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<title>Mtn Company Blog RSS - Finanziamenti</title>
<link>http://www.ilportico.it</link>
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<title>Artigianato, 15 milioni di euro per le PMI</title>
<link>http://www.ilportico.it/default.php?cod=Finanziamenti&amp;ID=10874</link>
<description>&lt;div style=&#039;width:100%; margin:0px 0px 0px 0px; padding:0px 0px 0px 0px; overflow:hidden;&#039;&gt;&lt;p style=&#039;display:block; width:auto; float:left;&#039;&gt;&lt;P&gt;La &lt;STRONG&gt;Regione Campania&lt;/STRONG&gt;, con decreto dirigenziale n. 323 del 2/11/2005, ha attivato il &lt;STRONG&gt;II bando &lt;/STRONG&gt;del &lt;STRONG&gt;Nuovo regime di aiuti in favore dell&#039;artigianato&lt;/STRONG&gt;, che destina &lt;STRONG&gt;15 milioni di euro &lt;/STRONG&gt;alle Piccole e Medie Imprese artigiane, costituite anche in forma cooperativa e consortile. &lt;BR&gt;I termini del Bando sono stati aperti mercoledì &lt;STRONG&gt;16 novembre 2005&lt;/STRONG&gt;, con la pubblicazione sul &lt;STRONG&gt;Bollettino Ufficiale della Regione Campania &lt;/STRONG&gt;(BURC), e scadranno dopo &lt;STRONG&gt;60 giorni&lt;/STRONG&gt;. &lt;BR&gt;Le &lt;STRONG&gt;iniziative ammissibili &lt;/STRONG&gt;sono quelle relative alla creazione di un nuovo impianto, all&#039;ampliamento, all&#039;ammodernamento, alla ristrutturazione ed alla delocalizzazione dell&#039;unità produttiva.&lt;BR&gt;&lt;BR&gt;«Si tratta - spiega l&#039;assessore regionale all&#039;Agricoltura ed alle Attività produttive, &lt;STRONG&gt;Andrea Cozzolino &lt;/STRONG&gt;- del secondo intervento, in meno di un anno, in favore delle PMI artigiane. Con il primo bando, ad inizio anno, la Regione Campania aveva stanziato i primi fondi a 2 anni dall&#039;abolizione del titolo primo della legge 28. Sono state 865, in totale, le imprese che hanno beneficiato della concessione di contributi per 20 milioni di euro. Complessivamente, tra primo e secondo bando, destiniamo alle imprese artigiane ben &lt;STRONG&gt;35 milioni di euro&lt;/STRONG&gt;, circa 70 miliardi delle vecchie lire, per innovare e far crescere il nostro sistema di imprese artigiane».&lt;BR&gt;&lt;BR&gt;Gli investimenti dovranno essere totalmente realizzati, pena l&#039;esclusione dalle agevolazioni, in &lt;STRONG&gt;tempi certi&lt;/STRONG&gt;:&lt;BR&gt;- &lt;STRONG&gt;6 mesi&lt;/STRONG&gt;, se l&#039;investimento è limitato all&#039;acquisto di macchinari ed attrezzature;&lt;BR&gt;- &lt;STRONG&gt;15 mesi&lt;/STRONG&gt;, se l&#039;investimento prevede l&#039;acquisto dell&#039;area su cui insiste l&#039;unità produttiva, l&#039;acquisto di un immobile o la realizzazione di opere murarie.&lt;BR&gt;&lt;BR&gt;Nel primo caso (&lt;STRONG&gt;6 mesi&lt;/STRONG&gt;) sono compresi, inoltre, &lt;STRONG&gt;investimenti relativi a&lt;/STRONG&gt;:&lt;BR&gt;- acquisto di macchinari volti a prevenire e/o eliminare gli inquinamenti ed alla costruzione di opere murarie necessarie alla loro installazione;&lt;BR&gt;- acquisto di unità e sistemi elettronici per l&#039;elaborazione di dati;&lt;BR&gt;- acquisto di programmi per la creazione di servizi di consulenza per l&#039;informatica e le telecomunicazioni;&lt;BR&gt;- registrazione del marchio;&lt;BR&gt;- acquisizione di brevetti inerenti nuove tecnologie di prodotti e di processi.&lt;BR&gt;&lt;BR&gt;Nel secondo caso (&lt;STRONG&gt;15 mesi&lt;/STRONG&gt;) sono compresi, inoltre, &lt;STRONG&gt;investimenti relativi a&lt;/STRONG&gt;:&lt;BR&gt;- acquisto immobile o realizzazione di opere murarie di impianto;&lt;BR&gt;- ampliamento ed ammodernamento dell&#039;unità produttiva;&lt;BR&gt;- servizi finalizzati all&#039;adesione di un sistema di gestione ambientale normato (EMAS, ISO 14001), all&#039;acquisizione del marchio di qualità ecologica del prodotto (ECOLABEL, MARCHIO NAZIONALE) o all&#039;acquisizione del sistema di qualificazione del processo produttivo dell&#039;impresa.&lt;BR&gt;&lt;BR&gt;Le risorse verranno assegnate attraverso procedura &lt;STRONG&gt;a bando&lt;/STRONG&gt; o &lt;STRONG&gt;a sportello&lt;/STRONG&gt;, a seconda dell&#039;ammontare degli investimenti. Per la &lt;STRONG&gt;procedura a bando&lt;/STRONG&gt;, l&#039;investimento sostenuto dall&#039;impresa artigiana dovrà essere compreso tra 76mila e 250mila euro. Per i consorzi il limite è elevato rispettivamente a 500mila e 1 milione di euro.&lt;BR&gt;&lt;BR&gt;In tale caso l&#039;&lt;STRONG&gt;agevolazione sarà concessa&lt;/STRONG&gt;:&lt;BR&gt;- in forma di contributo in conto capitale pari al 25% delle spese documentate,&lt;BR&gt;ed in aggiunta ed esclusivamente nel caso in cui l&#039;investimento sia realizzato mediante un&#039;operazione di credito/locazione finanziaria di valore pari al massimo al 50% dell&#039;investimento,&lt;BR&gt;- in conto interessi/canoni del 100% del tasso di interesse.&lt;BR&gt;&lt;BR&gt;Le agevolazioni potranno essere corrisposte in un&#039;&lt;STRONG&gt;unica soluzione&lt;/STRONG&gt;, dietro presentazione di documentazione di spesa attestante l&#039;avvenuta realizzazione degli investimenti, o in &lt;STRONG&gt;più tranche &lt;/STRONG&gt;(massimo 3) attraverso una certificazione dello Stato di Avanzamento Lavori (SAL).&lt;BR&gt;&lt;BR&gt;In questo caso, le imprese trasmetteranno le richieste dei &lt;STRONG&gt;contributi&lt;/STRONG&gt; che saranno distribuiti con le &lt;STRONG&gt;seguenti modalità&lt;/STRONG&gt;:&lt;BR&gt;1) la prima erogazione avverrà sotto forma di anticipo pari al 30% del contributo totale concesso, oppure a seguito della spesa di una somma pari almeno al 30% dell&#039;investimento ammesso alle agevolazioni;&lt;BR&gt;2) la seconda sarà consegnata al raggiungimento del 70% della spesa totale e prevede il versamento del 40% del contributo;&lt;BR&gt;3) infine, ultimato l&#039;investimento, la Regione provvederà a fornire all&#039;impresa il contributo residuo.&lt;BR&gt;&lt;BR&gt;Per la &lt;STRONG&gt;procedura a sportello &lt;/STRONG&gt;sono previste, invece, due diverse tipologie di &lt;STRONG&gt;agevolazioni&lt;/STRONG&gt;:&lt;BR&gt;1) La prima è il contributo in conto capitale pari al 35% dell&#039;investimento per programmi compresi tra 5mila e 30mila euro;&lt;BR&gt;2) La seconda è il contributo in conto interessi/canoni pari al 100% del tasso d&#039;interesse per le spese d&#039;investimento comprese tra 30mila e 76mila euro e realizzate mediante un&#039;operazione di credito/locazione finanziaria di valore pari al massimo al 50% dell&#039;investimento.&lt;BR&gt;&lt;BR&gt;&lt;/P&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;</description>
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<title>Pioggia di fondi per le società cooperative</title>
<link>http://www.ilportico.it/default.php?cod=Finanziamenti&amp;ID=8979</link>
<description>&lt;div style=&#039;width:100%; margin:0px 0px 0px 0px; padding:0px 0px 0px 0px; overflow:hidden;&#039;&gt;&lt;p style=&#039;display:block; width:auto; float:left;&#039;&gt;Mercoledì 22 dicembre è scattato il via alle domande per il primo bando regionale in favore delle &lt;B&gt;società cooperative campane&lt;/B&gt; e dei &lt;B&gt;loro consorzi&lt;/B&gt;. Per le agevolazioni la Giunta Regionale ha stanziato &lt;B&gt;8 milioni di euro&lt;/B&gt;. Obiettivo: promuovere la creazione e lo sviluppo di imprese mutualistiche attraverso due diversi regimi di sostegno, che prevedono aiuti sia agli investimenti che alla gestione. Le richieste di contributo vanno inviate entro il 20 febbraio 2005. A &lt;B&gt;beneficiare dei contributi&lt;/B&gt; saranno le nuove cooperative di produzione-lavoro e sociali iscritte al Registro prefettizio (nelle sezioni di rispettiva competenza) o all&#039;Albo istituito presso il Ministero delle Attività produttive, e loro consorzi. &lt;B&gt;Possono accedere&lt;/B&gt; ai regimi di sostegno, però, solo le cooperative sorte nel 2004 o precedentemente, a patto in quest&#039;ultimo caso di non aver totalizzato, per ciascuno degli ultimi due esercizi, ricavi superiori a 500mila euro. Per poter &lt;B&gt;chiedere i contributi&lt;/B&gt;, inoltre, sia le cooperative che i loro consorzi devono rientrare nella definizione di piccola e media impresa stabilita dall&#039;Unione europea. I programmi d&#039;investimento per i quali si chiede il finanziamento devono riguardare una sola unità locale ubicata in Campania, a prescindere da eventuali altre unità locali attive sul territorio nazionale. Infine, per essere ammissibili, le iniziative &lt;B&gt;devono prevedere&lt;/B&gt; la partecipazione, in qualità di promotore, di un soggetto terzo che dovrà svolgere, anche in collaborazione con altri, attività di assistenza e tutoraggio nella fase di avvio delle attività. Più in particolare, i beneficiari delle agevolazioni devono essere &lt;B&gt;partecipati da almeno uno dei seguenti soggetti&lt;/B&gt;: - società di gestione di fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione o altri intermediari finanziari che intervengano anche come soci sovventori; - persone giuridiche in grado di apportare risorse e competenze specifiche in relazione all&#039;ambito di attività della cooperativa. &lt;B&gt;Sono escluse&lt;/B&gt; dall&#039;accesso alle agevolazioni le cooperative definite in difficoltà in base alle norme Ue. Nessuna agevolazione è prevista, poi, per i programmi riguardanti i settori trasporti, agricoltura, pesca ed acquacoltura e per iniziative di produzione, trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli. &lt;B&gt;Gli incentivi riguardano&lt;/B&gt; sia aiuti agli investimenti che, per un periodo di tre anni, finanziamenti per la gestione. Questi ultimi, però, non possono essere chiesti in via esclusiva, ma necessariamente in abbinamento alle agevolazioni per gli investimenti. I programmi per la creazione e lo sviluppo di nuove cooperative devono essere avviati dopo la presentazione della domanda di contributo. I progetti devono concludersi entro un anno dalla pubblicazione sul Burc. I &lt;B&gt;terzi&lt;/B&gt; che partecipano ai progetti come &lt;B&gt;promotori&lt;/B&gt; devono avere le &lt;B&gt;seguenti caratteristiche&lt;/B&gt;: - essere una cooperativa di produzione-lavoro o sociale o un loro consorzio, con esperienza almeno quinquennale nel settore d&#039;attività della cooperativa che chiede le agevolazioni; - non aver registrato perdite di bilancio negli ultimi due esercizi approvati prima della presentazione della domanda; - aver realizzato un fatturato complessivo (corrispondente alla voce Ricavi nel conto economico) negli ultimi due esercizi approvati prima della presentazione della domanda pari a 700mila euro (in caso di cooperative sociali e loro consorzi) o a 1,5 milioni di euro (in caso di cooperative di produzione e loro consorzi). Uno stesso soggetto &lt;B&gt;non può figurare&lt;/B&gt; in qualità di promotore in più programmi, né è consentito alla cooperativa che chiede le agevolazioni cambiare in corsa il soggetto promotore. In caso di recesso di quest&#039;ultimo, i beneficiari delle agevolazioni avranno tre mesi di tempo per provvedere alla sua sostituzione. Le &lt;B&gt;spese finanziabili includono&lt;/B&gt; anche: - immobilizzazioni materiali (suolo aziendale, nel limite del 10% dell&#039;investimento ammissibile, opere murarie ed assimilate, impianti, macchinari ed attrezzature); - immobilizzazioni immateriali (programmi informatici, brevetti concernenti nuove tecnologie di processo o di prodotto); - servizi reali (progettazioni ingegneristiche, direzione lavori, attività di promozione, supporto organizzativo e tutoraggio allo start-up della nuova cooperativa, certificazioni di qualità ed ambientali, prestazioni di terzi per la progettazione e costruzione di pagine web). Per gli aiuti alla gestione sono &lt;B&gt;finanziabili i seguenti costi&lt;/B&gt;: - spese per servizi professionali; - costi per godimento di beni di terzi; - oneri diversi di gestione. Le spese sostenute per le immobilizzazioni materiali ed immateriali &lt;B&gt;danno diritto&lt;/B&gt; ad un contributo in conto impianti pari al 50% delle spese ammesse, fino ad un importo massimo pari a tre volte il capitale sottoscritto e versato dai soci alla data di presentazione della domanda. I costi sostenuti per servizi reali sono agevolati fino al 50%, entro il limite di 50mila euro. In ogni caso, le agevolazioni per beni immateriali, materiali e servizi reali non devono superare i 300mila euro. L&#039;importo può essere elevato a 500mila euro se ricorrono contemporaneamente &lt;B&gt;due condizioni&lt;/B&gt;: i soci persone fisiche della cooperativa che chiede le agevolazioni devono essere dipendenti di imprese sottoposte a procedura concorsuale; i soci della nuova cooperativa devono, inoltre, avere sottoscritto il capitale sociale mediante conferimento del Trattamento di fine rapporto (Tfr). Gli aiuti alla gestione prevedono, invece, un contributo in conto esercizio concesso secondo la regola del de minimis. Per essere ammessa alle agevolazioni la cooperativa richiedente &lt;B&gt;deve partecipare&lt;/B&gt; con mezzi propri al programma per almeno il 25% dell&#039;importo complessivo. L&#039;istruttoria dei progetti sarà effettuata, sulla base della partecipazione al capitale della cooperativa che chiede le agevolazioni, da soggetti esterni di elevato profilo ed affidabilità, che rappresentano una garanzia dalla qualità dell&#039;iniziativa imprenditoriale. L&#039;Ipi affiancherà la Regione Campania nell&#039;attività di gestione del programma di sviluppo della cooperazione. Le domande di finanziamento &lt;B&gt;vanno indirizzate a&lt;/B&gt;: Regione Campania, Assessorato alle Attività produttive - Area Generale di Coordinamento Sviluppo Attività Settore Secondario - Settore Sviluppo e Promozione delle Attività Artigiane e della Cooperazione - Via G. Porzio - Centro Direzionale, Isola A6 - 80143 Napoli. &lt;B&gt;&lt;U&gt;IN SINTESI&lt;/B&gt;&lt;/U&gt; &lt;B&gt;Fondi disponibili:&lt;/B&gt; 8 milioni di euro &lt;B&gt;Beneficiari:&lt;/B&gt; Nuove società cooperative di produzione-lavoro e sociali e loro consorzi &lt;B&gt;Termini per presentare le domande:&lt;/B&gt; 22 dicembre 2004 - 20 febbraio 2005 &lt;B&gt;Agevolazioni previste:&lt;/B&gt; aiuti per gli investimenti (suolo aziendale, opere murarie, impianti, programmi informatici, brevetti, certificazioni qualità, progettazione e costruzione di pagine web); aiuti per la gestione per i primi tre anni (servizi professionali, costi per godimento beni di terzi, oneri diversi). &lt;/p&gt;&lt;/div&gt;</description>
<author></author>
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<title>Beni culturali, 100 milioni di euro per le imprese</title>
<link>http://www.ilportico.it/default.php?cod=Finanziamenti&amp;ID=7022</link>
<description>&lt;div style=&#039;width:100%; margin:0px 0px 0px 0px; padding:0px 0px 0px 0px; overflow:hidden;&#039;&gt;&lt;p style=&#039;display:block; width:auto; float:left;&#039;&gt;&lt;b&gt;Por Campania 2000-2006, Asse 2 - Risorse Culturali - Misura 2.2 - Sostegno allo sviluppo di imprese della filiera dei Beni culturali&lt;/b&gt;
L&#039;obiettivo della Giunta regionale è lavorare per costruire l&#039;immagine di una Campania più accogliente, anche attraverso i bandi che mette a disposizione delle piccole imprese campane - fondi Por e risorse ordinarie della Regione - per corroborare accoglienza, ricettività ed attività turistiche legate ai beni culturali. Investendo 111 milioni di euro per le imprese della filiera dei beni culturali (circa 50 destinati allo sviluppo dei grandi attrattori culturali e 60 agli itinerari culturali) e premiando giovani e donne, la Regione Campania sosterrà progetti per i servizi, il commercio relativi alla nascita di nuove imprese ed alla riqualificazioine di imprese già esistenti, per un totale massimo di spesa di 300mila euro, ed iniziative di piccola ricettività che non superino i 750mila euro. Le domande potranno essere inviate fino al 31 dicembre 2004. 
Un bando da oltre 100 milioni di euro, con risorse per creare e rinforzare il tessuto di impresa collegato ai beni culturali. I contributi ai privati prevedono premialità per giovani e donne, perché si creino servizi al turista: bad and breakfast, affittacamere, ma anche piccole botteghe artigianali, esercizi commerciali, ristoranti, tutto quello che serve per riqualificare il tessuto urbano. Il bando riguarda 144 Comuni della Regione. Possono accedere ai fondi le imprese dei settori artigianato tradizionale, restauro, commercio, servizi turistici e piccola ricettività. Gli incentivi finanzieranno la nascita di nuove imprese e l&#039;ammodernamento, ampliamento e ristrutturazione di unità produttive esistenti. 
Tre le scadenze entro cui presentare le domande: 30 giugno, 30 settembre e 31 dicembre 2004. I bandi pubblicati sul Burc riguardano 13 dei 14 Progetti integrati interessati dalla misura 2.2: manca, infatti, quello relativo al progetto integrato Litorale Domizio, ancora in corso d&#039;approvazione. Le agevolazioni promuovono lo sviluppo di microfiliere imprenditoriali collegate alla valorizzazione e gestione del sistema dei beni culturali ed i contributi finanzieranno solo iniziative coerenti con gli obiettivi fissati dai progetti integrati di riferimento. 
I settori in cui si potranno promuovere iniziative sono: 
- artigianato tradizionale e restauro (legno, mobilio, vimini, ferro battuto, pietra, ceramica, strumenti musicali, ecc.);
- commercio (relativamente alle attività strettamente connesse alla fruizione dell&#039;offerta culturale, al fine di migliorare e qualificare l&#039;offerta turistica);
- servizi turistici e di ristoro (accoglienza, assistenza, accompagnamento; servizi connessi alla gestione del patrimonio storico-culturale; per la comunicazione e l&#039;informazione; servizi di ristoro);
- piccola ricettività turistica (fino a 60 posti letto), escluso l&#039;agriturismo.
&lt;b&gt;Chi può avere i fondi&lt;/b&gt;
Possono accedere alle agevolazioni le piccole imprese, singole o associate, comprese le aziende artigiane previste dalla legge 443/85 e le cooperative sociali di cui alla legge 381/91. L&#039;ammontare massimo del programma di spesa non può essere superiore a:
- 300.000 euro, nel caso di investimenti relativi ad artigianato tradizionale e restauro, commercio, servizi turistici e di ristoro;
- 750.000 euro, nel caso di investimenti per la piccola ricettività turistica.
&lt;b&gt;Cosa finanziare&lt;/b&gt;
Sono ammessi a contributo soltanto programmi di spesa organici e funzionali, cioè idonei, da soli, a conseguire gli obiettivi produttivi, economici ed occupazionali indicati nel progetto. Sono finanziabili le spese riguardanti l&#039;acquisto, anche tramite locazione finanziaria, di immobilizzazioni materiali ed immateriali, nonché quelle relative a consulenze specialistiche destinate all&#039;aumento della produttività, al trasferimento di nuove tecnologie, alla ricerca di nuovi mercati per il collocamento dei prodotti, allo sviluppo di sistemi di qualità e di certificazione ambientale, nonché al commercio elettronico. Tra le spese ammissibili figurano quelle per progettazione e studi, suolo aziendale, fabbricati, opere murarie, impianti, macchinari ed attrezzature, immobilizzazioni immateriali e servizi reali. Gli aiuti consistono in contributi in conto capitale. 
Ma come saranno valutate le domande di finanziamento ed i progetti d&#039;investimento? Tanto per cominciare, le aziende che richiederanno una quota di finanziamento inferiore a quella massima otterranno, in proporzione, l&#039;assegnazione di un punteggio maggiore. Tra i criteri di valutazione figurano l&#039;innovatività della proposta, l&#039;impatto occupazionale, il coinvolgimento di giovani e la presenza femminile nelle aziende. Al termine dell&#039;istruttoria sarà stilata una graduatoria per ciascun progetto integrato. Non ci sarà concorrenza, quindi, tra iniziative presentate nell&#039;ambito di progetti integrati diversi. La Regione pubblicherà l&#039;elenco delle iniziative idonee entro 90 giorni dalla chiusura di ciascun periodo previsto dal bando. I progetti saranno finanziati in ordine di graduatoria, fino ad esaurimento delle risorse. Le imprese dovranno inviare i progetti al soggetto concessionario del servizio di istruttoria, e cioè: Rti Cofiri Sovis - Banca Nuova, via dei Mille 40, 80121 Napoli.

Ecco i &lt;b&gt;Comuni del Salernitano&lt;/b&gt; nei quali investire
- per accedere alle agevolazioni progetti integrati Grandi Attrattori Culturali:
Certosa di Padula, Atena Lucana, Buonabitacolo, Casalbuono, Monte San Giacomo, Montesano sulla Marcellana, Padula, Pertosa, Polla, Sala Consilina, San Pietro al Tanagro, San Rufo, Sant&#039;Arsenio, Sanza, Sassano, Teggiano.
- per tutte le attività tranne le iniziative di piccola ricettività turistica: 
Paestum, Velia, Agropoli, Albanella, Altavilla Silentina, Aquara, Ascea, Capaccio, Castel San Lorenzo, Controne, Giungano, Roccadaspide, Trentinara.
- per i Progetti Integrati Itinerari Culturali:
Auletta, Buccino, Caggiano, Campagna, Castelnuovo di Conza, Colliano, Contursi Terme, Laviano, Oliveto Citra, Palomonte, Ripigliano, Romagnano al Monte, Salvitelle, San Gregorio Magno, Santomenna, Valva.

&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;</description>
<author></author>
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<title>Pmi, fondi per gli investimenti</title>
<link>http://www.ilportico.it/default.php?cod=Finanziamenti&amp;ID=6376</link>
<description>&lt;div style=&#039;width:100%; margin:0px 0px 0px 0px; padding:0px 0px 0px 0px; overflow:hidden;&#039;&gt;&lt;p style=&#039;display:block; width:auto; float:left;&#039;&gt;Spese di progettazione, studi di fattibilità, acquisto di terreni e fabbricati, opere murarie, impianti, attrezzature, brevetti e licenze: è quanto potranno vedersi finanziare le piccole imprese dei settori artigianato, commercio e servizi, nonché le cooperative sociali che vogliono accedere agli aiuti previsti dalle misure 1.10, 2.2 e 5.2 del Por Campania. La Regione ha, infatti, varato il regime d&#039;aiuto che regola l&#039;accesso alle agevolazioni. Le spese devono rientrare nell&#039;ambito di programmi di investimento volti alla realizzazione di nuove unità locali o l&#039;ampliamento, ammodernamento, riqualificazione, ristrutturazione, adeguamento, riconversione, riattivazione di unità locali esistenti. Per inviare le domande di ammissione a contributo, le imprese dovranno, però, attendere i bandi attuativi del regolamento, che la Regione approverà successivamente.
&lt;b&gt;Beneficiari&lt;/b&gt;
Possono accedere agli aiuti le piccole imprese, come vengono definite dalla Raccomandazione 96/280/Ce, vale a dire le aziende che occupano dai 10 ai 49 dipendenti, con un fatturato annuo inferiore ai 7 milioni di euro o un bilancio che non superi i 5 milioni di euro. Inoltre, l&#039;impresa deve essere indipendente: il suo capitale o i suoi diritti di voto non devono essere detenuti per il 25% o più da una sola impresa oppure congiuntamente da più imprese non conformi alla definizione di Pmi o di piccola impresa. Restano escluse dalle agevolazioni le piccole imprese del settore turistico, per le quali la Regione ha emanato lo scorso luglio un apposito regime di aiuto, e le imprese che operano nei settori siderurgico, carboniero, fibre sintetiche, costruzioni navali, industria automobilistica, produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli. 
&lt;b&gt;Investimenti agevolabili&lt;/b&gt;
Gli aiuti previsti dal regolamento approvato dalla Regione riguardano l&#039;investimento produttivo iniziale, ma anche l&#039;acquisizione di servizi forniti da consulenti esterni, qualora essi non siano continuativi o periodici né connessi alle normali spese di funzionamento dell&#039;azienda. Non possono, quindi, essere agevolate le consulenze fiscali ordinarie, i servizi regolari di consulenza legale e le spese di pubblicità. Non sono in nessun caso ammessi, invece, i progetti d&#039;investimento avviati dalle imprese prima della domanda di ammissione a contributo. Alle imprese che richiedono gli aiuti è fatto carico di partecipare all&#039;investimento da agevolare con una quota pari ad almeno il 25% del totale.
&lt;b&gt;Gli aiuti&lt;/b&gt;
Gli incentivi alle piccole imprese sono concessi sotto forma di contributi in conto capitale. Ovviamente, il regolamento tiene conto dei limiti fissati dall&#039;Unione Europea in materia di aiuti alle imprese e concorrenza. Gli aiuti possono essere erogati nella misura massima del 35% espresso in Equivalente sovvenzione netta (Esn), maggiorato del 15% in Equivalente sovvenzione lorda. Per l&#039;acquisizione di servizi reali, l&#039;intensità massima d&#039;aiuto non può essere superiore al 50% in Equivalente sovvenzione lorda. Le intensità massime d&#039;aiuto espresse in Esn ed Esl tengono conto degli eventuali scostamenti temporali tra la realizzazione degli investimenti e l&#039;erogazione delle agevolazioni, nonché dell&#039;imposizione fiscale che grava sui contributi ricevuti dalle imprese. Le percentuali Esn ed Esl esprimono, quindi, l&#039;effettivo beneficio accordato alle imprese. I bandi attuativi che verranno erogati successivamente dalla Regione fisseranno i massimali d&#039;aiuto in termini assoluti a cui potranno accedere gli imprenditori.
&lt;b&gt;Erogazione&lt;/b&gt;
I contributi verranno assegnati alle imprese in un massimo di tre soluzioni di pagamento connesse alla realizzazione degli investimenti. Questi ultimi si intendono realizzati quando i beni sono stati tutti consegnati o completamente realizzati e per i servizi sia stato stipulato apposito contratto di fornitura. Inoltre, il costo agevolabile deve essere stato interamente fatturato dall&#039;impresa acquirente. Infine, l&#039;impresa beneficiaria deve aver effettuato tutti i pagamenti per l&#039;acquisto di beni e servizi o, nel caso di leasing, deve aver corrisposto canoni per un importo pari almeno all&#039;agevolazione spettante e, comunque, non inferiore al 30% del costo agevolabile dei beni. Gli investimenti devono essere effettuati entro 24 mesi dalla data di concessione del contributo. Le imprese beneficiarie potranno ottenere una proroga di ulteriori 12 mesi. La proroga deve essere richiesta preventivamente, va opportunamente motivata e non deve dipendere da negligenze o colpe del destinatario. 
&lt;b&gt;I costi rimborsabili&lt;/b&gt;
Ecco le spese che, in concreto, le imprese potranno vedersi finanziare:
- progettazione e studi (progettazioni ingegneristiche riguardanti le strutture dei fabbricati e degli impianti, direzione lavori, studi di fattibilità economico-tecnica-finanziaria, oneri per le concessioni edilizie, collaudi di legge, prestazioni di terzi per l&#039;ottenimento di certificazioni di qualità e ambientali);
- terreni;
- fabbricati, opere murarie ed assimilate (restauro, ristrutturazione e riqualificazione di immobili, impianti generali, spese per allacciamento alle reti esterne, strade, piazzali; recinzioni);
- impianti, macchinari ed attrezzature nuove di fabbrica;
- immobilizzazioni immateriali (brevetti, licenze di sfruttamento o di conoscenze tecniche brevettate, conoscenze tecniche non brevettate, come software e pacchetti informatici).
&lt;b&gt;Leasing&lt;/b&gt;
Gli investimenti programmati possono essere effettuati anche mediante leasing. E&#039; ammesso solo il caso di aiuti all&#039;utilizzatore (leasing indiretto), che è il destinatario del finanziamento. I canoni pagati al concedente costituiscono l&#039;ammontare della spesa ammissibile a contributo. I contratti di leasing da agevolare devono contenere una clausola di riacquisto oppure prevedere un periodo minimo di leasing corrispondente alla vita utile del bene oggetto del contratto. L&#039;importo massimo ammissibile non può superare il valore di mercato del bene dato in leasing. Gli altri costi connessi al contratto di leasing (tasse, interessi, spese generali, oneri assicurativi) non rientrano nella spesa ammissibile. Se la durata del contratto di leasing supera quella dell&#039;intervento comunitario, viene considerata ammissibile solo la spesa relativa ai canoni pagati dall&#039;utilizzatore fino alla data di chiusura dell&#039;intervento.

&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;</description>
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<title>Contributi alle Onlus per i progetti di volontariato</title>
<link>http://www.ilportico.it/default.php?cod=Finanziamenti&amp;ID=6276</link>
<description>&lt;div style=&#039;width:100%; margin:0px 0px 0px 0px; padding:0px 0px 0px 0px; overflow:hidden;&#039;&gt;&lt;p style=&#039;display:block; width:auto; float:left;&#039;&gt;Via libera alle richieste di contributi per progetti presentati dalle associazioni di volontariato: una direttiva del Ministero del Welfare, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 227 di giovedì 30 settembre 2003, apre il bando per le agevolazioni da erogare a progetti sperimentali. Gli aiuti sono finanziati con il Fondo per il volontariato istituito dall&#039;art. 12 della legge n. 266/91. L&#039;ultimo giorno utile per la presentazione delle domande è il 30 ottobre. Possono richiedere i contributi le organizzazioni di volontariato ed associazioni di operatori del settore iscritte nei registri regionali previsti dall&#039;art. 6 della legge 11 agosto1991 n. 266. I progetti dovranno intervenire nei settori del disagio sociale e prevedere il coinvolgimento degli enti locali allo scopo di favorire l&#039;introduzione e la diffusione di metodologie di intervento particolarmente avanzate. 
&lt;b&gt;Novità&lt;/b&gt;
Di tutto rilievo una novità introdotta a carico delle associazioni beneficiarie dei finanziamenti, che dovranno, infatti, stipulare un&#039;apposita fideiussione che funga da garanzia dell&#039;anticipo percepito. Sarà accordata priorità ai progetti che riguardano:
- aspetti innovativi sulla partecipazione ed integrazione sociale delle persone con disabilità;
- prevenzione del disagio minorile e giovanile;
- promozione di forme di volontariato che prevedano il coinvolgimento dei giovani, sviluppando in tal modo esperienze educative, di partecipazione sociale e di integrazione giovanile; 
- contrasto di forme di disagio di soggetti svantaggiati e/o creazione/sviluppo di servizi territoriali in grado di contribuire a sostenere i fabbisogni espressi dalle categorie suddette.
&lt;b&gt;Caratteristiche&lt;/b&gt;
I progetti dovranno, inoltre, possedere una o più delle seguenti caratteristiche:
- innovatività, sia per il contesto territoriale di riferimento che per la tipologia di intervento, e realizzazione di attività caratterizzate da una spiccata valenza sociale;
- promozione di collaborazione con enti locali, enti pubblici, soggetti privati, imprese e sindacati;
- creazione di sinergie e costituzione di reti e collegamenti fra soggetti del volontariato e del terzo settore;
- promozione di interventi pilota, sperimentali, finalizzati a mettere a punto modelli di intervento che possano essere trasferiti e/o utilizzati in altri contesti territoriali. 
&lt;b&gt;Schema&lt;/b&gt;
Le istanze devono essere presentate secondo lo schema allegato alla direttiva citata e contenere, inoltre, un dettagliato elaborato progettuale, nonché l&#039;entità del contributo richiesto, i destinatari, i tempi e le fasi di realizzazione, tutte le informazioni sull&#039;identità dell&#039;associazione, il responsabile del progetto ed il piano economico-finanziario complessivo. Sono finanziabili i compensi sostenuti per il personale esterno (formatori, consulenti, rimborso spese per il personale volontario e così via) strettamente necessario alla realizzazione del progetto, entro la misura del 40% del costo del progetto. 
&lt;b&gt;Spese di consulenza&lt;/b&gt;
Solo il 4% del finanziamento può essere destinato alle spese di consulenza per la progettazione. Nel caso in cui il progetto sia co-finanziato da enti pubblici e/o da soggetti privati, alla domanda dovrà essere allegata una dichiarazione, sottoscritta dal legale rappresentante, che attesti le modalità di partecipazione al progetto e l&#039;impegno finanziario assunto dal soggetto che eroga il co-finanziamento. In caso di ammissibilità di un progetto, pena la decadenza dal contributo, l&#039;associazione deve trasmettere entro 60 giorni tutta la documentazione prevista dalla direttiva.
&lt;b&gt;Cofinanziamento&lt;/b&gt;
E&#039; necessario indicare la fonte dalla quale deriva il cofinanziamento, che deve coprire minimo il 20% dei costi del progetto. Quest&#039;attestazione va evidenziata in maniera particolare, perché costituisce un requisito fondamentale ai fini dell&#039;ammissibilità del progetto al finanziamento. Si tratta, infatti, dell&#039;unico elemento che attesta la concreta capacità dell&#039;organizzazione di sostenere l&#039;impegno economico connesso alla realizzazione del progetto. 
&lt;b&gt;Erogazione&lt;/b&gt;
Il finanziamento è ripartito ed erogato in due quote: la prima, pari al 70% dell&#039;importo complessivo finanziato, viene versata ad avvenuta accettazione da parte dell&#039;organizzazione di volontariato delle modalità e dei termini previsti per la realizzazione del progetto approvato. La seconda quota, del 30%, è versata al termine della realizzazione del progetto ed a seguito di presentazione da parte dell&#039;organizzazione di una dettagliata relazione finale, effettuata da un certificatore esterno, che contenga i giustificativi di spesa ed evidenzi i risultati ottenuti.
&lt;b&gt;Richieste&lt;/b&gt;
Le organizzazioni in possesso delle caratteristiche indicate possono indirizzare la domanda di contributo in carta semplice, a mezzo raccomandata, al seguente indirizzo: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali - Dipartimento per le Politiche Sociali e Previdenziali - Direzione Generale per il volontariato, l&#039;associazionismo sociale e le politiche giovanili - Osservatorio nazionale per il volontariato - via Fornivo, 8, Pal. A - 00192 - Roma.

&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;</description>
<author></author>
</item>
<item>
<title>Scuola, fondi dal Por contro l&#039;abbandono</title>
<link>http://www.ilportico.it/default.php?cod=Finanziamenti&amp;ID=5611</link>
<description>&lt;div style=&#039;width:100%; margin:0px 0px 0px 0px; padding:0px 0px 0px 0px; overflow:hidden;&#039;&gt;&lt;p style=&#039;display:block; width:auto; float:left;&#039;&gt;Campania in prima fila nella battaglia contro la dispersione scolastica e formativa. E&#039; stato pubblicato sul Burc n. 20/03 il bando destinato a finanziare progetti che favoriscano l&#039;inclusione scolastica dei soggetti a rischio e l&#039;eliminazione delle cause di contesto socio-economiche e culturali all&#039;origine del fenomeno della dispersione. Le domande di partecipazione al bando vanno inviate entro il 29 settembre 2003. I fondi, pari complessivamente a 7.023.813,83 euro, sono quelli attribuiti alla misura 3.6 del Por Campania e si avvalgono di una quota di cofinanziamento del Fondo sociale europeo (Fse). Possono presentare progetti Istituzioni scolastiche, Università, Enti pubblici e privati di ricerca e formazione, nonché le associazioni con comprovata esperienza nel settore del recupero e della dispersione scolastica. L&#039;obiettivo degli interventi previsti dalla misura 3.6 è quello di ridurre la marginalità sociale attraverso la valorizzazione delle risorse umane e la crescita dell&#039;occupazione e della competitività regionale. In sede di progettazione degli interventi, si dovrà tener conto delle tre linee prioritarie trasversali del Fse, vale a dire: 
- promozione delle pari opportunità; 
- promozione della società dell&#039;informazione; 
- sviluppo locale. 
&lt;b&gt;Sistemi di istruzione&lt;/b&gt;
I progetti dovranno tendere anche all&#039;integrazione tra i sistemi di istruzione e formazione con le politiche attive del lavoro, al fine di rafforzare i processi di sviluppo locale. Le proposte dovranno puntare in modo particolare sull&#039;utilizzo delle tecnologie informatiche, intese come strumento a diretto supporto della didattica. Per accedere ai finanziamenti è necessario che per gli stessi progetti non siano state presentate (né siano in corso di presentazione) richieste di finanziamento verso organismi regionali, nazionali o comunitari.
&lt;b&gt;L&#039;agevolazione&lt;/b&gt;
L&#039;agevolazione prevede due diverse azioni:
Azione A: interventi di formazione per docenti operanti con soggetti a rischio di insuccesso e di esclusione scolastica nelle aree a rischio;
Azione B: interventi di prevenzione ed accompagnamento, volti a promuovere l&#039;inclusione scolastica e formativa per soggetti a rischio di insuccesso o fuoriusciti dai percorsi di istruzione e formazione e per le loro famiglie.
&lt;b&gt;Azione A&lt;/b&gt;
L&#039;azione A è destinata al personale docente del sistema di istruzione e formazione, operante nelle zone a rischio dispersione scolastica e formativa, in particolar modo nelle aree urbane dei Comuni con popolazione superiore a 40mila abitanti, colpite da forte degrado sociale ed urbanistico. I soggetti ammessi a presentare proposte sono Università, Enti pubblici e privati di ricerca e formazione (anche in forma associativa) ed associazioni con comprovata esperienza nel settore. 
&lt;b&gt;Accreditamento&lt;/b&gt;
Per tutti gli interventi previsti dal bando gli unici centri di formazione ammessi a partecipare sono quelli in regola con le procedure di accreditamento fissate dalla Regione. Le risorse disponibili per progetti riguardanti seminari formativi ed attività di project-work ammontano in totale a 774.685 euro, mentre il costo unitario massimo ammissibile per intervento è di 25.822 euro. Complessivamente, la Regione Campania conta di finanziare attraverso questa linea d&#039;azione almeno 30 progetti. Il bacino d&#039;utenza previsto conta almeno 450 destinatari finali.
&lt;b&gt;Azione B&lt;/b&gt;
L&#039;azione B si articola in due diverse misure. Entrambe le linee di intervento sono destinate a soggetti a rischio di insuccesso o fuoriusciti dal sistema scolastico e formativo ed alle loro famiglie. Relativamente a quest&#039;azione, possono presentare progetti singole Istituzioni scolastiche o loro associazioni, Comuni singoli o associati, centri risorse contro la dispersione scolastica o associazioni con comprovata esperienza nel settore del recupero e della prevenzione della dispersione scolastica.
&lt;b&gt;Percorsi integrati&lt;/b&gt;
La misura b.1 finanzia percorsi integrati per gruppi di 10 partecipanti, per un totale di 400 ore di prevenzione, formazione ed orientamento. I percorsi potranno sperimentare modalità innovative per quanto attiene a spazi, tempi e metodologie legate alla didattica del fare. 
&lt;b&gt;Orientamento&lt;/b&gt;
Le attività dovranno anche prevedere dei momenti di counselling personalizzato e di orientamento. I percorsi formativi previsti sono complessivamente 65, per un totale di 650 destinatari finali. Le ore di formazione erogate in totale saranno 26mila.
&lt;b&gt;Genitori e figli&lt;/b&gt;
La misura b.2 prevede il finanziamento di percorsi individuali di prevenzione di 60 ore. La formazione deve essere finalizzata a mettere in contatto genitori e figli per approfondire e, dove possibile, risolvere le problematiche psicologiche e sociali emerse nelle fasi di formazione, orientamento e counselling. I destinatari finali di questo tipo di interventi sono 700. Di questi, 450 proverranno dalle aree dei Comuni con una popolazione residente superiore alle 40mila unità. Per gli interventi è previsto un limite di costo pari a 4.131,66 euro. Lo stanziamento disposto dal bando per le due misure dell&#039;azione B ammonta 3.356.969 euro per la misura b.1 ed a 2.892.158 euro per la misura b.2. I limiti di costo per i singoli interventi ammontano a 51.645 euro per i progetti riguardanti la misura b.1 ed a 4.131,66 per proposte relative alla misura b.2.
&lt;b&gt;Criteri di valutazione&lt;/b&gt;
Quattro i criteri individuati dal bando per la valutazione dei progetti e la stesura della graduatoria:
- coerenza della struttura progettuale (massimo 60 punti);
- qualità delle attività proposte (massimo 20 punti);
- coerenza con le priorità trasversali (massimo 10 punti);
- collocazione nelle aree a rischio (10 punti).
&lt;b&gt;Le domande&lt;/b&gt;
I progetti vanno inviati entro il 29 settembre presso il Settore Istruzione e Cultura -Servizio Diritto allo studio della Regione Campania - Sportello Misura 3.6, Centro Direzionale, Isola A/6, 80143 - Napoli. E&#039; possibile consultare i formulari e fornirsi della documentazione necessaria per partecipare al bando collegandosi al sito internet della Regione Campania (www.regione.campania.it).

&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;</description>
<author></author>
</item>
<item>
<title>In arrivo gli incentivi per la Società dell&#039;Informazione</title>
<link>http://www.ilportico.it/default.php?cod=Finanziamenti&amp;ID=4765</link>
<description>&lt;div style=&#039;width:100%; margin:0px 0px 0px 0px; padding:0px 0px 0px 0px; overflow:hidden;&#039;&gt;&lt;p style=&#039;display:block; width:auto; float:left;&#039;&gt;La Giunta Regionale ha approvato, su iniziativa dell&#039;assessore all&#039;Università ed alla Ricerca Scientifica, Luigi Nicolais, il regolamento per gli incentivi alle Pmi destinati allo sviluppo della cosiddetta Società dell&#039;Informazione. Gli aiuti, che consistono in contributi in conto capitale, sono finanziati dalla misura 6.3 del Por Campania (Sostegno allo sviluppo della Società dell&#039;Informazione nel tessuto produttivo) e sono destinati alle aziende operanti nella Regione, purché non attive nei settori pesca, agricoltura, siderurgia, costruzioni navali, fibre sintetiche, industria automobilistica e trasporti. Gli interventi sono finalizzati a consolidare ed accrescere il sistema produttivo regionale attraverso l&#039;utilizzo delle nuove tecnologie informatiche, vale a dire l&#039;Ict (Information and communication technology). «Con questo regolamento - sottolinea l&#039;assessore Luigi Nicolais - diamo continuità agli interventi avviati a sportello con la misura 6.3 del Por ed onoriamo l&#039;impegno assunto con le forze sociali e produttive di dotarci di uno strumento agile per accedere a finanziamenti superiori ai 100.000 euro in conto capitale, per crescere in competitività e qualità».

&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;</description>
<author>Il Denaro</author>
</item>
<item>
<title>E-commerce, agevolazioni per abbigliamento e calzature</title>
<link>http://www.ilportico.it/default.php?cod=Finanziamenti&amp;ID=4764</link>
<description>&lt;div style=&#039;width:100%; margin:0px 0px 0px 0px; padding:0px 0px 0px 0px; overflow:hidden;&#039;&gt;&lt;p style=&#039;display:block; width:auto; float:left;&#039;&gt;Significativo passo in avanti per il commercio elettronico, che in Italia ancora non riesce a trovare lo spazio adeguato. Sensibili sono i ritardi nel settore rispetto agli altri Paesi europei. Due le ragioni di questa partenza lenta: la resistenza dei consumatori, che hanno ancora una certa diffidenza negli acquisti da lontano, e la mancanza di consistenti risorse per aiutare i processi di innovazione del commercio on line. Ma qualcosa si sta finalmente muovendo. Il ministro per le Attività produttive, Antonio Marzano, ha firmato due circolari che fissano le modalità operative per accedere alle agevolazioni su progetti relativi a collegamenti per via elettronica delle transazioni e-commerce, ovvero per collegamenti telematici quick-response nei settori del tessile, dell&#039;abbigliamento e delle calzature. Le agevolazioni sono limitate a 100.000 euro per impresa. Le risorse poste a bando ammontano a circa 83 milioni di euro per il commercio elettronico ed a circa 34 milioni di euro per il quick-response. I bandi in questione recepiscono le indicazioni fornite dalle imprese e dalle loro associazioni di categoria, al fine di favorire la migliore diffusione nell&#039;utilizzo dei collegamenti telematici. I progetti possono riguardare imprese singole o imprese aggregate e possono beneficiare di crediti di imposta pari al 50 per cento della spesa nel caso di progetti di e-commerce riguardanti da una a quattordici imprese aggregate alla rete, ovvero pari al 60 per cento della spesa per progetti con quindici imprese o più aggregate. I progetti per collegamenti telematici quick-response possono beneficiare di contributi in conto capitale pari al 50 per cento della spesa nel caso che riguardino da una a quattro imprese e contributi del 60 per cento della spesa nel caso di aggregazione di cinque o più imprese. Le domande di agevolazione debbono essere inoltrate dall&#039;impresa e, nel caso di aggregazioni, dal promotore, alla Mcc S.p. A., che agisce in qualità di gestore, con sede in via Piemonte, numero 51, 00187 Roma, tramite gli sportelli della Banca di Roma indicati in allegato alle suddette circolari, ovvero tramite gli uffici postali, per raccomandata con ricevuta di ritorno. L&#039;invio della domanda con gli allegati non deve avvenire, pena la nullità della richiesta, prima di 60 giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale delle circolari in questione. Il termine ultimo di presentazione è fissato al novantesimo giorno successivo dalla data a partire dalla quale si possono presentare le domande. L&#039;approvazione dei progetti avverrà per via automatica, con l&#039;emanazione di un decreto a seguito dell&#039;istruttoria sulle domande da parte del gestore, nei 60 giorni successivi alla predetta data termine dei bandi. I progetti devono essere realizzati entro 14 mesi dalla data dei decreti di prenotazione delle risorse. Possono essere ammesse alle agevolazioni anche spese sostenute per consulenze su organizzazioni logistiche, sul marketing, nonché spese per il tutoraggio, per la formazione del personale e per l&#039;e-learning. Inoltre, possono essere agevolate spese per acquisti effettuati in leasing, per acquisti a rate, nonché spese per canoni di affitto (hosting) nel limite di un triennio. È possibile agevolare spese per dotazioni interne all&#039;impresa nel limite di 5.000 euro e non oltre il 10 per cento del costo del progetto, purché destinate a transazioni per via elettronica o a collegamenti telematici quick-response.

&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;</description>
<author>Il Denaro</author>
</item>
<item>
<title>Sesto Programma Quadro, via ai bandi</title>
<link>http://www.ilportico.it/default.php?cod=Finanziamenti&amp;ID=4763</link>
<description>&lt;div style=&#039;width:100%; margin:0px 0px 0px 0px; padding:0px 0px 0px 0px; overflow:hidden;&#039;&gt;&lt;p style=&#039;display:block; width:auto; float:left;&#039;&gt;Il Sesto Programma Quadro di ricerca e sviluppo tecnologico 2002-2006 è operativo, dopo la pubblicazione nella Gazzetta europea (Guce) n. 315/02 dei primi inviti a presentare proposte di finanziamento. Le specifiche misure di finanziamento per le quali la Commissione europea mette a disposizione una dotazione di ben 5 miliardi di euro sono 49. Ecco un quadro riassuntivo delle opportunità varate dalla Commissione europea. Lo stanziamento è distribuito tra il programma specifico 1 Integrare e rafforzare lo Spazio europeo della ricerca ed il programma specifico 2 Energia nucleare. Nell&#039;ambito delle sette priorità tematiche previste dal primo programma, gli inviti a presentare proposte riguardano i seguenti campi specifici:
- scienze della vita, genomica e biotecnologie per la salute;
- integrazione della genomica e delle biotecnologie con piattaforme biomediche e biotecnologiche, al fine di migliorare la conoscenza della vita, la salute e la lotta contro le principali malattie;
- tecnologie della Società dell&#039;informazione (si punta ad ulteriori sviluppi della società, basata sulla conoscenza tramite ricerca di medio-lungo periodo sulle tecnologie future ed emergenti, come, per esempio, i sistemi wireless e l&#039;introduzione delle tecnologie informatiche nell&#039;ambiente di vita quotidiano);
- nanotecnologie e nanoscienze, materiali multifunzionali knowledge-based e nuovi processi e strumenti di produzione;
- creazione di una base scientifica per il passaggio dell&#039;industria di produzione europea da industria basata sulle risorse ad industria basata sulla conoscenza, con un approccio più attento all&#039;ambiente;
- aeronautica e spazio (il programma punta a sviluppare la competitività delle imprese europee nel settore, a ridurre l&#039;impatto ambientale, ad aumentare la sicurezza e la capacità dei sistemi di trasporto aereo);
- sicurezza e qualità alimentare (attenzione viene posta sulla catena alimentare e sull&#039;impatto dell&#039;alimentazione sulla salute);
- sviluppo sostenibile, cambiamento globale ed ecosistemi (il programma punta a ridurre i costi delle fonti di energia nuova ed alternativa, ad abbassare l&#039;impatto ambientale delle fonti energetiche convenzionali e l&#039;inquinamento nel trasporto terrestre e marittimo, ad aumentare la sicurezza nei trasporti ed alla gestione sostenibile delle risorse terrestri e marine);
- cittadini e governance in una società della conoscenza;
- ricerca nel campo delle scienze sociali.
Il 15 per cento della dotazione finanziaria prevista dal Sesto Programma Quadro sarà assegnato alle piccole e medie imprese, considerate un tassello importante del futuro tessuto di ricerca europeo, di cui rappresentano la flessibilità e la maggiore capacità di creare nuovo lavoro. Alle Pmi è riservata la possibilità di attivare azioni di ricerca, nell&#039;ambito di tutti i campi scientifici e tecnologici del Programma, sotto forma di ricerca collettiva (svolta da almeno due centri di ricerca a favore di due o più associazioni rappresentanti le imprese) e di ricerca cooperativa (svolta da almeno due centri di ricerca a favore di almeno tre Pmi indipendenti). Introdotta anche una nuova procedura di valutazione in due fasi, che consiste nella possibilità di presentare alla Commissione europea una prima proposta semplificata. La stessa Commissione, sulla base di un set limitato di criteri di selezione, valuterà poi la proposta e l&#039;opportunità di richiedere nella fase successiva il progetto complessivo. La Commissione ha attivato, inoltre, due procedure di presentazione delle proposte: chiusa ed aperta, con un termine in quest&#039;ultimo caso entro cui sarà possibile la presentazione continua di proposte, che saranno periodicamente valutate in lotti.

&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;</description>
<author>Il Denaro</author>
</item>
<item>
<title>Le agevolazioni per gli agenti di commercio</title>
<link>http://www.ilportico.it/default.php?cod=Finanziamenti&amp;ID=4762</link>
<description>&lt;div style=&#039;width:100%; margin:0px 0px 0px 0px; padding:0px 0px 0px 0px; overflow:hidden;&#039;&gt;&lt;p style=&#039;display:block; width:auto; float:left;&#039;&gt;Credito d&#039;imposta, legge 488/92 e legge 215/92: sono questi i principali strumenti di agevolazione a disposizione degli agenti di commercio, quei soggetti, persone fisiche o società, stabilmente incaricati di promuovere e/o concludere contratti per conto di una o più ditte proponenti in una zona preliminarmente predefinita. Per essere definiti agente di commercio è necessaria anche l&#039;iscrizione al Ruolo degli agenti e rappresentanti di Commercio delle Camere di Commercio di competenza. Le differenti tipologie di finanziamento per gli agenti di commercio esistenti comportano innanzitutto una distinzione tra il credito di imposta e le agevolazioni a fondo perduto. Attraverso i crediti d&#039;imposta non si ottiene denaro, bensì lo si detrae dalle imposte da pagare. Le leggi con contributi in conto capitale appartengono, invece, a quelle norme attraverso le quali lo Stato o le Regioni devolvono somme a fondo perduto.
&lt;b&gt;Credito d&#039;imposta&lt;/b&gt;
La legge 388/2000 ha istituito per i residenti nelle aree depresse del Paese, attraverso gli articoli 7 e 8, due nuove modalità al fine di poter detrarre dalle imposte da pagare gli importi che vanno determinati sulla base degli investimenti e delle assunzioni di nuovo personale effettuati. In tal modo, il soggetto proponente, che ha, per esempio, acquistato per il suo ufficio un computer nuovo, potrà detrarre un ammontare massimo del 50 per cento (vecchia legge), al netto degli ammortamenti effettuati, dalle imposte da pagare (ad esempio l&#039;Iva). Tutto ciò valeva fino all&#039;8 luglio scorso, data fatidica con la quale il Governo ha ridisegnato tale forma di agevolazione. 
&lt;b&gt;Fondo perduto&lt;/b&gt;
Per quanto riguarda i contributi a fondo perduto, le leggi che prevedono erogazioni per gli agenti di commercio sono la 488/92 e, per le donne, la 215/92. Relativamente alle leggi regionali, ad oggi non esiste nessuna provvidenza per la categoria, anche se alcune leggi nazionali, come la 449/97, la 549/95 e la 34/81, sono passate dalla gestione nazionale a quella regionale. Inoltre, è in via di definizione il nuovo regime unico regionale per le agevolazioni al commercio, che dovrebbe razionalizzare tutti gli incentivi esistenti passati dalla gestione centrale a quella regionale. In quest&#039;ambito, si spera che la Regione Campania voglia far rientrare anche la categoria degli agenti di commercio, al momento esclusa, considerato che le precedenti leggi nazionali non la prevedevano. Analizziamo più in dettaglio le due leggi appena menzionate. Tanto la 488 quanto la 215 sono state unificate sotto l&#039;aspetto procedurale, mentre differiscono per quanto riguarda i soggetti beneficiari e gli investimenti ammissibili. Infatti, mentre la legge 488 Commercio parla di Intermediari del Commercio, la 215 prevede per i beneficiari la partecipazione in forma maggioritaria di donne, mentre nel novero dei settori ammissibili si fa rientrare anche quello del commercio in senso lato. Le tipologie di investimento agevolabili per la 488 sono: ampliamento; ammodernamento; ristrutturazione; riconversione; riattivazione; trasferimento. Per quanto riguarda la legge 215, invece, si tratta di: avvio di attività imprenditoriale; acquisto di attività preesistente; acquisizione di servizi reali e progetti aziendali innovativi. Analizziamo ora gli investimenti ammissibili, al fine di determinare quali beni e servizi possano essere acquisiti con tali leggi.
&lt;b&gt;Spese ammissibili&lt;/b&gt;
Le spese ammissibili sono quelle relative all&#039;acquisto o al leasing di tutte le immobilizzazioni definite dagli articoli 2423 e seguenti del Codice civile, mentre, relativamente alla 215, le spese ammissibili sono quelle sostenute per le seguenti voci di costo: impianti generali; macchinari ed attrezzature; brevetti; software; opere murarie (entro il 25 per cento dell&#039;agevolazione totale); studi di fattibilità e piani d&#039;impresa (entro il 2 per cento dell&#039;investimento). Un elemento che caratterizza entrambe le agevolazioni è l&#039;impossibilità di finanziare autovetture, telefoni cellulari e computer portatili, anche se assolutamente strumentali all&#039;attività dell&#039;impresa. Tanto il bando della legge 215 quanto quello della 488 Commercio sono aperti. Per il primo è stata fissata la scadenza del prossimo 12 marzo, mentre per la legge 488 Commercio il termine finale non è stato ancora fissato. Facciamo ora alcuni esempi per una migliore comprensione della tipologia e della misura degli investimenti agevolabili. Ipotizziamo tre casi di soggetti interessati ad ottenere incentivi: 1) ditta individuale maschile che deve acquistare un&#039;autovettura in leasing ed un computer portatile; 2) ditta individuale femminile che deve acquistare un ufficio, un computer e tutto l&#039;arredo ed i corredi relativi; 3) società (di persone o capitali) che devono rilevare una zona da una precedente società, acquistare una dotazione completa di ufficio, computer e portatili per i sub-agenti, cellulari, auto ed un software su misura per gestire l&#039;area, ed inoltre, prevedere un portale che consenta le comunicazioni di e-mail e messaging via internet. Il primo esempio riguarda un uomo, quindi non si può optare per la legge 215. In questo caso non conviene effettuare neanche una 488, data l&#039;esiguità dell&#039;investimento, per cui si utilizzerà il credito d&#039;imposta previsto dall&#039;articolo 8 della legge 388/2000, con comunicazione all&#039;Agenzia delle Entrate dell&#039;investimento voluto, al fine di poter scaricare il 45 per cento del costo del portatile ed il 45 per cento dell&#039;80 per cento del costo auto (sempre tenendo conto degli ammortamenti) attraverso il credito di imposta. Nel secondo caso, invece, si potranno verificare diverse alternative: trattandosi di una ditta femminile, si potrà cercare di accedere tanto agli aiuti previsti dalla legge 215 che a quelli della 488, in quanto tutto il necessario risulta finanziabile. Contemporaneamente, se l&#039;ufficio è di nuova fabbricazione, si potrà anche provare ad ottenere il credito d&#039;imposta, con esclusione degli arredi e corredi, che non sono ricompresi nelle fattispecie rimborsabili. Il terzo esempio è quello più complesso da analizzare. Per rilevare la zona intesa come avviamento l&#039;unica legge adeguata è la 215. Per usufruirne, tuttavia, si dovrà avere una compagine societaria composta per la maggioranza numerica e di quote da donne. Negli altri casi, tale tipologia d&#039;investimento non sarà purtroppo finanziabile. Per la ristrutturazione dell&#039;ufficio si potrà utilizzare la legge 488, visto che il credito d&#039;imposta non prevede arredi e corredi, mentre per i portatili della rete l&#039;unica possibilità di finanziamento è quella del credito d&#039;imposta. Per software ed applicazioni internet tutti gli strumenti sono utilizzabili. Inoltre, per specifici investimenti, si può accedere anche ad altri aiuti regionali.

&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;</description>
<author>Il Denaro</author>
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<title>32 vetrine per il sistema-Campania&#039;</title>
<link>http://www.ilportico.it/default.php?cod=Finanziamenti&amp;ID=4761</link>
<description>&lt;div style=&#039;width:100%; margin:0px 0px 0px 0px; padding:0px 0px 0px 0px; overflow:hidden;&#039;&gt;&lt;p style=&#039;display:block; width:auto; float:left;&#039;&gt;Approvato dalla Giunta regionale, su iniziativa degli assessori Gianfranco Alois (Attività produttive) e Teresa Armato (Turismo), il programma di promozione commerciale e turistica dei prodotti campani. Le fiere e le manifestazioni previste, nazionali ed internazionali, sono complessivamente 32. Di queste, 19 saranno organizzate dall&#039;Ente Provinciale del Turismo (Ept), 7 in Italia e 12 all&#039;estero. La Regione parteciperà a queste vetrine del sistema-Campania integrando le azioni a sostegno dei settori produttivi, con gli interventi per la valorizzazione del comparto turistico. «Le iniziative approvate - afferma l&#039;assessore regionale alle Attività produttive, Gianfranco Alois - rappresentano importanti occasioni per la promozione dell&#039;economia e dei settori produttivi campani, puntando su un&#039;azione di sostegno anche del comparto turistico regionale. Il nostro obiettivo, infatti, è realizzare una forte integrazione tra gli eventi commerciali e quelli turistici, per valorizzare tutto il sistema Campania. Si tratta di manifestazioni che saranno, inoltre, realizzate in collaborazione con enti ed organismi che operano nei due comparti, quello dei servizi e quello produttivo, da un lato per intensificare la presenza turistica in Campania e dall&#039;altro per promuovere le imprese locali e l&#039;immagine della Regione sui mercati nazionali ed internazionali». «Il programma delle iniziative di promozione turistica e commerciale - interviene l&#039;assessore regionale al Turismo, Teresa Armato - mira a proporre in Italia e nel mondo un&#039;immagine della Campania come sistema coerente e perfettamente integrato. Da questo punto di vista, due settori come quelli del turismo e delle attività produttive assumono un&#039;importanza strategica. Ecco perché - conclude la Armato - proprio la sinergia tra eventi promozionali turistici e commerciali può rivelarsi il modo più efficace per promuovere l&#039;immagine complessiva della Regione su un mercato internazionale sempre più competitivo ed attento alla qualità delle singole proposte».

&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;</description>
<author>Il Denaro</author>
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<title>Approvato il nuovo regime delle agevolazioni alle Pmi</title>
<link>http://www.ilportico.it/default.php?cod=Finanziamenti&amp;ID=4381</link>
<description>&lt;div style=&#039;width:100%; margin:0px 0px 0px 0px; padding:0px 0px 0px 0px; overflow:hidden;&#039;&gt;&lt;p style=&#039;display:block; width:auto; float:left;&#039;&gt;La principale novità è data dal fatto che sono state unificate le procedure per ottenere gli incentivi previsti dalle leggi 341/95 e 1329/65 &quot;Sabatini&quot;, con la conseguenza che l&#039;imprenditore dovrà presentare un&#039;unica domanda e potrà scegliere tra diverse forme di agevolazione, il credito d&#039;imposta (ottenendo un&#039;agevolazione pari al 40% dell&#039;investimento), il conto capitale (agevolazione del 20%) ed una forma mista (agevolazione pari al 30%).

Un&#039;ulteriore novità è data dalla cumulabilità degli incentivi con la legge Tremonti-bis, con la defiscalizzazione degli oneri per gli occupati e con i contributi concessi sotto forma di garanzia. Verrà data priorità ai progetti che comportano risparmio energetico, l&#039;applicazione di sistemi di certificazione, incremento occupazionale, nonché cambiamento dei prodotti e dei processi.

All&#039;intervento è stato destinato un fondo unico, con un primo stanziamento di 30 milioni di euro, dei quali 20 milioni impegnati sui fondi del POR della Misura 4.2 e 10 milioni sul Bilancio Finanziario regionale. Si attende entro breve termine il provvedimento di apertura del primo bando, al quale seguiranno altri a scadenza semestrale. 

&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;</description>
<author>Il Sole 24 Ore</author>
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<title>Finanziaria, 75 euro per Internet</title>
<link>http://www.ilportico.it/default.php?cod=Finanziamenti&amp;ID=4223</link>
<description>&lt;div style=&#039;width:100%; margin:0px 0px 0px 0px; padding:0px 0px 0px 0px; overflow:hidden;&#039;&gt;&lt;p style=&#039;display:block; width:auto; float:left;&#039;&gt;75 euro: questo l&#039;ammontare del contributo per ogni &quot;persona fisica e giuridica&quot; che decide di dotarsi di una linea a banda larga per la connessione a Internet. Il contributo è valido anche per chi acquista il decoder per la ricezione delle trasmissioni televisive via satellite.

75 euro fino ad un massimo di 31 milioni di euro per il 2003, ovvero, fatte le divisioni, poco più di 410mila utenti. Forse meno, visto che, se si acquista un decoder adatto anche per la futura televisione digitale terrestre, il cui arrivo è previsto per il 2006, il contributo sale a 150 euro.

Quanti saranno, tra i possibili 410mila utenti, quelli che sfrutteranno il contributo previsto dalla Legge Finanziaria per acquistare la connessione a banda larga, ovvero, nella gran parte dei casi, di tipo ADSL, e quanti quelli che, invece, i 75 euro li useranno per la parabola ed il decoder satellitare? Ci si augura che, visto il ruolo strategico che ha la banda larga per lo sviluppo del &quot;Sistema Paese&quot;, considerato anche il quadro europeo, la maggior parte degli utenti deciderà di optare per la banda larga. 

E&#039; quanto auspica anche il ministro delle Comunicazioni, Maurizio Gasparri, che, presentando l&#039;iniziativa, ha commentato: &quot;Per facilitare la diffusione delle nuove tecnologie ed estendere l&#039;uso della banda larga, ho chiesto ed ottenuto l&#039;inserimento nella Legge Finanziaria di queste norma, per tutte le persone fisiche e giuridiche. L&#039;Unione Europea ha indicato per i prossimi anni un obiettivo ambizioso per quanto riguarda la larga banda. Per questo il Ministero delle Comunicazioni ha chiesto il suo inserimento tra le priorità della Legge Obiettivo&quot;.

L&#039;articolo 43 della Legge Finanziaria è interamente dedicato a questo specifico finanziamento, che è valido sia per chi acquista sia per chi noleggia i dispositivi per l&#039;accesso a Internet in banda larga. Testualmente l&#039;articolo 43 recita: &quot;Il contributo viene corrisposto mediante uno sconto di ammontare corrispondente, praticato sull&#039;ammontare previsto nei contratti di abbonamento al servizio di accesso a larga banda a Internet, ovvero nei contratti di abbonamento alla ricezione di programmi radiotelevisivi con accesso condizionato stipulati dopo il primo settembre 2002. Nel caso dell&#039;acquisto, il contributo viene riconosciuto immediatamente sulle prime bollette di pagamento e fino alla concorrenza dello sconto. Nel caso del noleggio, il cui contratto deve avere durata annuale, il contributo viene riconosciuto ripartendo lo sconto sulle bollette del primo anno&quot;.

Si tratta certamente di un segnale significativo da parte del Governo, volto a sostenere la diffusione della banda larga nel Paese. Resta da vedere se questi 31 milioni di euro rappresentano solo la prima &quot;rata&quot; del finanziamento complessivo pari a 1,8 miliardi di euro che Lucio Stanca, ministro per l&#039;Innovazione e le Tecnologie, prevede di investire in questo progetto.

Non è escluso che i 75 euro di incentivo, oltre ad abbattere la soglia di ingresso che ancora frena molti potenziali utenti, contribuiscano a dare slancio al mercato, anche favorendo nuove azioni da parte degli Internet Service Provider, come, ad esempio, il raddoppio dell&#039;incentivo (replicando il modello delle iniziative già adottate dai costruttori di autoveicoli) o il definitivo annullamento dei costi di attivazione.

Va ricordato, infine, che la Finanziaria 2003 prevede anche un finanziamento di 100 milioni di euro (articolo 14 - Disposizioni in materia di innovazione tecnologica) per i progetti di innovazione tecnologica nelle Pubbliche Amministrazioni e nel Paese. I progetti da finanziare e le modalità di funzionamento del Fondo sono di competenza del ministro per l&#039;Innovazione e le Tecnologie, che lavorerà con la collaborazione dei Ministeri della Funzione Pubblica e dell&#039;Economia e delle Finanze.

&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;</description>
<author></author>
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<title>Commercio elettronico, fondi per 7mila Pmi</title>
<link>http://www.ilportico.it/default.php?cod=Finanziamenti&amp;ID=3872</link>
<description>&lt;div style=&#039;width:100%; margin:0px 0px 0px 0px; padding:0px 0px 0px 0px; overflow:hidden;&#039;&gt;&lt;p style=&#039;display:block; width:auto; float:left;&#039;&gt;Grazie ai fondi stanziati dalla legge 388/00, ben 7.027 imprese, riunite in 179 consorzi ed associazioni, possono realizzare portali per lo sviluppo del commercio elettronico. I contributi, pari a 70,3 milioni di euro, sono messi a disposizione dal Ministero delle Attività produttive. Le graduatorie comprendono esclusivamente consorzi ed associazioni di imprese: il bando (che si è chiuso lo scorso 31 marzo) prevedeva, infatti, che il progetto di sviluppo dell&#039;e-commerce fosse presentato da almeno 20 imprese (5 nel caso di imprese dei settori calzaturiero, abbigliamento e tessile) associate o consorziate. Le agevolazioni coprono fino al 60 per cento dei costi previsti dal progetto e consentiranno l&#039;attivazione di investimenti per circa 138 milioni di euro. I fondi disponibili sono stati sufficienti a finanziare tutte le domande che hanno superato l&#039;istruttoria formale. 28 le iniziative complessivamente bocciate. 
&lt;b&gt;Tessile e calzaturiero&lt;/b&gt;
La misura agevolativa, varata dall&#039;articolo 103 della Finanziaria per il 2001, prevede un intervento finanziario complessivo fino al 2003 di 170 milioni di euro. Di questi, 124 sono attribuiti sotto forma di crediti d&#039;imposta e destinati alle piccole e medie imprese in generale, mentre una quota di contributi in conto capitale di 46 milioni di euro è riservata alle aziende dei settori tessile, abbigliamento e calzaturiero. A questi tre comparti appartengono 44 delle iniziative finanziate, che coinvolgono complessivamente 792 aziende e che prevedono contributi per 16,9 milioni di euro ed investimenti per 29,1 milioni di euro. Agli altri settori fanno riferimento 135 progetti, che interessano 6.235 imprese e che prevedono crediti d&#039;imposta per 53,4 milioni di euro ed investimenti da attivare per 108,8 milioni di euro. Le graduatorie pubblicate dal Ministero delle Attività produttive indicano, al momento, solo l&#039;importo dell&#039;agevolazione concessa al consorzio o all&#039;associazione di imprese. Con un successivo provvedimento, il dicastero guidato da Antonio Marzano comunicherà a ciascuna singola azienda l&#039;esatto ammontare del credito d&#039;imposta ad essa spettante. Sempre restando nel campo degli incentivi per l&#039;adeguamento alle nuove tecnologie informatiche e telematiche, per un bando che si chiude un altro è in arrivo. 
&lt;b&gt;Al via un&#039;altra opportunità&lt;/b&gt;
E&#039; di prossima attivazione, infatti, il fondo per l&#039;informatizzazione delle piccole e medie imprese commerciali, che prevede un contributo massimo di 1.050 euro per l&#039;acquisto di ogni apparecchio informatico. Il finanziamento potrà essere richiesto dalle piccole e medie imprese classificate come «commerciali» ai sensi del decreto legislativo n. 114/98, vale a dire: 
- le piccole e medie imprese esercenti attività di commercio all&#039;ingrosso (nella forma di commercio interno, importazione o esportazione); 
- le piccole e medie imprese esercenti attività di commercio al dettaglio su aree private in sede fissa o mediante altre forme di distribuzione, direttamente al consumatore finale; 
- gli esercizi di vicinato, ovvero quelli aventi superficie di vendita non superiore a 150 metri quadri nei Comuni con popolazione residente inferiore a 10mila abitanti ed a 250 metri quadri nei Comuni con popolazione residente superiore a 10mila abitanti; 
- medie strutture di vendita, ovvero esercizi aventi superficie superiore ai limiti di cui al punto «d» e fino a 1.500 metri quadri nei Comuni con popolazione residente inferiore a 10mila abitanti ed a 2.500 metri quadri nei Comuni con popolazione residente superiore a 10mila abitanti; 
- altre forme speciali di vendita al dettaglio (per esempio, la vendita per corrispondenza o tramite televisione o altri sistemi di comunicazione). 
Rientrano fra i destinatari degli incentivi anche i punti vendita esclusivi di quotidiani e periodici ed i punti vendita non esclusivi (ovvero quelli che, in aggiunta ad altre merci, sono autorizzati alla vendita di quotidiani ovvero periodici). Sono escluse, invece, le rivendite di carburanti e oli minerali, generi di monopolio, farmacie, produttori agricoli, associazioni dei produttori ortofrutticoli ed artigiani iscritti all&#039;albo di cui alla legge n. 443/85 per la vendita dei beni di propria produzione, pescatori e loro cooperative. Il finanziamento previsto è pari al 40 per cento del costo ammissibile dei beni, copre gli acquisti diretti e quelli effettuati mediante vendita con riserva e leasing. I beni acquistati devono essere di nuova fabbricazione ed installati e localizzati nell&#039;unità indicata nella domanda di finanziamento, almeno per i tre anni successivi alla data di concessione del finanziamento. Sono inclusi nelle agevolazioni i costi di acquisto al netto di Iva, trasporto ed imballaggio di apparecchi innovativi. I beni acquistati con i contributi dovranno, inoltre, essere iscritti tra le immobilizzazioni di bilancio dell&#039;impresa, eccetto che per i beni acquistati in locazione finanziaria. La domanda per la richiesta delle agevolazioni, che non coprono le spese antecedenti alla data della richiesta, deve essere presentata a mezzo raccomandata alla Camera di Commercio della provincia in cui è ubicata la sede legale dell&#039;impresa richiedente, utilizzando la modulistica standard approvata con decreto del Ministero.

&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;</description>
<author>Il Denaro</author>
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<title>Legge 598, a breve il via alle domande</title>
<link>http://www.ilportico.it/default.php?cod=Finanziamenti&amp;ID=3871</link>
<description>&lt;div style=&#039;width:100%; margin:0px 0px 0px 0px; padding:0px 0px 0px 0px; overflow:hidden;&#039;&gt;&lt;p style=&#039;display:block; width:auto; float:left;&#039;&gt;Scatterà a settembre il via libera alle richieste di contributi previsti dalla legge 598/94, che mette a disposizione agevolazioni finanziarie per progetti di ricerca industriale e sviluppo precompetitivo nelle piccole e medie imprese industriali ed in quelle artigiane di produzione. La Giunta regionale, su iniziativa dell&#039;assessore all&#039;Innovazione ed alla Ricerca Scientifica, Luigi Nicolais, in collaborazione con l&#039;assessore alle Attività produttive, Gianfranco Alois, ha approvato, infatti, il regolamento di attuazione della legge e, dopo la pubblicazione del provvedimento sul Burc (prevista entro la fine di agosto), sarà possibile presentare le prime domande di incentivi. Il documento stabilisce le modalità da seguire per poter accedere ai finanziamenti. La legge può contare al momento, in Campania, su una dotazione iniziale di 5,5 milioni di euro all&#039;anno fino al 2004, stanziati dal Fondo regionale per l&#039;innovazione tecnologica (Fit). «Le disponibilità finanziarie - spiega Nicolais - potrebbero, però, presto aumentare in maniera consistente se l&#039;Unione europea darà parere favorevole all&#039;utilizzo delle risorse stanziate per la misura 3.17 del Por. Per guadagnare tempo - continua Nicolais - abbiamo già inviato una formale richiesta in tal senso a Bruxelles ed attivato il Fondo per l&#039;innovazione». Secondo il regolamento, potranno accedere ai contributi tre categorie di soggetti: i consorzi costituiti da piccole e medie imprese (secondo la definizione comunitaria), che esercitano attività industriale diretta alla produzione di beni e servizi, o da imprese artigiane di produzione; le piccole e medie imprese industriali di produzione di beni e servizi; le imprese artigiane di produzione, anche in forma singola e non consorziata, a patto, però, che realizzino il progetto di ricerca in collaborazione con centri pubblici di ricerca e trasferimento tecnologico, iscritti all&#039;albo del Miur o all&#039;albo regionale. Il contributo, a fondo perduto, deve essere destinato ad iniziative non ancora avviate alla data della domanda ed essere compreso fra i 300.000 e 1,8 milioni di euro. La copertura dei costi, grazie alle risorse comunitarie e regionali, può arrivare fino al 45 per cento delle spese sostenute per le attività di sviluppo precompetitivo e fino al 60 per cento per quelle di ricerca industriale. In alcuni casi, i criteri di premialità possono far aumentare questa soglia fino al 70 per cento. I contributi possono coprire, fra gli altri, a patto che le spese siano direttamente destinate all&#039;attività di ricerca finanziata, i costi sostenuti per personale dipendente di ricerca, costo delle attrezzature, acquisto di beni immateriali e prestazioni di terzi. Finanziate anche, entro il 60 per cento del costo del personale, le spese generali. Gli incentivi sono assegnati «a sportello»: non sono previste, cioè, graduatorie. Agli imprenditori basterà presentare una richiesta di finanziamento secondo le modalità previste del bando e, fino a concorrenza dei fondi disponibili, l&#039;assegnazione dell&#039;incentivo sarà automatica. Per non correre, dunque, il rischio di vedere esauriti i fondi, è importante affrettarsi nella presentazione delle richieste di contributo una volta che a settembre saranno aperti i termini. La valutazione di regolarità delle domande sarà effettuata da esperti scelti all&#039;interno dell&#039;Albo nazionale accreditato dal Miur, il Ministero dell&#039;Istruzione, dell&#039;Università e della Ricerca scientifica. «Con l&#039;approvazione di questo provvedimento - afferma Alois - diamo un forte segnale di sostegno alle imprese che vogliono realizzare interventi a favore dell&#039;innovazione produttiva. Infatti, un&#039;offerta basata sulla qualità, piuttosto che sulla quantità, è un fattore di crescita fondamentale per le aziende». 

&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;</description>
<author>Il Denaro</author>
</item>
<item>
<title>In arrivo i sostegni alle telecomunicazioni</title>
<link>http://www.ilportico.it/default.php?cod=Finanziamenti&amp;ID=3870</link>
<description>&lt;div style=&#039;width:100%; margin:0px 0px 0px 0px; padding:0px 0px 0px 0px; overflow:hidden;&#039;&gt;&lt;p style=&#039;display:block; width:auto; float:left;&#039;&gt;Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Comunità europea n. 128/2002 dell&#039;invito a presentare proposte, è operativo il programma Ten-Telecom per i contributi alle imprese operanti nel settore della comunicazione. L&#039;invito fissa i contenuti ed i termini di scadenza della presentazione delle domande. Il Programma, istituito con la decisione 1336/97/Ce, pubblicata nella Guce L183/97, ha lo scopo di realizzare progetti di interesse comune in materia di applicazioni, servizi generici e reti di telecomunicazione transeuropee, al fine di agevolare le transazioni verso la società dell&#039;informazione, migliorare la competitività delle imprese europee e rafforzare il mercato unico, consolidare la coesione economica e sociale e stimolare nuove attività generatrici di occupazione. Indicativamente, il bilancio comunitario stanzia per il 2002 circa 12 milioni di euro. 
&lt;b&gt;Destinatari&lt;/b&gt;
Possono partecipare tutte le persone giuridiche, pubbliche e private, ed i consorzi operanti nel settore delle telecomunicazioni. Sono finanziabili progetti relativi a:
- servizi generici transeuropei di telecomunicazioni;
- reti di telecomunicazione transeuropee per l&#039;istruzione e la formazione;
- reti di telecomunicazione transeuropee per l&#039;accesso al patrimonio culturale europeo;
- applicazioni e servizi transeuropei di telecomunicazione per le piccole e medie imprese;
- reti di telecomunicazione transeuropee per il trasporto e la mobilità;
- reti di telecomunicazione transeuropee per la gestione dell&#039;ambiente e delle situazioni di emergenza;
- reti di telecomunicazione transeuropee per la sanità;
- reti transeuropee di formazione urbana e regionale.
&lt;b&gt;Finanziamenti&lt;/b&gt;
La modalità di intervento dipende dalla fase di realizzazione in cui si trova il progetto presentato. Il contributo comunitario assume la forma di:
- contributi a fondo perduto, fino ad un massimo del 50 per cento dei costi totali del progetto, nella fase preparatoria;
- fase di realizzazione, con contributo a fondo perduto fino al 10 per cento dell&#039;investimento totale del progetto.
Sono, inoltre, finanziabili azioni di sostegno (ad esempio, seminari, conferenze, missioni di valutazione, ecc.), con contributi a fondo perduto fino al 100 per cento dei costi ammissibili. E&#039; bene precisare che, per essere considerati ammissibili, i progetti dovranno essere cofinanziati da una struttura pubblica.
&lt;b&gt;Spese ammissibili&lt;/b&gt;
Sono ammissibili: spese per l&#039;organizzazione di seminari, personale destinato al progetto, spese generali ed amministrative, materiale di consumo, studi di mercato, acquisto di attrezzature strettamente necessarie all&#039;attivazione del progetto, software, ecc.
&lt;b&gt;Procedura&lt;/b&gt;
Per la richiesta dei contributi dovranno essere utilizzati gli appositi formulari, attualmente in fase di preparazione, ma di imminente pubblicazione. Il tutto va inoltrato alla Commissione europea, rispettando il termine di scadenza del 2 settembre 2002 indicato nell&#039;invito. Infine, per quanto riguarda la pianificazione del progetto, è necessario avere particolare cura nel definire in modo chiaro le diverse fasi del progetto e nel coinvolgere i partner che appaiono più idonei alla luce dell&#039;attività proposta. 

&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;</description>
<author>Il Denaro</author>
</item>
<item>
<title>Fondi europei per la tutela dell&#039;ambiente</title>
<link>http://www.ilportico.it/default.php?cod=Finanziamenti&amp;ID=3869</link>
<description>&lt;div style=&#039;width:100%; margin:0px 0px 0px 0px; padding:0px 0px 0px 0px; overflow:hidden;&#039;&gt;&lt;p style=&#039;display:block; width:auto; float:left;&#039;&gt;Sono quattro le opportunità di finanziamento ancora in corso nell&#039;ambito del programma comunitario Life, che incentiva la tutela ambientale. Le domande di contributo devono essere presentate, in funzione della singola misura, fra settembre e novembre. Con la Gazzetta Ufficiale della Comunità europea (Guce) serie C numero 172/02, Bruxelles invita a presentare proposte per due delle misure della selezione Life 2003, vale a dire Life-Ambiente e Life-Paesi Terzi. 
&lt;b&gt;Life-Ambiente&lt;/b&gt;
Nell&#039;ambito di Life-Ambiente sono considerati ammissibili progetti di dimostrazione che, oltre a contribuire allo sviluppo di tecniche e metodi innovativi e della politica comunitaria dell&#039;ambiente, devono riguardare almeno uno dei seguenti aspetti:
- valorizzazione della considerazione dell&#039;ambiente nella pianificazione e nella salvaguardia del territorio, incluse le zone urbane e costiere;
- promozione della gestione sostenibile delle acque freatiche e di superficie;
- riduzione al minimo dell&#039;impatto ambientale delle attività economiche, in particolare mediante lo sviluppo di tecnologie pulite e ponendo l&#039;accento sulla prevenzione, compresa la riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra;
- prevenzione, riutilizzazione, recupero e riciclo dei rifiuti di tutti i tipi e gestione razionale del flusso di rifiuti;
- riduzione dell&#039;impatto ambientale dei prodotti mediante una strategia integrata agli stadi della produzione, della distribuzione, del consumo e del trattamento al termine del loro ciclo di vita, compreso lo sviluppo di prodotti rispettosi dell&#039;ambiente.
Possono concorrere a finanziamento le persone fisiche o giuridiche con sede nell&#039;Unione europea. I progetti vanno presentati entro il prossimo 30 novembre. Ulteriori informazioni per Life-Ambiente possono essere ottenute presso le autorità nazionali, gli Euro Info Centres o la Commissione europea al numero di fax 0032-2-296.95.56.
&lt;b&gt;Life-Paesi terzi&lt;/b&gt;
Per la misura Life-Paesi terzi, invece, possono essere presentati progetti di assistenza tecnica che contribuiscano allo sviluppo delle capacità e delle strutture amministrative necessarie in campo ambientale e programmi d&#039;azione in Paesi terzi che si affacciano sul Mediterraneo e sul Mar Baltico. Oltre ai Paesi che fanno parte dell&#039;Unione europea, sono ammessi a partecipare le seguenti nazioni: Albania, Algeria, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Cipro, Egitto, Israele, Giordania, Libano, Malta, Marocco, Cisgiordania e Gaza, Siria, Tunisia, Turchia e la zona costiera baltica della Russia. Anche per Life-Paesi terzi la scadenza del bando è fissata al prossimo 30 novembre. Ulteriori informazioni possono essere ottenute presso la Commissione europea al numero di fax 0032-2-296.95.56. Il riferimento presso il Ministero dell&#039;Ambiente è Simonetta Pulicati, via Cristoforo Colombo 44, 00147 - Roma (fax: 06 5722.5990; e-mail: life.ambiente@svs.minambiente.it).
&lt;b&gt;Life-Natura&lt;/b&gt;
Un altro bando relativo al programma comunitario Life, questa volta per la misura Natura, è pubblicato sulla Guce serie C 146 del 2002. Sono finanziati progetti finalizzati alla conservazione degli habitat naturali e della fauna e flora selvatica di interesse internazionale. La scadenza del bando è prevista per il prossimo 31 ottobre. La modulistica e le informazioni necessarie per la presentazione delle domande sono disponibili sul sito internet della Commissione europea, all&#039;indirizzo www.europa.eu.int/comm/life/home.htm, oppure possono essere richieste alle autorità nazionali competenti. Ogni progetto dovrà essere trasmesso, in quattro copie, all&#039;autorità nazionale competente, che per l&#039;Italia è il Ministero dell&#039;Ambiente e Tutela del territorio, Direzione Conservazione della Natura, Divisione II, Progetti Life-Nature, via Capitan Bavastro,174, 00154 - Roma (fax: 06 5722.8277; posta elettronica: scn-natura2000@minambiente.it).
&lt;b&gt;Starter e Co-op&lt;/b&gt;
Entro il prossimo 13 settembre possono, infine, essere presentate proposte per le misure di accompagnamento al programma Life-Natura «Starter» e «Co-op». La Commissione, oltre a cofinanziare una decina di progetti Starter e cinque Co-op, intende rinforzare il dialogo e la concertazione tra i soggetti politici, amministrativi, scientifici ed economici del settore. L&#039;obiettivo finale è consentire una migliore coabitazione a livello nazionale e comunitario, oltre che locale e regionale, tra professioni, comunità e attività concorrenti.
&lt;b&gt;Cinque aree d&#039;intervento&lt;/b&gt;
Le proposte per progetti, azioni pilota e scambi di esperienze dovranno riguardare i seguenti aspetti tematici:
- diversificazione socioeconomica delle zone che dipendono dalla pesca;
- valorizzazione dei prodotti della pesca e dell&#039;acqualcoltura; 
- il miglioramento dell&#039;immagine dei settori pesca ed acquacoltura;
- la formazione professionale e continua per tutte le professioni del settore, in particolare in materia di sicurezza del mare;
- la valorizzazione del ruolo delle donne nel settore della pesca. 
Lo stanziamento previsto per il 2002 è di circa 600.000 euro. I contributi massimi concessi per progetto sono, in base al principio del cofinanziamento, di 150.000 euro, con una percentuale comunitaria del 50 per cento per progetti pilota presentati da imprese industriali e commerciali e del 75 per cento per progetti di creazione di reti e scambi di esperienze presentati da organismi pubblici o da associazioni. Ulteriori informazioni possono essere scaricate attraverso il sito internet dell&#039;Unione europea, raggiungibile all&#039;indirizzo http://europa.eu.int/comm/life/nature/index.htm oppure possono essere richieste alla Commissione europea, riferimento: Bruno Julien, Dg Env Di - Ufficio: Bu-9 2/1, B-1049, Bruxelles (fax (32-2) 296 9556). 

&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;</description>
<author>Il Denaro</author>
</item>
<item>
<title>Due bandi dell&#039;Unione europea per i giovani</title>
<link>http://www.ilportico.it/default.php?cod=Finanziamenti&amp;ID=3868</link>
<description>&lt;div style=&#039;width:100%; margin:0px 0px 0px 0px; padding:0px 0px 0px 0px; overflow:hidden;&#039;&gt;&lt;p style=&#039;display:block; width:auto; float:left;&#039;&gt;L&#039;Unione europea, attraverso il programma Gioventù ed il bando pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Comunità europea (Guce) C115/2002, mette a disposizione contributi per iniziative sui temi della cooperazione, formazione, informazione ed istruzione. L&#039;obiettivo è incentivare i giovani, attraverso il loro inserimento in scambi transnazionali, a realizzare progetti europei su larga scala, basati su metodi di lavoro interculturali e sull&#039;istruzione non formale in un contesto europeo. Entro il 1° ottobre 2002 potranno presentare le proposte organizzazioni appartenenti agli Stati membri dell&#039;Ue ed ai Paesi Efta. E&#039; possibile richiedere ulteriori informazioni all&#039;Agenzia Nazionale Italiana Gioventù, via Fornovo 8 - Palazzo AI, 00192 Roma (tel: 06 3675.4439; fax: 06 3675.4354) o scaricarle dai siti: http://www.gioventu.it e http://europa.eu.int/comm/education/youth/youthprogram.html. Sempre riferito ai temi della cultura e della gioventù è un altro bando, pubblicato sulla Guce C210/2000, che prevede agevolazioni per prestazioni di servizi nei settori: istruzione, formazione professionale, politica dell&#039;audiovisivo, cultura, sport, cittadinanza e gioventù. Possono richiedere i finanziamenti tutte le persone fisiche o giuridiche con sede nell&#039;Unione europea, purché dimostrino di avere una comprovata esperienza nel settore o nei settori di attività prescelti. Il termine ultimo per la presentazione delle domande è fissato per il 31 gennaio 2003. Le proposte dovranno essere inviate alla Commissione europea, Direzione generale Istruzione e Cultura (Dg Eac), all&#039;indirizzo: Unità E2, rue de la Loi/Wetstraat 200, B-1049, Bruxelles. Chi è interessato ad avere ulteriori informazioni può consultare il sito internet dell&#039;Unione europea, all&#039;indirizzo http://europa.eu.int.

&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;</description>
<author>Il Denaro</author>
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<title>Fondi ai consorzi, al via il nuovo bando</title>
<link>http://www.ilportico.it/default.php?cod=Finanziamenti&amp;ID=3539</link>
<description>&lt;div style=&#039;width:100%; margin:0px 0px 0px 0px; padding:0px 0px 0px 0px; overflow:hidden;&#039;&gt;&lt;p style=&#039;display:block; width:auto; float:left;&#039;&gt;Fondi per i consorzi turistici e commerciali della Campania: è stato riaperto il bando regionale di attuazione della legge 549/95. Grazie ad una disponibilità di 1,892 milioni di euro, sarà possibile presentare nuove richieste di finanziamento entro il prossimo 30 settembre. La Giunta regionale ha approvato le graduatorie relative alla prima tornata del programma, varato su iniziativa dell&#039;assessore alle Attività produttive, Gianfranco Alois. Sono stati finanziati 10 consorzi, costituiti complessivamente da 56 imprese. Grazie a questo stanziamento, saranno realizzati investimenti per 17 milioni di euro ed attivati 312 nuovi posti di lavoro. Le richieste di finanziamento relative al nuovo bando potranno essere presentate secondo le stesse modalità previste lo scorso anno dal bando pubblicato sul Burc del 29 ottobre 2001. Vediamole in dettaglio.
&lt;b&gt;Dove investire&lt;/b&gt;
Potranno accedere ai contributi i consorzi e le società consortili operanti nei settori commercio e turismo che vogliono realizzare investimenti in cinque zone specifiche della Campania: Campi Flegrei; Sistema Matese; Vallo di Diano; Monti Picentini; Litorale Domitio. In particolare, tutte le sedi operative della struttura consortile, del consorzio e degli altri soggetti beneficiari aderenti che richiederanno il contributo dovranno avere sede nei circa 70 Comuni ammessi alle agevolazioni dalla Regione Campania. 
&lt;b&gt;Chi può avere i fondi&lt;/b&gt;
I contributi previsti dal bando regionale sono destinati ai consorzi ed alle società consortili costituiti da almeno cinque Pmi, ciascuna delle quali non deve avere più del 20 per cento del fondo consortile o del capitale sociale. Possono richiedere i fondi, in particolare, le Pmi che: esercitano attività commerciale all&#039;ingrosso ed al dettaglio o di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, comprese le cooperative di consumo, inclusa l&#039;attività di commercio all&#039;ingrosso, con alcune limitazioni; sono già ammesse ai benefici della legge 488-turismo in Campania (alberghi, motel, villaggi-albergo, residenze turistico-alberghiere, campeggi, villaggi turistici e così via, secondo la legge n. 217/83); esercitano ulteriori attività ammissibili alla legge 488-turismo individuate a livello regionale; consorzi e società consortili costituite da Pmi commerciali, turistiche o di servizi; organismi costituiti prevalentemente da imprese commerciali e turistiche che gestiscono servizi comuni per gli associati; Pmi associate che si impegnano a costituirsi in consorzio o società consortili in caso di aggiudicazione di contributi, entro trenta giorni dall&#039;ammissione ai benefici. 
&lt;b&gt;Le finalità e le limitazioni&lt;/b&gt;
Gli investimenti devono puntare alla riqualificazione delle attività commerciali e turistiche campane mediante un&#039;azione combinata intersettoriale, sia sulle strutture che sui servizi. Saranno ammesse a contributo a fondo perduto le spese per specifici beni immateriali (fino al 40 per cento dell&#039;importo) e materiali, fino al 60 per cento. Sono considerate ammissibili a contributo solo le spese effettuate dopo la presentazione della domanda. I costi rimborsabili potranno riguardare anche interventi relativi a singoli consorziati, purché integrati tra loro secondo una logica di sviluppo comune evidenziata nel business plan (come, ad esempio, il recupero degli immobili commerciali e turistici di un intero borgo). Le spese ammissibili riferite al consorzio o alla società consortile dovranno comunque superare il 50 per cento dell&#039;investimento complessivo. La quota residuale dovrà essere ripartita tra i consorziati o i soci della società consortile in proporzione alla propria loro quota di partecipazione. I progetti dovranno essere realizzati entro due anni dall&#039;accettazione del contributo, prevedere un investimento minimo di 516.000 euro, nonché un contributo massimo in conto capitale di 1.032.000 euro. La struttura consortile che richiede il finanziamento dovrà garantire un apporto di mezzi propri di almeno il 25 per cento dell&#039;investimento complessivo del programma. 
&lt;b&gt;L&#039;istruttoria&lt;/b&gt;
Così come nel primo bando, anche in quest&#039;occasione la selezione dei progetti sarà completata entro sessanta giorni dalla scadenza dei termini di presentazione delle domande. I criteri per l&#039;attribuzione dei punteggi sono otto: grado d&#039;innovazione tecnologica del progetto; redditività del capitale investito a seguito dell&#039;investimento; migliore margine di struttura finanziaria-patrimoniale dopo l&#039;investimento; impatto occupazionale determinato dall&#039;investimento; grado di efficienza della spesa; impatto ambientale; grado d&#039;interrelazione con l&#039;ambiente locale; capacità di recupero del degrado urbano e rurale. Il punteggio per la formazione della graduatoria sarà ottenuto dalla media dei punteggi dei partecipanti alla struttura consortile, ponderata con le quote di partecipazione. È previsto un acconto del 50 per cento del contributo erogabile dopo la dichiarazione di avvenuto inizio dei lavori, previa presentazione di idonea garanzia fidejussoria, assicurativa o bancaria, da svincolare al saldo. 
&lt;b&gt;LE SPESE AMMISSIBILI
Beni immateriali&lt;/b&gt;
- Studio e progettazione dell&#039;iniziativa (entro 10 per cento della spesa complessiva ammissibile);
- Acquisizione di consulenza professionale utile alla realizzazione del progetto (ad esempio, il sistema di qualità aziendale Iso 9000-Vision 2000; il sistema di qualità ambientale Iso 14001-regolamento Emas; azioni di commercio elettronico) entro il limite massimo di lire 1.200.000 giorni/uomo e, comunque, per non più del 10 per cento della spesa ammessa;
- Realizzazione di piani di marketing, promozione di loghi distintivi, poli o pacchetti che valorizzino le risorse economiche, anche in termini di produzione artigianali, e le risorse ambientali e culturali locali (tali spese sono ammissibili solo se sostenute dalla struttura consortile).
&lt;b&gt;Beni materiali&lt;/b&gt;
- Opere murarie per recupero, ampliamento, completamento, trasformazione (anche con cambio di destinazione), ristrutturazione, ammodernamento (anche in adeguamento alle vigenti normative nazionali e comunitarie), riattivazione di immobili da destinare ad attività commerciali, turistiche e di servizi o già adibiti a tale attività;
- Acquisizione di attrezzature ed impianti nuovi di fabbrica;
- Spese relative ad interventi atti a riqualificare il contesto territoriale nel quale l&#039;iniziativa si inserisce nel pieno rispetto delle normative vigenti. 

&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;</description>
<author>Il Denaro</author>
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<title>Leader+&#039; e Por Campania a sostegno delle imprese agricole</title>
<link>http://www.ilportico.it/default.php?cod=Finanziamenti&amp;ID=3538</link>
<description>&lt;div style=&#039;width:100%; margin:0px 0px 0px 0px; padding:0px 0px 0px 0px; overflow:hidden;&#039;&gt;&lt;p style=&#039;display:block; width:auto; float:left;&#039;&gt;Due importanti novità per i finanziamenti alle imprese del settore agricolo in Campania: la Giunta regionale ha approvato il bando di attuazione del programma «Leader+», strumento comunitario di finanziamento nel campo dello sviluppo rurale. Sono stati, inoltre, assegnati finanziamenti dalle misure 4.11, 4.12, 4.13 e 4.14 del Por Campania per 400 milioni di euro. Il bando «Leader+» riguarda solo una parte del totale degli interventi previsti, precisamente quelli rivolti ai Gal, Gruppi di azione locale. I Gal dovranno, quindi, definire, a livello territoriale, i cosiddetti Piani di sviluppo locale, che propongono le diverse azioni pilota di sviluppo integrato sul territorio. La spesa complessiva prevista ammonta a circa 34 milioni di euro, suddivisi tra sette macroaree, che beneficeranno di un budget di 4,5 milioni di euro ciascuna. Le zone finanziate dal programma coincidono quasi totalmente con i confini territoriali delle comunità montane. I fondi del programma «Leader+» sono destinati espressamente al finanziamento di strategie integrate, originali e di elevata qualità per lo sviluppo sostenibile del territorio, che affiancano e potenziano le azioni già previste dal Piano di sviluppo rurale, e soprattutto, quelle contemplate dal Por Campania.
&lt;b&gt;Bandi a scadenza «aperta»&lt;/b&gt;
Per quanto riguarda, invece, il programma di conferimento dei finanziamenti Por, il presidente della Giunta regionale della Campania, Antonio Bassolino, ha annunciato che sono già stati tutti assegnati dalle misure 4.11, 4.12, 4.13 e 4.14 del Por Campania i circa 400 milioni di euro stanziati per il rilancio dell&#039;agricoltura. 
&lt;b&gt;Elementi innovativi&lt;/b&gt;
La Regione ha esaminato in dieci mesi 4.793 progetti, ammettendone ai finanziamenti 2.829. Il presidente Bassolino non nasconde la propria soddisfazione per l&#039;ottimo risultato raggiunto: «Merito degli elementi di forte innovazione che abbiamo introdotto: una capillare campagna di comunicazione, l&#039;adozione di bandi a scadenza aperta, il decentramento amministrativo, ottenuto coinvolgendo le province, e l&#039;adozione di parametri di valutazione automatici». Anche l&#039;assessore regionale all&#039;Agricoltura, Vincenzo Aita, si mostra soddisfatto: «In soli dieci mesi abbiamo investito una somma pari a quella impiegata nei sei anni precedenti con i Pop». 
&lt;b&gt;Manovra di bilancio&lt;/b&gt;
L&#039;assessore Aita prevede di poter impiegare, grazie alla manovra di bilancio in atto, ulteriori risorse per l&#039;anno in corso. L&#039;esecutivo regionale ha manifestato, infatti, l&#039;intenzione di voler mettere mano al potenziamento delle infrastrutture, a cominciare dalla rete viaria, ed alla valorizzazione di settori in cui c&#039;è ancora molto da fare, come l&#039;agriturismo e l&#039;accoglienza. 
&lt;b&gt;Priorità regionale&lt;/b&gt;
Il settore agricolo rimarrà una priorità dell&#039;azione politica regionale. «Vogliamo - afferma Bassolino - che gli oltre diecimila addetti ed operatori del settore in Campania, tra diretti ed indiretti, siano parte di un grande processo di crescita economica, civile e culturale della Regione e dell&#039;intero Mezzogiorno». 
&lt;b&gt;Schema di sviluppo&lt;/b&gt;
Riconoscimenti all&#039;operato dell&#039;Amministrazione regionale sono arrivati dalla Direzione del servizio per le Politiche dei fondi strutturali del Ministero dell&#039;Economia, che sta valutando di esportare il «modello campano», che può rappresentare uno schema di sviluppo per i suoi aspetti procedurali. 

&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;</description>
<author>Il Denaro</author>
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