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Palazzo di Citta' - 19.07.2012
Boom di firme, “Forza Cava” appoggia il “Referendum contro la casta”
Nella sola serata di ieri circa 500 cittadini cavesi hanno firmato a favore del “Referendum contro la casta” presso il gazebo allestito in Piazza Duomo dal gruppo consiliare “Forza Cava”. La raccolta di firme proseguirà domani sera. «E’ iniziata la rivoluzione “gentile” del popolo nei confronti di chi governa. La gente è stanca della politica e ritiene che in un momento buio non devono esistere privilegi per pochi prescelti e sacrifici per gli altri»...
Il Gruppo Consiliare “Forza Cava” esprime la più viva soddisfazione per il successo dell’iniziativa della raccolta delle firme necessarie al raggiungimento del quorum per l’ammissibilità del referendum popolare per l’abrogazione parziale della legge sulle indennità dei parlamentari.
Solo nella serata di ieri, dalle 19.00 alle 20.00, presso il gazebo di Piazza Duomo allestito da “Forza Cava”, avevano già firmato 500 cittadini cavesi, a testimonianza di un clima di avversione della gente nei confronti della cosiddetta casta. La raccolta di firme proseguirà venerdì sera, dalle 19.00 alle 23.00.
La gente è stanca della politica e ritiene che in un momento buio, sul piano economico e sociale, non devono esistere privilegi per pochi prescelti e sacrifici per gli altri. E’ iniziata una vera e propria rivoluzione “culturale”, o meglio, come da alcuni battezzata, rivoluzione “gentile”, del popolo nei confronti di chi governa.
Il Gruppo “Forza Cava”, con risorse proprie autofinanziandosi, oltre ad essere vicino al popolo, ha inteso anche rendere un servizio alla città, atteso che l’Ufficio Elettorale del Comune di Cava ha esaurito i moduli per le sottoscrizioni e ciò ha impedito ai nostri concittadini di esercitare un loro diritto costituzionalmente garantito.
Siamo convinti dell’importanza dell’iniziativa referendaria, che consentirà allo Stato italiano di risparmiare la cifra di 42 milioni di euro l’anno, circa 210 milioni di euro per tutto il mandato parlamentare di cinque anni. Abrogando l’art. 2 della legge 1965/1261 si elimina la diaria, ossia il rimborso spese per il soggiorno a Roma, che ammonta a 3.500 euro mensili per ogni parlamentare.
La cosa che dispiace è che nessuno ne parla né a livello locale né nazionale e questa è una vergogna in un Paese civile e democratico come l’Italia.
Gruppo Consiliare “Forza Cava”
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