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In forma(ti) con Marianna - 25.03.2013
Pasqua, consigli a tavola
Assaggiare un po’ di tutto, ma in quantità limitate. Mettere nel piatto varie pietanze, ma in piccole porzioni. Fare una bella passeggiata dopo pranzo. Nei giorni seguenti spazio a piatti leggeri o unici con molte verdure e poche proteine. Ecco alcuni consigli per vivere “serenamente” a tavola le festività pasquali, ridando al cibo la sua funzione conviviale. E l’amato cioccolato? Preferiamo quello artigianale...
E’ arrivata la Santa Pasqua e con la ricorrenza anche i pranzi e le cene delle feste. Molti dei miei pazienti vivono l’avvento delle feste con gioia e preoccupazione da un punto di vista nutrizionale. Gioia perché le feste portano con loro pietanze sovrane, irresistibili trionfi di gusto. Nel contempo, però, sono preoccupati di vanificare in un paio di giorni i risultati di mesi di dieta equilibrata.
Il mio consiglio è di vivere con poco stress questi giorni e non chiudere sotto chiave la dispensa. Il che non significa via libera a stragi di casatielli, pizze di grano, colombe e via dicendo! Le abbuffate sono bandite, ma ci si può concedere qualcosa in più, a pranzo preferibilmente. Saremo tentati da molti dolci e molti cibi proteici e calorici. Assaggiamo un poco di tutto, ma in quantità limitate. Mettiamo nel piatto varie pietanze, ma in piccole porzioni. Non in disposizione piramidale! Una volta terminato il pranzo, cerchiamo di evitare assolutamente di mangiare ancora durante la giornata dei piatti complessi e nel pomeriggio dedichiamoci ad una bella passeggiata. Organizziamo l’altro pasto della giornata in maniera che sia frugale, a base di frutta e verdura di stagione.
Concediamoci un po’ di buon cioccolato artigianale, magari 30 grammi, piuttosto che acquistare cioccolato low cost di dubbia provenienza. Negli ultimi anni diverse ricerche scientifiche si sono occupate degli effetti del cioccolato sulla salute. Alcuni studi hanno messo in evidenza che chi lo mangia regolarmente ha una pressione cardiaca più bassa e stabile, cosa che aiuta a ridurre i rischi per il cuore. Altre ricerche si sono concentrate sugli effetti del cioccolato per il colesterolo - sembra aiuti a tenerlo a bada - ed altre ancora sul suo effetto nel regolare la produzione di insulina, l’ormone che tra le altre cose regola i livelli di glucosio nel sangue.
Questi studi sono accolti con molta cautela dalla comunità scientifica e ricevono spesso dure critiche, perché non è semplice ottenere prove solide e calcolare tutte le variabili possibili. Uno degli ultimi studi pubblicati dal British Medical Journal, presentato a Parigi in occasione del Congresso europeo di cardiologia, sostiene che la cioccolata riduce di un terzo il rischio di malattie cardiache. Attenzione però, ne basta poco: un cioccolatino al giorno (7,5 grammi)!
Considerato che esagereremo a pranzo, evitiamo di prendere zuccheri semplici durante la giornata, cioè il classico zucchero da cucina, per esempio nel caffè. Prendere un po’ di caffè amaro e riappropriarsi del gusto autentico degli alimenti può essere anche piacevole ogni tanto.
Nei giorni seguenti le festività pasquali riprendiamo sane abitudini alimentari e magari nei giorni immediatamente subito dopo Pasqua, non mangiamo dolci, fritti, prepariamo piatti leggeri o piatti unici che prevedano molte verdure, un poco di carboidrati e poche proteine (poiché nei giorni precedenti ne abbiamo mangiate in quantità industriali). Durante e dopo le feste valgono ancor di più i soliti buoni consigli validi tutto l’anno, vale a dire camminare e bere tanta acqua. Approfittiamo delle feste per ridonare al cibo soprattutto la sua funzione conviviale, pretesto per stare insieme e dedicarci alle persone che amiamo.
Mi permetto, infine, di precisare che non si può usare la scusa del caffè senza zucchero per concederci intere pizze piene. Così come non vale ingurgitare colombe, dalla testa di zucchero alle zampe di mandorle, in nome della pace del mondo. Ma sono sicura che sono precisazioni superflue... A tutti, Auguri di Buona Pasqua!
Dott.ssa Marianna Borriello, Biochimico Nutrizionista
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