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Speciale Pace - 17.04.2003
Tom Hurndall e George Shultz, due umanità a confronto
Da che parte stare? La scelta della pace e della solidarietà contro la scelta della guerra e dell'affarismo
Tom Hurndall, inglese di 21 anni dell'International Solidarity Movement (ISM), stava aiutando dei bambini palestinesi ad attraversare la strada in una zona sotto il fuoco dei soldati a Rafah. I medici dell'ospedale hanno detto che per lui non c'è più nulla da fare: è dichiarato "clinicamente morto". Tom era impegnato contro la demolizione di case palestinesi, proprio come la pacifista americana Rachel Corrie, travolta e uccisa da una ruspa militare israeliana. Qualche giorno fa a Jenin (Cisgiordania) altri due militanti pacifisti sono stati colpiti da soldati israeliani: un giovane americano è stato ferito gravemente al volto da un proiettile sparato da un blindato, mentre un danese è rimasto ferito in maniera lieve dopo essere stato colpito dai militari. Mentre giovani americani e inglesi rischiano la vita per fare la guerra, questi giovani americani e inglesi rischiano la vita per fare la pace. E con loro vi sono altri pacifisti. Come la nostra amica F., anch'ella impegnata contro le ruspe israeliane. Il New York Times, citato sul TG3 nell'edizione serale dell'11 aprile, ha fatto i nomi di chi in questa guerra irakena sta pianificando profitti sulla pelle di chi rischia la vita. Uno per tutti: George Shultz, ex segretario di Stato del governo americano. E' passato dalla politica al mondo degli affari. Questo "liberatore", così attivo nel ridare dignità e speranza a chi l'aveva perduta, nel 1988 dichiarò che non c'erano prove della responsabilità di Saddam Hussein nel bombardamento chimico della città curda di Halabja in cui trovarono la morte circa 5 mila civili inermi. Egli stesso si era adoperato a "convincere il National Security Council a vendere all'Iraq 10 elicotteri, ufficialmente destinati a "irrorare" le colture con diserbanti e insetticidi, ma in realtà impiegati per colpire la popolazione con i gas", scrive Achille Lodovisi su Guerre&Pace (novembre 2002). Ora Shultz, mosso da un profondo senso di responsabilità verso il popolo irakeno, completa i suoi affari in Iraq già intrapresi nel 1988. Ci sono due umanità che si confrontano in questo momento. Noi scegliamo di stare con l'umanità sincera e coraggiosa di Tom Hurndall e Rachel Corrie. Alessandro Marescotti
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