosa - giungono a Cava per la cultura ed il turismo più di 800 milioni di vecchie lire. Voi li vedete questi soldi impiegati nell'organizzazione di un grande cartellone culturale? Io no! Da anni si parla di coordinare le attività e le iniziative culturali sotto la direzione di un ente. Tuttavia, nessuno ha mai posto in essere atti concreti in tal senso. A questo scopo, noi abbiamo studiato la formula giuridica, quella della Fondazione, ed abbiamo elaborato un progetto vero. La Disfida dei Trombonieri, ad esempio, come altre importanti iniziative, paga proprio lo scotto di questo mancato coordinamento».

Fondamentale, però, un cambiamento collettivo di mentalità: «Tutti insieme (classe politica, forze imprenditoriali e sociali, cittadini) dobbiamo prendere atto - ha rimarcato il consigliere provinciale - che Cava al momento non ha una vera identità. Se riusciremo a comprendere che dobbiamo ritagliarci un ruolo cardine in provincia come polo culturale, tutta la nostra attività dovrà essere indirizzata in quella direzione. Ciascuno dovrà fare la sua parte. Anche i commercianti dovranno seguire a ruota quest'impostazione. D'altronde, il commercio ha bisogno di essere supportato da un'attività propedeutica, quella degli eventi culturali di qualità, che portano gente sotto i portici! Il problema è che siamo soli, qui non viene più nessuno. Una volta, quando la globalizzazione non era ancora una realtà, i negozi cavesi andavano per la maggiore. Oggi, ciò che trovi a Cava, lo trovi ovunque. Dunque, occorre inventarsi qualcosa affinché da altre città portino i soldi qui».

Cava deve affermare, quindi, la sua vera identità, non vivendo di luce riflessa: «Basta con la filastrocca di Cava porta della Costa d'Amalfi! Cava è Cava, con la sua storia, la sua millenaria tradizione, le sue bellezze artistiche e paesaggistiche. La Costiera Amalfitana facesse il turismo balneare di qualità, quella Cilentana il turismo balneare di massa, l'entroterra del Vallo di Diano e del Cilento gli agriturismo, l'Agro è una realta industriale...e noi? Noi dobbiamo indirizzarci verso il turismo culturale di qualità, con mostre importanti, eventi e concerti di spessore, stagioni teatrali di caratura nazionale. Appunto, il teatro, davvero fondamentale per una città che voglia definirsi polo culturale della provincia! Come realizzarlo? Con le economie di gestione di due o tre piani programmatici annuali della Fondazione».

Con queste basi, pure la mancanza di infrastrutture diventa un problema risolvibile: «Gli alberghi, così come i bed & breakfast, sono tasselli di un mosaico che va composto - ha spiegato il consigliere provinciale di Forza Italia - partendo anzitutto dalla realizzazione delle infrastrutture. In tal caso, l'infrastruttura è rappresentata dall'istituzione di un ente (la Fondazione) che coordini e gestisca tutte le iniziative. Occorre, in altri termini, prima creare il mercato (ossia i flussi turistici) e poi gli investitori guarderanno Cava come una realtà su cui impiegare soldi, anche per realizzare o rilevare alberghi».

Certo, la mancanza di fondi sufficienti potrebbe rappresentare un handicap. «Ma se nella nostra coscienza cittadina - ha obiettato De Rosa - si afferma l'idea di Cava città provinciale della cultura, allora al primo posto di ogni programma amministrativo (al di là dei colori politici) ci sarà l'investimento in attività e strutture culturali. Per sfruttare e sviluppare, ad esempio, anche il turismo scolastico, come già fanno egregiamente in Umbria».

Ed al cospetto di tutto ciò risulta decisamente superata una mentalità politica di basso profilo, fatta di aspri scontri dialettici e performances fini a se stesse, che non producono nulla di positivo per il territorio. Un monito che Gianpio De Rosa ha lanciato a tutti i suoi "colleghi" politici e, perché no, anche al sindaco Messina, cui il consigliere provinciale ha assegnato un bel 10 come impegno e dedizione, a fronte, però, di un preoccupante 5 come intuito politico e di un imbarazzante 2 come comunicazione.

Un dibattito on line, dunque, rivelatosi denso di spunti e di proposte. Nella speranza che la progettualità illustrata possa avere riscontri concreti per Cava, vi diamo appuntamento al prossimo incontro in chat con Gianpio De Rosa, in programma a metà maggio.

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