In forma(ti) con Marianna - 26.04.2012

Il rapporto vita/fianchi

Attenzione al grasso addominale, che “favorisce” il diabete e l’ipertensione arteriosa ed aumenta il rischio di malattie cardiocircolatorie. Il passo successivo sarà il deposito di grasso nelle pareti interne delle arterie, con restringimenti vascolari molto pericolosi per la salute. E’ importante, dunque, tenere d’occhio il rapporto fra la circonferenza della pancia e quella dei fianchi, che deve essere inferiore a 0.95 negli uomini ed a 0.80 nelle donne...


Quando la panza non è creanza. “Chi tiene panza tiene creanza!” oppure “Panza è sostanza!”: quante volte lo avete sentito dire? Io un po’ troppe, a dire il vero. Al di là della simpatia che questi modi di dire suscitano, soprattutto associati alle persone da cui provengono, col grasso che si accumula in regione addominale c’è poco da scherzare.

Uno dei parametri che ci dice dove si accumula il grasso è il rapporto fra pancia e vita o WHR. Perché è importante monitorare il rapporto fra pancia e vita? Con il rapporto tra pancia (vita) ed anche (fianchi) - o anche Rapporto vita/fianchi, in inglese Waist-Hip Ratio (WHR) - si indica il rapporto fra la circonferenza della pancia e quella delle anche. Negli uomini il risultato di questo rapporto deve essere inferiore a 0.95, per le donne inferiore a 0.8.

Sapere dove sono prevalentemente situati i depositi adiposi è importante, perché per quanto riguarda il rischio cardiovascolare è più pericoloso il sito in cui si depositano i grassi rispetto al sovrappeso in quanto tale. L’adiposità del tronco (sovrappeso concentrato nella zona della pancia, pancia grossa o tipo mela o androide, poiché particolarmente diffuso fra i maschi) indica un rischio molto più elevato per le malattie cardiocircolatorie.

I depositi adiposi nella regione addominale e sugli organi interni sono particolarmente svantaggiosi, poiché questo grasso all’interno della pancia (chiamato grasso viscerale) è molto attivo metabolicamente ed ha un’altra composizione rispetto al grasso nella regione glutea, delle anche o delle cosce, che ritroviamo nel cosiddetto tipo pera o ginoide, poiché conformazione particolarmente diffusa fra le donne.

In particolare, il grasso che si accumula addominalmente produce molti acidi grassi che nel fegato vengono trasformati in altri grassi che aumentano il rischio di malattie secondarie. Possono presentarsi diabete ed ipertensione arteriosa, ma soprattutto si trasforma negativamente il tasso dei lipidi nel sangue. In pratica, il colesterolo “cattivo” LDL aumenta e contemporaneamente si riduce il colesterolo “buono” HDL, quello vasoprotettivo.

Il passo successivo sarà il deposito di grasso nelle pareti interne delle arterie, che causerà un restringimento vascolare ed il trasporto agli organi delle sostanze nutritive e dell’ossigeno sarà ridotto. Da qui a serissime preoccupazioni per la nostra vita il passo è brevissimo.

Per cui attenzione al grasso addominale! Anche se, che voi siate “mele” o siate “pere”, nulla vi esime dal volervi più bene, facendo più attenzione a con cosa e come vi nutrite.

Dott.ssa Marianna Borriello, Biochimico Nutrizionista

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